con la mia migliore amica e il suo ragazzo

Era un po’ di mesi che Romina mi parlava di quanto fosse insoddisfatta del suo ragazzo a letto.
Non era una presa in giro, nè un modo per umiliarlo, perchè sono sicuro lo dicesse solo a me, amico maschio, perchè potevo capire di più i problemi del suo ragazzo.
Di certo era una situazione strana, per quanto lei non se ne rendesse conto, dovuta anche al fatto che lei era molto amica della mia ragazza ed io, benchè non fossi un suo grande amico, avevo un buon rapporto con il suo ragazzo.
Da una parte dunque lei mi parlava di quanto fosse scadente il sesso che era costretta a fare, dall’altra (e questo lo seppi dopo da Cinzia, la mia ragazza) lei aveva sentito parlare molto bene di me proprio in quel frangente. Non so se avesse chissà quali intenzioni, ma era molto frequente che facesse allusioni scherzose sul mio pene (effettivamente molto grosso), sebbene non l’avesse mai visto ed io ero sicuro di non avergliene mai parlato, ed altrettante allusioni faceva alla mia durata (nel quale soprattutto si sentiva insoddisfatta con Antonio, il suo fidanzato).
L’impressione che mi volesse far intendere qualche messaggio implicito si faceva sempre più grossa in me, e tra le cose che si facevano grosse non era la sola!
Ne parlai con Cinzia che se la rideva senza gelosia, anzi compativa la povera sfortunata amica e mi diceva, sul filo dello scherzo, che avrei dovuto scoparmela io per farle sentire il vero piacere…
La cosa mi lasciò interdetto ma era proprio quello che pensavo anch’io, e ne avevo anche parecchia voglia.
Successe che alla successiva allusione di Romina io reagii senza l’imbarazzo che mi perseguitava le altre volte e, forte anche del consenso di Cinzia, le dissi che se voleva un po’ di vero cazzo e se voleva essere scopata sino allo svenimento, beh io l’avrei potuta accontentare. Lei di tutta risposta mi toccò il cazzo, già duro solo al pensiero, e mi disse: “Era ora, finalmente l’hai capito che ti voglio dentro di me…”.
Cominciammo a baciarci (anche se avrei voluto solo atti puramente sessuali) e passammo subito al sodo. La spogliai lasciandola dapprima in mutande, palpandole le tettone enormi e succhiandole i capezzoli, nel frattempo che lei mi sbottonava i pantaloni e mi toccava il cazzone. Mi disse: “Wow, ma è più di quanto mi aspettassi, è lungo ben più di quello di Antonio, ma soprattutto è grosso il doppio!”… Me lo scappellava con una maestria fuori dal comune, baciandomelo e riempendomi di complimenti, mettendosi a 69 su di me e cominciando a pompare mentre aveva la sua figa sopra la mia faccia, fradicia, ancora coperta dalle mutande. Bevvi un po’, le tolsi le mutandi e mi accorsi che non c’era proprio bisogno di lubrificare con la saliva, era pronta. Pensare che, mi diceva, con Antonio non si riusciva neanche a bagnare. La scopai a pecora stantuffandola per bene, mentre lei urlai dapprima anche un po’ di dolore, poi solo di piacere, mentre gli muovevo il cazzone dentro. Mi diceva: “Oddio, è enorme, non ce la posso fare!” il che aveva poco senso perchè il mio cazzo era già entrato parecchio e a me bastava per godere e non stavo addentrandomi oltre, ma questo suo urlare, imprecando tra l’altro anche contro le piccolezze e la cornutaggine di Antonio, mi eccitava.
A fine serata, due orette di scopata intensa dopo, me ne stavo andando e lei mi disse che amava il suo ragazzo e che io ero stato solo un suo oggetto, un cazzo grosso per godere di più. Sapeva che ne ero consapevole e mi disse che ero un vero amico a farle questo favore.
