a ferragosto figa mia non ti conosco. Parte 2

Ma i due non si fermarono lì a guardare, anzi si portarono davanti a me porgendo oscenamente i loro cazzi dritti da leccare, obbligando a prenderli in bocca: Ormai rassegnato, spalancò la bocca e dovetti ingoiare per primo quello di Mario in un sol boccone mi attaccai a
quel cazzo senza ritegno con tutte e due le mani mentre agitavo la mia lingua insalivando e leccando. Mentre il cazzo di
Mario mi fotteva letteralmente la gola, Paolo con il suo cazzo mi entra in bocca ed entrambi contemporaneamente me li affondarono
giù in gola fino all’ugola con un colpo deciso, a quel punto ogni resistenza venne meno e dovetti cedere ad allargare le
labbra aprendo completamente la bocca; quindi mi presero per i capelli ed iniziarono a muovermi la mia testa avanti ed indietro
in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffando a dovere la mia bocca. Sentivo due cazzi in
gola e le loro cappelle toccarsi e strusciarsi sulla mia lingua assieme le loro palle sbattermi sul viso, anche se avevo
gli urti di vomito da quanto spingevano dentro la bocca allargata a dismisura non potevo muovermi purché il vecchio mi inculava
talmente forte che io non dovevo fare altro che star fermo per spompinare gli altri due in gola! Sentivo i loro respiri ormai
ansanti e inquietanti, non lasciando mai la presa sulla mia nuca anche se loro davano dei ritmi frenetici che accolsi di
più i loro cazzi in bocca muovendo la testa avanti e dietro, senza più alcun ritegno, allargavo le ganasce, e vedevo quelle
enormi mazze di carne scomparire nella mia bocca e ricomparire immediatamente dopo.
Sentire quei cazzi duri pulsare tra
le mie labbra accompagnati dai forti rumori, che provoca dei risucchi e diventa un frastuono da conato di vomito quando la
cappella mi passa tra le tonsille fino all’ugola, e mentre con le mani mi tenevo aggrappato alle loro cosce io, succhiavo
i loro cazzi tenendo gli occhi chiusi anche se non potevo concentrarmi molto sul pompino perché alle mie spalle il vecchio
dava certi colpi forti da provocare dolore, finché sentivo le sue palle sbattere sulle mie crespe dell’ano che faticosamente
si allargava di smisura e il dolore era sempre fortissimo. Dopo circa dieci minuti che lavoravo di bocca ero madido di sudore
come un gran maiale, anche se mi sentivo umiliato come maschio agitavo la mia lingua su quei cazzi insalivando e leccando,
i due si accorsero che ormai ero eccitato. “Sei diventato proprio una zoccola, immaginavo che eri frocio dai tuoi sguardi
verso i nostri rigonfi anche se Paolo non ci voleva credere. Adesso frocio leccaci bene i cazzi, dai lecca brutta troia,
lecca!!!!” Quelle parole calunniose mi lascia allibito, feci il gesto di ritrarmi ma, sentì afferrare con violenza i miei
capelli e fui costretto a muovere la testa molto più velocemente di prima: qualche istante dopo Mario e Paolo esplosero
con dei grugniti di piacere e tenendomi pressato ai loro ventri per evitare che potessi allontanarmi all’ultimo momento,
eiacularono in bocca: una enorme quantità di schizzi di sperma denso e caldo che riversa copiosamente dentro la mia bocca
e abbondante con molta pressione, che si susseguirono in rapida successione, uno dopo l’altro, per un tempo che sembra interminabile.
“Inghiotti frocio!!!! Inghiotti la nostra sborra, sino all’ultima goccia!!!” Nonostante il profondo ribrezzo verso i due
ubbidisco prontamente e per la prima volta in vita mia bevvi lo sperma; la quantità di sperma eiaculato da loro era impensabile,
ad ogni fase esplosiva, la mia bocca veniva allagata da una quantità enorme di sborra che usciva dai loro cazzi e con eguale
rapidità lo ingoiavo, non prima naturalmente con grande disgusto, di averlo assaporato per bene, percependo a pieno lo sperma
maschile, e l’odore intenso dei loro coglioni; con quei mostruosi cazzi in bocca e nonostante il notevole impegno, non riuscì
però ad inghiottire tutto; appena ingoiavo lo sperma appena eiaculato di Mario, la mia bocca si riempiva di altro sperma
dell’ondata successiva, con il risultato che cominciavo a tossire ed lo sperma comincia a fuoriuscirle dalle mie labbra e
dal naso.

Il mio cazzo era durissimo e il movimento dell’inculata mi fece ansimare e gemere, godendo sensazioni
incredibili per quella fottuta, forse perché non lo avevo mai preso nel culo e bocca contemporaneamente, ma erano stupendi!
