Alessandra

Erano passati 2 mesi da quando Francesco mi aveva mollato. Un giorno mi suona il cellulare. Un numero che non avevo in rubrica. “Ciao, tu non mi conosci, io mi chiamo Alessandra, ti disturbo?” “No, niente affatto” risposi. Lei continuò “Non so se Francesco ti ha mai parlato di me” (tra me e me Francesco e Alessandra…2+2 fa quattro!). Falsamente la apostrofai, “No, non so chi sei, ma continua pure”. Il tono suo era piu’ dolce prima e ora si fece piu’ crudo. “Ieri Francesco aveva dimenticato a casa
il cellulare e per curiosità sono andata a vedere tra i suoi messaggi. Sai sono una maledettamente curiosa e gelosa”. “E allora?”
Replicai. “Allora ho trovato un messaggio in uscita indirizzato al cellulare che sto chiamando, pensavo che mi rispondesse una donna! E’ tuo questo numero?”: “E’ mio da sempre questo numero. Mi puoi dire che c’era scritto in questo sms??”. “Beh se
allora il cellulare è il tuo probabilmente l’avevi letto molto prima di me, quando ti arrivo’ qualche mese fa!”. “Mi puoi rinfrescare la memoria per favore?”. “Te la rinfresco subito: PECCATO CHE NON POTREMO MAI DORMIRE INSIEME! Te lo ricordi questo
messaggio che ti invio’ Francesco o è una frase talmente stupida che non ha bisogno di restare nella memoria??” Il suo tono si era fatto ironico, cattivo, quasi canzonatorio. E’ con gusto che le risposi “Me la ricordo eccome” e aggiunsi “E su questo aveva ragione purtroppo! Non avremmo mai dormito insieme io e Francesco!”. Lei sempre piu’ incalzante e sempre piu’ cattiva “E me lo dici così, non provi neanche a giustificarti? A smentire?? Tu sei gay, non è vero? Mio marito era normale! Sei stato tu
a traviarlo, non è così stronzo??”. Cercai di interromperla “Senti…Alessandra..” “Ma lei non mollo’ la presa “Francesco non è piu’ il Francesco di una volta. Piu’ passa il tempo e piu’ diventa indifferente. A letto una volta era un maschio di fuoco e adesso sembra un bambino intimidito. Sembra abbia paura quando scopa con me. Ma adesso ho capito perchè. Io pensavo avesse un altra. Che cretina! Se avesse avuto un altra magari ci passavo sopra, l’avrei perdonato. Ma non ci passo sopra adesso sapendo che l’amante che aveva era un uomo e non una donna!!! Com’è a letto con te? Perchè non me lo dici, eh?
Signor? Sai non aveva neanche messo il tuo nome nella rubrica, voleva occultarti, ti aveva nascosato bene! Come ti chiami stronzo??” “Io sono Tommaso. Ma modera i termini, mi stai offendendo!”. “Oh ti ho offeso, come mi dispiace, scusa, non l’ho apposta, sai! Ma perchè non mi dici chi lo prende nel culo tra voi due? Eh? Sei tu a darglielo o è lui a prenderlo? Dai a me puoi dirlo, sono solo sua moglie!”.
Il mio cuore stava diventando tachicardico, non la reggevo piu’, le avrei sbattuto giu’ il telefono
ma volevo vedere fino a che punto si sarebbe spinta. Le dissi “Senti, io con Francesco non ci vediamo piu’ da 2 mesi. Mi ha mollato. Diceva di amare solo te e che non sarebbe riuscito a vivere senza di te”. Sempre piu’ sarcastica e crudele dal tono:
“Ohh, ti ha mollato poverino…quanto mi dispiace…Ma se vuoi sapere la mia, ho l’impressione che non riesca a vivere senza di te, non senza di me! E’ diventato un pezzo di ghiaccio negli ultimi tempi! Adesso pero’ è tutto chiaro”. Riaggancio’.Per fortuna! Pensai
Passarono giorni e notti, soli e lune, le piogge e i venti, le stagioni. Francesco l’avevo già dimenticato. E mi dimenticai anche di quella strana telefonata. Sono uno che scorda tutto in fretta. E questo è un bene ma a volte è anche un male.
Un giorno suonarono alla porta di casa. Silenziosamente dietro lo spioncino volevo vedere chi fosse. Non so chi apra il cancello giu’, il fatto è che te li ritrovi qui alla porta, zingari, testimoni di Geova, mendicanti, extracomunitari che chiedono
soldi. Aver quel buco con la lente sulla porta puo’ far comodo per evitare di farsi rompere le scatole. Quel giorno vidi una bella ragazza, in tuta arancione, sopra c’era scritto AmpGas, tesserino con foto regolarmente ben esposto. Chiesi “Chi è?”.
“Lettura del gas” fece lei dietro la porta. Aprii, dissi buongiorno e la feci entrare. Saluto’ e sorrise. Richiusi la porta.