Nei mesi successivi scopammo altre volte, e lei mi diceva che con Antonio si eccitava sempre meno, perchè ormai si sentiva slargata e quasi non sentiva il contatto tra cazzo di Antonio e pareti intern della figa… Aveva bisogno del mio cazzo sempre di più e mi disse di averne parlato ad Antonio. Io pensai: “Ecco, questo ora vuole uccidermi, sicuro…” ma lei mi smentii. Lui dapprima s’incazzo ma poi ha detto che se io la facevo godere, e non provavo alcun sentimento per lei, sentimento d’amore, nè lei lo provava per me… Beh lui accettava il nuovo gioco sessuale e ci stava, però voleva guardare godere la mia ragazza sul mio cazzo e farla godere anche di più. Chiesi consenso a Cinzia, le specificai che se voleva non andavo oltre, anzi se avesse voluto avrei smesso anche con Romina (in effetti far sesso con lei era molto meno bello ed eccitante che con la mia ragazza, dopo la prima volta), e che io mai avrei accettato che lei scopasse con un altro, quindi avrei capito. Lei mi disse che per nessun motivo avrebbe sostituito il mio cazzo con quello di un altro, e che la eccitava l’idea che io, il suo ragazzo, facessi godere una sua amica e umiliassi a suon di cazzo quel cornuto del suo ragazzo. Dunque accettai e ci incontrammo per questo strano menage a troi, dove però saremmo stato due a divertirci, mentre Antonio, almeno in teoria, avrebbero solo dovuto farsi seghe e leccare, semmai, la figa sborrata di Romina.
In effetti all’inizio andò proprio così, io scopai 2 volte di fila Romina, che urlava frasi che umiliavano la virilità di Antonio, e lui si segava un cazzo che, a dire il vero, era un cazzetto di discrete dimensioni, poco più corto del mio, sicuramente ben più stretto, ma non era un minidotato. Aveva, a mio parere, un cazzo bello e piuttosto duro, e proposi io stesso di aiutarci mettendola in culo. Lui disse che ci stava, che non si aspettava che l’avrei proposto io e che, in effetti, aveva già intenzione di farlo con la violenza. “Perchè mai avrei dovuto impedirtelo” mi chiesi io: “il culo è della tua ragazza!”.
Mi sbagliavo, perchè il culo che comincio ad accarezzare, a leccare, non era quello di Romina, ma quello mio. Io persi l’erezione di colpo, e credo che Romina non l’avesse mai visto moscio perchè disse: “Guarda Antò, adesso è grande quanto il tuo”, risero mentre mi accorgevo di essere immobilizzato dal suo uomo, potente di braccia più che di cazzo, in una posizione scomoda e pericolosa. Romina mi disse all’orecchio: “Scusa, ma voleva ringraziarti di persona” rise e poi aggiunse: “Non l’ha mai avuto tanto duro, hai un culo d’oro quasi quanto il cazzo, evidentemente!”. Cominciai a sentire che un dito, evidentemente lubrificato di vasellina, imperversava nel buco del culo e, con mia grande sorpresa faceva sì male (meno di quanto pensassi) ma indubbiamente era anche piacevole. L’erezione ripartì e le differenze con quello di Antonio furono subito nuovamente evidenti. Romina cominciò a succhiarmelo ed era molto eccitata (era già stata scopata 2 volte, poco prima) di avermi come condimento per il loro panino. Cominciai a lasciarmi andare, pur chiedendomi se questo sarebbe piaciuto a Cinzia, ma evitai di succhiare il cazzo ad Antonio, nonostante timidamente me lo proponesse davanti alla faccia parecchie volte.
Alla fine optò per il culo. Cominciò piano, facendo entrare la capella nello sfintere e sentii bruciarmi il culo in un dolore a tratti allucinante, poi entrò e lì gridai. Romina mi disse: “Sei stretto, almeno tu te lo godi” e intanto mi segava un cazzo barzotto, causa inculo violento, che al momento non accennava a tornare duro… Cominciò a succhiarmelo e nel frattempo cominciavo ad abituarmi al cazzo di Antonio e a godermelo, dunque il cazzo tornò dritto e Romina se lo infilò dentro. Scopammo come vagoni di un treno, tutti e tre avemmo ciò che ci fece godere, io rimasi stranito nel constatare che mi piaceva più quel cazzo in culo della figa troppo larga di Romina (ben diversa era la fighetta sempre stretta di Cinzia, o il suo culetto dolorante). Romina però godeva come una matta, venne 3 volte e alla terza venni anch’io, insieme a lei, riempendola di sborra. In quel momento, anche Antonio stava per venire, uscì dal culo (dolore allucinante :D) e lo mise in bocca a Romina, che assaporò sperma mischiato a ciò che il cazzo di Antonio aveva raccolto dentro il mio culo (fortunatamente non quello che avrei pensato raccogliesse ma solo un po’ di sangue e di umori vari).
Tornando a casa, raccontai tutto alla mia ragazza, che dopo aver visto il mio culo, me lo leccò e ci infilò subito uno dei suoi dildo, poi la scopai in culo, facendola venire in brevissimo tempo.