cena di benvenuto

Mi ero trasferito a Roma avevo trovato un appartamento in periferia all’interno di un condominio all’ultimo piano. La casa era ben disposta e ben arredata e soprattutto era vicino al mio ufficio. I condomini erano stati molto carini con me, in modo particolare una coppia di amiche che abitavano di fronte alla mia porta. Laura sulla quarantina faceva il grafico pubblicitario, aveva uno sguardo austero reso ancora più cupo dagli occhiali che portava. Capelli castani, alta circa 1,70, una terza abbondante, un po’ larga sui fianchi, gambe muscolose dovuto al suo andare in bici.
Rosanna era più minuta e più giovane, capelli neri lisci sempre legati, più loquace, tanto che al mio arrivo fu lei ad invitarmi a cena un sabato sera.
Quel sabato arrivò, mi presentai alla loro porta puntale, mi aprì una sorridente Laura, che mi introdusse nell’accoglietne appartamento. Rosanna stava ultimando di apparecchiare e vidi che erano quattro i posti a tavola. “Arriva una nostra amica” mi disse Rosanna.
Suonarono alla porta Laura andò ed apparve una Pamela. Il loro amico era un trans, molto bello a dire il vero, alto circa 1,80 mulatto, seno prosperoso e un grand culo. “Hello – disse entrando – come state?”
Mi presentai e subito ci sedemmo a tavola. La cena fu gradevole non solo per l’ottimo cibo accompagnato da un buon vino, ma anche per la compagnia. Parlammo di un po’ di tutto sorseggiando del porto e ci raccontammo un po’ la nostra vita. Pamela era brasiliana, venuta in Italia, aveva trovato lavoro presso un centro estetico; Laura era un grafico affermato, mentre Rosanna ancora studiava per diventare avvocato.
Fu Laura ha iniziare a raccontare dell’incontro con Rosanna durante una crociera e mentre ne parlava iniziò a tocchiarle le guance. Rosanna sorrideva e da lì a poco cominciarono, complice anche il vino, a baciarsi. “Bè forse dovremmo andare – rivogedomi a Pamela – si è fatto tardi”.
“Non ti scandalizzi mica – mi disse guardandomi Rosanna – siamo tra amici.”
“Per carità – feci alzando le mani in segno di resa – ma forse vorrete rimanere sole”.
Tutte si alzarono e si diressero verso un divano ad angolo in tessuto, Pamela si mise nel mezzo alle due e iniziarono a baciarsi, le loro lingue si cercavano freneticamente, mentre le mani di Rosanna cercavano il membro di Pamela.
Fu a questo punto che Pamela si alzò, si tolse gli short e le maglietta e rimase con un tanga finissimo. Si rivolse verso le due donne prese le loro teste e inizio ad avvicinarle all’inguine. Da dietro vedevo questo grosso culo mulatto che ondeggiava, mentre Rosanna cominciò a spogliarsi e subito fece anche Laura.
Laura nuda aveva i fianchi un po’ larghi ma le tette erano belle sode, Rosanna invece manteneva invece la figura esile ma entrambe avevano la fica ben curata. Guardavo a sedere con il viso appoggiata alla spalliera della sedia, sorridendo e sorseggiando ancora il mio bicchiere di porto.
“Guarda che se vuoi puoi unirti alla festa – mi disse Laura scostandosi di lato – vedrai che ti diverti”.
Mi diressi verso il divano con le mani i tasca facendo finta di niente, Laura mi seguiva con lo sguardo; quando arrivai vidi Pamela che sorrideva, ma soprattutto il suo arnese gonfio nella bocca di Rosanna. Non ebbi il tempo di capire che Laura aveva allungato la sua mano sul mio cazzo già duro. Senza che dicessi una parola, ma sempre guardandomi negli occhi, mi tolse la cintola, mi slacciò i pantaloni e mi tiro fuori il cazzo e se lo mise fra le labbra. Feci un sospiro e Pamela sorridendo mi sculacciò “…mica male no?”
Fu la volta di Rosanna a prendermi in bocca l’uccello mentre Laura prendeva quello di Pamela. Mi misi sul divano e mentre Rosanna continuava il pompino iniziai a leccare la fica di Laura.
“Voglio succhiartelo anch’io”, mi disse Pamela – e avvicinandosi mi prese il cazzo e cominciò il pompino. Pamela scorreva tutta l’asta mordicchiandomi le palle e penetrandomi con la punta della lingua il buco del culo.
Laura si girò mettendosi a pecora ed io non fece altro che infilare il cazzo nella sua fica, davanti si pose Rosanna con Pamela che la scopava. Le due donne lesbicavano mentre io e Pamela le fottevamo all’unisono. Non contento dissi “Voglio farti il culo”. Apri le natiche di Laura sputai sul suo culo introdussi prima un dito poi due, e quando fu pronta misi tutta la mia asta. Cavalcavo Laura mentre questa gemeva. Pamela compiaciuta della mia azione disse: “Inculami pure me”. Si prostrò e guardandomi disse: “Vieni dentro di me”. Rosanna gli apri le chiappe lecco il buco di culo e io infiali il cazzo. Nessuna resistenza, lo sfintere cedette alla mia pressione senza problemi, Rosanna si mise sotto di lei succhiandole il cazzo.
Laura era sparita da un minuto me ne accorsi perché quando torno aveva legato alla vita uno slip con un fallo nero. Si mise dietro Rosanna e iniziò a penetrarla. Usci dal culo di Pamela mi sdraiai interamente sul divano, e fu allora che Rosanna tornò sul mio cazzo impalandosi, mentre Laura iniziò a leccarmi lei le palle. Pamela si mise dietro di me e mentre Rosanna saltava sul mio cazzo si faceva fare una pompa. “Il tuo culo sarebbe pronto per la penetrazione – mi disse Laura – faccio piano”.
“Cosa??? – feci io – aspetta un attimo…”
“Tranquillo – disse Rosannna – godrai come un porco fidati”. Rosanna si girò si mise a sedere sul mio sterno, mi prese le gambe e me le tiro su aiutata da Pamela: ero bloccato a culo aperto e gambe in aria, non opposi troppa resistenza. “Metti un po’ di crema sul dildo e sul buco – senti dire da Pamela – così scivolerà meglio.” Sentì il rumore che fa un tubetto quando viene strizzato e poi come una punta che si appoggiava tra le chiappe. Non riuscii a oppormi sentivo quel cazzo falso entrare piano ma inesorabile, e poi uscire e rientrare mentre mani mi tenevano il pacco.
Laura uscì con il dildo e fu la volta di Pamela che mi sodomizzo per un minuto circa “Che culo stretto – diceva mentre pompava – mi fai morire”. Il cazzo di Pamela era di dimensioni normali, in più il mio ano era stato ben lubrificato precedentemente, quindi non sentii troppo dolore.
Rosanna si alzo da me e potetti vedere Pamela che mi fotteva mordendosi il labbro inferiore, Laura mi guardava sorridente, mentre Rosanna mi teneva dolcemente il membro accarezzandovi i testicoli.
“Girati a 90 – disse Pamela – voglio penetrarti a pecora”. Mi girai e continuò dove aveva lasciato.
“Ancora un po’ e vengo” – quasi gridò – sentì qualcosa di liquido dentro di me e poi Pamela che spingeva e rimaneva attaccata a me con il suo cazzo che pulsava: era venuta.
Usci da mio culo grondante, Laura da dietro mi inculò con il dildo mentre con la mano mi prese l’uccello mi disse: “Ora godiamo”. Rosanna e Pamela aprirono le rispettive bocche e poco dopo le inondai del mio sperma.