a ferragosto figa mia non ti conosco. Parte 1

Domenica d’agosto: mezzogiorno. Una enorme massa di persone occupa per intero il litorale sabbioso che da Rimini si estende verso Riccione. Accalcati dalla calura estiva, uomini, donne, bambini, anziani,
giovinetti e ragazze, se ne stanno distesi sulla sabbia ad abbronzarsi.
E’ un rito che si rinnova ogni estate; anch’io
non so sottrarmi a questa pratica di massa. Ho lasciato Milano nel primo mattino, in compagnia di due amici, con l’intenzione
di trascorrere questa Domenica di fine Ferragosto disteso su un telo da mare a prendere la tintarella, lasciando alle mie
spalle ansie e preoccupazioni per trascorrere una bella giornata al mare. Nella spiaggia le persone sono tutte impegnate
a fare qualcosa. I Vu-Cumprà offrono la loro mercanzia, i bambini giocano a nascondino rincorrendosi fra la selva di sdrai
che occupano la spiaggia, donne in topless con le radioline che gracchiano, gli anziani giocano a carte all’ombra degli ombrelloni,
i cellulari che squillano.
Noi come sempre amiconi e giocherelloni e un pò squattrinati guardiamo le ragazze per far colpo
su di loro, anche se noi tre non siamo mica da buttare via. Ero disteso, prono sul telo e lasciavo che i raggi del sole penetrino
in profondità nella pelle riscaldandomi ogni parte del mio corpo, anche quella coperta dal mio tanga nero. Mario come a
solito per cherzare afferra il flacone di ambra solare e inizia a cospargermela sulla schiena, e le sue dita frizionano con
delicatezza i muscoli nella parte posteriore del collo. E’ rilassante il contatto delle sue mani che ripeteva più volte
la stessa manovra massaggiandomi con accortezza fino a raggiungere giù sulle mie chiappe, dove lui cominciava a massaggiare
con molta maestria, l’azione simultanea delle sue mani sulle mie chiappe mi fa trasalire. Con dovizia spalma l’unguento scatenando
dai movimenti delle dita, dei sussulti, brevi, ma inconsulti trascinando in un vortice di eccitazione pura. Alcune ragazze
che transitavano dinanzi al nostro ombrellone e Mario senza alcun ritegno faceva vedere il mio culo impudicamente esposto
ai loro sguardi. Le ragazze compiaciute, nel vedere le mie chiappe nude, sembravano attrarre e molte interessate anche se
mi giro verso di lui e lo guardo stupito in viso. Intorno a noi la gente sembra non interessarsi a noi, ai più devono sembrare
gesti scherzosi quelli di Mario.
Una coppia di anziani, lei semi addormentata, e lui che ci guardava con molto insistenza
e presumo che siano marito e moglie, stanno coricati sopra le sdraio a poca distanza da noi. I ragazzi ridevano e mi disse:
“Dai, Antonio divarica le cosce che il vecchio porco ti sta guardando, ora ci divertiamo un pò con lui!!” Io allora li lascio
fare e tengo gli occhi socchiusi e non oso guardare, Mario infine sfiora con l’apice delle dita i lati del tanca così scoprendo
la parte del buco del culo. Resto col fiato sospeso. Lascio che si divertono con l’anziano ed io resto in uno stato di eccitazione
che mi pervade e che sbolliva poco per volta. Attorno a me si è andato formando un divertimento generale alla quale entrambi
e curiosi di assistere con interesse l’evolversi dello scherzo. Paolo come un cronista mi dice: che il vecchietto si sta
massaggiando il cazzo attraverso i pantaloncini e non stacca gli occhi sul mio culo. Questo menace dura un quarto d’ora e
poi stufi lo lasciammo a bocca asciutta mettendoci a prendere il sole non curando più di lui, anche se sul tardi pomeriggio
dove la gente lentamente stava spopolando e pure la moglie del vecchio porco, anzi lui resta ancora in spiaggia. Ma non passa
molto tempo che Mario ci viene incontro tutto contento e ci disse: “Cazzo ragazzi che culata, le troiette di prima vorrebbero
uscire con noi!!” “Porca troia, con quali soldi?”, disse Paolo. “Perché non ci basta quello che teniamo!?” “No cazzo, ci
basta per la benzina e il mangiare!!” “E allora che facciamo, le seghe!!” “Aspettate un momento, me venuto un idea!!”, disse
Mario. E senza preavviso mi pone come prima e comincia ad alzare i lembi del mio costume facendo intravedere di nuovo il
mio buco del culo al vecchio porco, che stavolta però allarga le mie chiappe. “Che cazzo fai stronzo, mica sono frocio!”
“Stai zitto, certi maiali solo a vederlo pagano bene!?” Con molta curiosità giro la testa e vedo il vecchietto che si gusta
la scena sbavando e siccome non c’era nessuno se lo tira fuori, e incurante di noi si fa una pippa. Rimasi sbalordito nel
vedere una persona di 70 anni che abbia ancora un cazzo duro e dritto, anzi era pure grosso e non era niente male per la
sua età.
Mario e Paolo se la ridevano in continuazione, anche se non smisero a palpare il mio culo che fu dilatato al
massimo e allargato bene le chiappe per far intravedere bene l’ano e Mario non contento infila pure un dito, io cerco di
protestare bestemmiando in modo indescrivibile ed urlo ma vengo da Paolo avvolto con un asciugamano arrotolato sul collo
e stretto a esso mi blocca facendo zittire. Non passa due secondi che vengo sollevato da Mario e sfilato completamente dal
mio tanca dove venni posizionato a pecorina con le gambe larghe, così il vecchio porco poteva assistere tutto il panorama
delle mie chiappe. “Oddio ragazzi, ma che cosa volete fare adesso!? Oh no!!!, vi prego il culo no!!!!”, dissi a voce soffocata.
Obbligato da loro e tenuto giù la testa pressato sulla sabbia senti dei commendi: “Allora vecchio porco, che gli faresti
a sto bel culetto. Eh, non lo vuoi assaggiare? Quando offri per un buchino vergine!!!” “Bhe??, se mi fate fottere quel bel
culetto vi do subito cinquecento euro, cinque bigliettoni tutti per voi!!” “Se aggiungi un altro centone, affare fatto!!”
Non finì a dire che mi sento da lui afferrato con forza le mie chiappe e divaricate; poi una lingua che mi lecca e mi succhia
il mio orifizio anale che, ancora inviolato, ma debitamente lubrificato da una lingua sconosciuta che entrava quasi tutta
dentro il mio canale rettale; subito dopo entrambe le mani scivolarono fino al buco del culo divaricatolo, lo tenne spalancato,
pronto per l’uso. Anche se non ho mai avuto rapporti omosessuali ora capivo chiaramente che stavo per essere sodomizzato
da un possente cazzo duro che stava all’imbocco dell’ano: sento la sua cappella enorme e dura, che inizia a ruotare come
una punta di un trapano infuocato e lo appoggia sullo sfinte per trivellare; con fermezza il vecchio si ancora ai miei fianchi
e subito dopo si inarca premendo il suo cazzo contro la fessura del mio culo, strattonando arriva a perforarmi a metà cazzo.