“La accompagno dove c’è il contatore” dissi. Lei si era tolto quel finto sorriso ed esclamò: “Non c’è bisogno di nessun contatore. I conti li faremo io e te”. La guardai allibito mentre dalla tasca della tuta estraeva qualcosa. Misi a fuoco. Era una pistola! Mi si era gelato il sangue nelle vene mentre pensavo “questa vuole dei soldi e se non glieli do’ mi ammazza!”.
“Siediti” mi fece puntandomi la rivoltella all’altezza della testa. Ubbidii e presi la prima sedia a portata di mano, quella del tavolo in cucina e mi misi seduto sempre seguendola con quello sguardo di uno che ha paura. Se mi avesse chiesto dei soldi ne avevo pochissimi in casa. Me la vedevo brutta. Non so come sarebbe andata a finire. Ero terrorizzato. Lei parlò:
“C’è il silenziatore, sai. Nessuno sentirà niente. Non sentirai nulla anche tu. Un colpo al cuore, ben centrato, guarisce tutti i mali.Quello che hai fatto a Francesco, quello che hai fatto a me, quello che hai fatto a te stesso” (Francesco? il mio ex sposato! Ma
allora lei non poteva che essere Alessandra, mi ero dimenticato di quella storia, di quella telefonata, ma non avrei dovuto farlo!)
“Non si rubano i mariti alle mogli, -proseguì- non è giusto, e io non sono la solita cretina che si arrende, che manda a fanculo tutto, io non perdono gli sbagli. Mi sono esercitata dei mesi al poligono di tiro. Ogni volta che miravo alla sagoma pensavo a te.
Sai quante volte ti ho già ucciso? non c’è neanche gusto, uccido un uomo già morto. E tu? Non me la dici neanche la classica frase “uccidi un uomo già morto?? Ahahahahah”. -delirava- “Sei uno senza palle, lo sai, stronzo? Ah già, le palle le hai usate solo per
scaricarle con Francesco, non è così? Invece lui non se le scaricava piu’ con me, perchè io non ero alla tua altezza, perchè non ero un uomo! Ho sposato un frocio. Che bella sorpresa m’ha regalato la vita. Lo so che stai pensando! Penserai che cazzo vuole
questa? Eh? Penserai chi me l’ha fatto fare di rispondere al cellulare quel giorno? Non è questo che stai pensando porco??
Come li faceva i pompini mio marito? Eh? E tu come glieli facevi? Senz’altro meglio di me! Perchè negli ultimi tempi non sembrava neanche godesse quando gli succhiavo il cazzo. E quando me lo metteva nella figa faceva finta di godere. Lo capivo benissimo!!
Non s’è neanche impegnato nel recitare quel maledetto. Che sfigato anche lui. Sarebbe bello vi seppellissero insieme!
Ma il suo corpo non lo troveranno mai. E se trovassero il tuo non illuderti di farmi marcire in galera. Noi avvocati siamo bravi sai,bsappiamo come gestire questi giochetti, fa parte del mestiere, te lo insegnano a scuola. Tu cosa hai imparato invece a scuola?
Scommetto che sei il classico tipo che si innamorava del compagno di banco. O del professore piu’ giovane.
E magari di notte ti segavi come un forsennato pensando a loro! Non è così?? Quante lenzuola hai bagnato? E quanti litri di sperma hai versato nella fanciullezza e quanti per Francesco? E quanti Francesco per te? Ma poi non è la quantità che conta.
E’ soprattutto il disgusto. Sapere che tu e quel coglione andavate a letto insieme. E io che idiota, non me ne ero mai accorta.
Sono proprio ingenue le donne e voi maschi vi fate i cazzi vostri, nel vero senso della parola, e le prendete in giro, senza il minimo rispetto. Voi ve ne fregate, a voi basta godere!”. “No!”urlai io! “Eravamo innamorati se proprio voi saperlo! E se proprio
vuoi saperlo andavamo a letto per amore. E mi diceva anche che nessuna donna l’avrebbe fatto godere come l’ho fatto godere io. Ma tu non puoi capire queste cose, hai un viso gelido, tu non puoi sapere cos’è l’amore, faccia da troia!”.
“Frocio bastardoooooooooo!” replico’ lei e quel “frocio bastardo” è l’ultima frase che mi ricordo. Se avessi avuto un mitra, un bazooka o qualunque cosa che colpisce le avrei fatto saltare il cervello in una volta sola. Ma ero disarmato. E lei mantenne il suo impegno. Un colpo dritto al cuore. E io non sentii niente, e nessuno sentì un rumore. Vidi il mio corpo cadere, e tutto quel sangue uscire. E gli occhi di Alessandra gioire nella sua persa espressione di lucida follia.
Capii quello che era successo e mi stavo allontanando, come se qualcuno mi avesse preso per mano accompagnandomi
nel vento. Stavo volando vero l’alto e vedevo allontanarsi la mia casa, il mio condominio, il mio quartiere, la mia regione, la mia terra. Mi stavo avvicinando all’altrove, quel mondo che si pensa non esista, ma che invece è la che ci aspetta. Piu’
nessuna emozione, piu’ nessun dolore, piu’ niente da prendere, piu’ niente da dare. Non odiavo nenache piu’ Alessandra, forse fece solo quello che doveva fare. Probabilmente l’avrei fatto anch’io al suo posto.