a Roma

Non sono gay, ma ho sempre avuto una certa attrazione fisica per il sesso maschile, mi eccita non poco l’idea di leccare e succhiare un bel cazzo, di strofinarmelo sul corpo, sul buco del sedere, di farmi venire in bocca (ma senza ingoio, preferisco l’idea di spalmarmi lo sperma un po’ ovunque), o più semplicemente di masturbarmi insieme a un altro uomo, senza necessariamente toccarci a vicenda. Penso che il massimo sarebbe fare sesso a 3, due uomini e una donna, o forse ancora meglio a 4, due uomini e due donne, che si baciano, strofinano, toccano, leccano e succhiano senza tabù. Ci tengo però a precisare che non mi piacciono le porcate, il sesso da film porno, le sveltine con sconosciuti o con persone (uomini e donne) con le quali non ci sia, tra l’altro, un’intesa intellettuale. Anzi, mi ritengo un tipo ad alto potenziale erotico, ingrediente, l’erotismo, per me fondamentale per una intensa e appagante esperienza sessuale.
Da ragazzino, a 15 anni, mi masturbavo con un altro ragazzino un paio d’anni più giovane di me. Si cominciò ognuno per i fatti propri, poi lui stesso prese l’iniziativa e cominciò a masturbarmi, successivamente mi presi di coraggio e cominciammo a toccarci insieme. La cosa durò diversi mesi, forse un anno o poco più, poi non ci furono più occasioni.
Il tempo passava, nel frattempo io facevo le mie esperienze con le ragazze, accantonando i miei rapporti omosessuali, anche se di sovente, soprattutto quando non ero sentimentalmente impegnato, mi masturbavo fantasticando di fare pompini, toccandomi il sedere a mo’ di ditalino nel buchetto, infilandomi, oltre alle dita, degli oggetti di varia natura, tutto ciò che potesse avere una forma fallica. Spesso mi venivo in bocca, a volte, se particolarmente eccitato, ingoiando il seme, anche se dopo la venuta non era più la stessa cosa, l’eccitazione svaniva in pochi istanti, la fantasia pre-eiaculazione di venirmi in bocca era più dolce e appagante della realtà, del sapore acidulo dello sperma!
Poi successe che un giorno, avevo circa 20 anni o su di lì, andai a trovare un mio amico d’infanzia che si era trasferito a Roma. Premessa, con lui non c’erano mai state situazioni ambigue, nel senso che come molti adolescenti, perlomeno maschi, in passato era capitato spesso di masturbarci ognuno per i cazzi propri (se mi si consente lo humor) ma, almeno da parte mia, non avevo mai avuto il pensiero di toccarlo. Fino a quella sera a Roma.
Tutto cominciò come al solito. Eravamo a letto (letti vicini ma separati), luce spenta, e parlavamo, come eravamo soliti fare, delle cose più disparate. Con lui abbiamo sempre avuto un’ottima intesa intellettuale e insieme, ogni volta che ci vediamo (sempre più di rado ormai) è certo che ci sganasciamo dalle risate. Come sempre, anche quella sera ci eravamo dilungati a parlare fino a tardi, poi “buonanotte”.
Nel buio e nel silenzio mi sembrò di sentire un fruscio di lenzuola, pensai subito che si stesse masturbando, d’altronde dinamiche del genere si erano già presentate più volte nel passato. Anch’io presi a fare la stessa cosa e cominciai a sfregarmi l’uccello, cercando di non farmi sentire troppo perché, nonostante tutto, provavo un certo imbarazzo nel palesare che mi stavo masturbando, e in ogni caso non ero certo che effettivamente lui lo stesse facendo, anche se l’idea mi eccitava. Cominciò un gioco di segnali quasi impercettibili, piccoli sfregamenti, timidi sospiri, brevi pause per sentire se l’altro si fosse addormentato, magari, pensavo in quel momento, era tutta una mia fantasia e lui stava effettivamente dormendo. Silenzio
“Che fai?” mi chiese.