Colto dal terrore mi contorsi e tentò di divincolarmi, ma prontamente trattenuto dalle due carogne che dissero: “Forza
che ci sei, sverginalo, rompigli il culo, fagli sentire la durezza del tuo cazzo a sto brutto finocchio!!!” Il vecchio a
sentire l’incitamento dei miei ex compagni, sferza un altro strattone finendo a ficcarmelo tutto nel culo: quel palo mi parve
grosso all’inverosimile e duro come un pezzo di ferro, vengo impalato brutalmente e infilato in un sol colpo da un rotolo
di carne di cazzo che mi sfonda all’improvviso ed impietosamente il mio povero retto fu penetrato rapidamente dentro l’intestino
che mai, fino a quel giorno, ero stato violato da nessuno cazzo. Venni da lui penetrato lungamente fino in fondo quasi a
svenire e non sentivo quello che dicevano ma solo una fitta dolorosa sprofondare nel mio culo, anche se cerco di urlare Paolo
mi strinse come una morsa facendo strabuzzare gli occhi. Emisi dei grugniti indescrivibili e il mio buco del culo dovette
cedere all’improvviso, lacerandosi ed un getto di sangue inizia a colare giù lungo le mie cosce; sentivo un intenso dolore,
il culo spezzato in due da quell’enorme mazza che mi riempiva, e lo sentivo affondare sempre più profondamente nell’intestino
e straziato dal dolore, avrei voluto scappare via, ma ero trattenuto dai maledetti. In quei secondi di dura monta il vecchio
porco urlava e inizia a montarmi lentamente con sospiri di piacere. Ad ogni colpo di reni, il cazzo del vecchio mi penetrava
a fondo dentro il retto sconquassato a forza, ad ogni colpo sobbalzavo secondo il suo ritmo sicuramente non lento, neanche
veloce, ma certamente costante; ogni colpo di reni che dava io, sobbalzavo e mi contorcevo come un pazzo, avevo la faccia
con gesta e sudata e gli occhi fuori all’orbita che a tratti mordevo le labbra per trattenere il dolore. Il tempo scorreva
veloce, e il vecchio pareva instancabile e continuava a fottermi con molto vigore muovendo i fianchi a sforzare le chiappe
per non farle stringere e facilitare la penetrazione. Ma i due bastardi allentano la presa urlando in un orecchio: “Godi
frocio che il vecchio porco, ti ha rotto il culo!!!”, e intanto lui si ancora ai miei fianchi e pigia il cazzo a fondo del
mio culo, continuando a fottere a ritmo crescente.
Comincio forse ad adattarmi all’idea di essere inculato?, mentre la
mazza scorreva dentro lo sfinte con dei affondi maggiori per poi estrarlo e ficcarlo totalmente dentro. Posseduto in quella
maniera il dolore era più intenso, ed al dolore subentra una certa sensazione strana e molto piacevole, dove lui comincia
a spingere con sempre maggior forza, tanto da muovere le chiappe lentamente. Ho cominciato a lamentarmi ad ogni sua spinta.
“Ohhh!!! Ohhh!!! Ohhh!!! Ohhh!!!” Mi lamentavo di piacere ogni volta che me lo ficca dentro al buco del culo, tanto da cominciare
a dimenarmi lentamente e girare la testa da una parte all’altra e ululare di godimendo: “Ohhh!!! Ohhh!!!! Ohhh!!!!!”, poi.
“Aaaeeeeeeeeeeeeeeeeuuuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhhh!” “Guarda che troia, ci ha preso gusto a farselo sbattere nel culo!!!”, disse
Mario soddisfatto. “Cazzo, come gode sta checca?? E faceva lo schizzinoso!!!”, chiuse Paolo.

————FINE PARTE 1 continua