Non mi ero mai sentito così totalmente posseduto, ma soprattutto così troia, finché i colpi del vecchio si fecero più
forti e violenti tanto da irrigidirsi e vibrare tutto per inondarmi di sborra con un lungo gemito, prima l’uno e poi l’altro
a tal punto che estrassero contemporaneamente i loro cazzi dalla mia bocca e culo continuavano a eiacularmi addosso in modo
copioso: investito abbondante dallo sperma caldissimo e in pochi secondi mi ritrovai tutto insozzato; il culo, la bocca,
la faccia, i capelli e la schiena che erano cosparsi di sperma che mi cola ancora fuori da entrambi i buchi. Da dietro sento
lui ansimare con fatica e rimase fermo a quella profondità per qualche secondo, poi con qualche lieve scossa in su e giù,
si accascia sulla mia schiena. Non passa un paio di secondi che il vecchio si alza e mi lascia per qualche istante immobile
col culo all’aria, e sento dall’ano che mi cola la sua sborra, anche se lui porta il suo cazzo verso la mia bocca dolente
dal doppio pompino per farsi ripulire: “Troia pulisci il cazzo, dai svelto leccami!”, mi ordina. Io obbedii infilando il
suo cazzo ormai moscio in bocca leccandolo golosamente! E mentre lo facevo, Mario si sdraia sotto di me ed infila il suo
cazzo nel mio buco del culo bello unto di sborra che lentamente mi lascio calare giù sulla sua grossa cappella bagnata,
e mi afferra per i fianchi attirando verso di sé e mentre dietro Paolo mi alza e abbassa facendo favorire di più la ficcata
da sentirlo tutto sullo stomaco. Il suo cazzo entrava dentro con certi colpi da provocare dei gemiti di piacere e comincio
a muovermi godendo quel grosso arnese che mi dilata il buco. Ad un certo punto, Mario mi blocca con le braccia dicendo: di
stare fermo ed infila un dito nel buco già pieno del suo cazzo, poi infila un secondo dito e comincia ad allargare il buco
per fare spazio anche al cazzo di Paolo. “Ma che vuoi fare!?”, grido. “Non insieme, no, no!” Ma Mario non mi ascolta, ed
alla fine quindi fui preso e inculato anche da lui.
Le due carogne mi stavano inculano assieme, due cazzi, che mi entrano
contemporaneamente nel culo; non ero certo vergine, ma quel giorno sicuramente me lo ruppero ben bene! Mi sentivo allargato
a dismisura, un dolore fortissimo per tutto il mio culo, era insopportabile cercavo di divincolarmi da quell’inculata disumana
ma ero bloccato da entrambi i buchi dai loro cazzi. Quei atroci dolori sempre fortissimi è insopportabile all’inizio, ma
in breve gradatamente si riduceva trasformando una sensazione mai provata prima, quel godimento crescente, sempre più crescente;
ad un tratto emisi un forte orgasmo indescrivibile, contrassi i muscoli delle cosce e inarcai la schiena, emettendo un lungo
e caldo lamento da vera cagna da monta che dura per diversi minuti. Nonostante ciò vorrei che i due non smettessero mai
di incularmi anzi, incredibilmente continuavano a fottermi senza mai togliere quei cazzi poderosi dal mio buco completamente
dilatato da loro che mi fottevano senza pietà, e dando forte scosse con urla e bestemmie! Sbattuto sonoramente avanti e
indietro. I tre ora si muovevano contemporaneamente ed io travolto dalla loro foga e dai loro colpi frenetici, non capivo
più nulla. Il tempo scorreva veloce, ma parevano instancabili e continuavano a fottermi con un ritmo crescente, incredibile
soprattutto il numero di volte che eiacularono dentro di me: orgasmo dopo orgasmo, i schizzi caldi di sperma mi stavano riempiendo
le mie budella, anche se loro continuavano a montarmi per una bella mezz’ora ed infine raggiunsero a loro volta contemporaneamente
l’orgasmo eiaculando copiosamente dentro i miei orifizi lasciandomi sulla sabbia inerme, terribilmente tumefatto e dolorante;
il mio ano infuocato e sanguinante lasciava uscire rivoli di sperma misto a sangue che colava lungo le mie cosce, praticamente
aperto, come un cratere di un vulcano. Potevo percepire su tutto il corpo dei getti di sperma copiosi e caldissimi e principalmente
sul volto e culo.
A questo punto quasi in coma e sperando che tutto potesse finire in fretta, dove in silenzio mi lasciano
stremato dal troppo fottere sul telo per circa dieci minuti. Fù allora che mi destarono, di nuovo, mi sentivo esausto con
la gola secca e il culo che bruciava. Cerco di parlare ma non riuscivo dalla vergogna. “Adesso ci dai sei bigliettoni, come
promesso vecchio culattone!!”, disse Mario e lui concluse dicendo: “Però diamine ne è valsa la pena!!!!” Mi girai e vidi
che il vecchio stende dei soldi a Mario e soddisfatto se ne va verso lo chalet. Le due carogne mi guardano con occhi che
brillavano, mostrando sorrisi beffardi ed io non avevo il coraggio di guardarli in fronte, ma Paolo mi viene incontro sbraitando:
“Ahi, capito che sei un finocchio, che ancora hai il culo pieno della nostra sborra di due veri maschi!!” “Ora frocio, ho
intenzione di pagarti per farti stare buono per quello che ti abbiamo fatto!!”, disse Mario sorridendo viziosamente. “Che
vuoi dire!?!”, dissi un pò stordito e dolorante, senza fiato mentre mi dava duecento euro.
Paolo intanto comincia a rivestirsi
mentre Mario rimase fermo a fissarmi a tal punto, quasi come se niente fosse accaduto mi dice: di mettermi il costume e andare
via da lì. Ebbi solo il tempo di guardare brevemente Mario che si mise il suo costume rosso ed allontanarsi, lasciandomi
nudo, sporco, sverginato, pieno di sborra e col culo in fiamme. Rimasi nudo in piedi per un pò mentre ripensavo all’accaduto
e soprattutto per le vacanze che sono iniziate proprio bene.