“E tu?”, risposi.
E ricominciammo a parlare e a svelare, per la prima volta, i nostri segreti più intimi. Parlammo delle nostre fantasie erotiche con gli uomini, di come ci masturbavamo, scoprimmo che entrambi avevamo assaggiato il nostro sperma (pratica probabilmente molto comune). Gli raccontai della mia esperienza omosessuale a 15 anni con quel ragazzino che anche lui conosceva. E mentre parlavamo ci toccavamo, ancora al buio e coperti dalle lenzuola. Poi si decise di accendere la luce e di masturbarci senza coperte. Mi piaceva vederlo nudo e farmi vedere mentre mi toccavo. Sarei potuto venire in pochi secondi, ma mi trattenevo per prolungare quella sensazione di eccitazione incontenibile. Fu lui a proporre di toccarmi e io lo feci fare. Quanto mi piaceva, e quanto mi fa eccitare il solo ricordo, vorrei tornare indietro e poterlo rivivere adesso! Anch’io presi timidamente il suo cazzo in mano e cominciai a toccarlo, ma lui sembrò perdere il piacere, sentii che da duro diventò sempre più moscio. Disse che si sentiva in colpa per la sua ragazza di allora, che toccare me non lo viveva come un tradimento, cosa che invece provava se lo toccavo io. Non volli insistere e lo feci fare.
Mi chiese se lo poteva mettere in bocca. Acconsentii con piacere. Era la prima volta che un uomo mi faceva un pompino. E che pompino! Meglio di qualsiasi altro fatto dalle mie ex! Sapeva come farlo, su e giù al giusto ritmo, con la lingua che toccava le parti giuste. Sentivo il mio pene pulsare (come adesso), lui continuava con quel ritmo semplicemente perfetto, sentivo la lingua leccarmi esattamente come, dove e quando volevo. Mi disse di avvertirlo perché non voleva che gli venissi in bocca, riprese a succhiarmi e leccarmi, con le mani mi toccava i capezzoli e di lì a poco venni come un fiume in piena! Schizzai ovunque, lo sperma mi andò dappertutto raggiungendo perfino il viso, lui aveva lasciato la presa con la bocca ma con la mano continuava a masturbarmi fino a completo svuotamento. Venimmo quasi in contemporanea, io qualche attimo prima, e in questa esplosione di goduria, all’apice del piacere, con la sua mano spalmò il mio sperma sul mio ventre, finché, una volta venuto anche lui, abbandonò la presa e si trasferì sul suo letto.
Nelle ore e giorni successivi la cosa si ripeté parecchie volte, neanche con una donna avevo fatto così tanto sesso in così breve tempo! L’unica pecca era che ero io l’attivo della situazione, io mettevo a disposizione il mio cazzo che lui leccava e succhiava con maestria. A parte un tentativo fallito di inculata (ho una discreta circonferenza), è stato un susseguirsi di seghe e pompe. Tutt’al più, mentre lui mi masturbava in vari modi, io sfregavo il mio corpo sul suo cazzo, oppure mi infilavo le dita in culo, la cui cosa mi piaceva tantissimo, sia perché lo faccio sempre da solo, ma soprattutto perché lo stavo facendo liberamente, senza pudori, di fronte a qualcuno, peraltro un uomo che nel frattempo mi stava facendo godere alla grande. Come ho detto, non gli sono mai venuto in bocca, ma uno dei momenti più eccitanti è stato quando mi sono messo a cavallo sul suo ventre e mi sono masturbato venendogli sul torso, cosa che è piaciuta moltissimo anche a lui.
Questo è più o meno il succo di quei pochi giorni di sesso a Roma col mio amico, oggi sposato anche lui. Ovviamente, ci furono altre occasioni negli anni successivi, ma mi riprometto di raccontarle in un altro momento. Alla prossima!