confronto analmente profondo. Parte 2

Era considerato un vero e proprio oggetto sessuale, la sua gola inondata di sperma che faceva fatica ad ingoiare, il buco del culo veniva sconquassato a piacimento tanto da uscire flotti di sperma calda. Quella bolgia infinita di nerchie dure glielo ha rotto definitamente tutto il retto. Giorgio dovette ammettere che però ad un certo punto i ragazzi non erano malacci come scopatori,
e come un fulmine a ciel sereno, si sorprese di goderne con un forte orgasmo. Ai ragazzi si eccitarono molto vedendo lui
godere e subito uno dopo l’altro vennero. Il primo in culo, l’altro in faccia, più esattamente negli occhi e quasi lo accecava.
Dopo aversi levato la sborra dal viso con la mano e lo spalma sul suo torace e senza aspettare un attimo i 4ragazzi lo obbligano
a ripulir loro i cazzi con la lingua, cosa che lui prontamente fece. E così inizia in un silenzio di fine goduria, ognuno
risistema i suoi indumenti e spariscono, mentre Giorgio rimase completamente nudo in quella sala d’attesa con il culo che
gli bruciava, anche se riflette un pochino senza drammi tutto sommato a goduto ad essere violentato, e ora sarebbe già pronto
ad intrattenere altra gente a suon di pompini e inculate. Era riuscito a recuperare gli indumenti sparsi ovunque e a mettersi
alla rinfusa, anche se comunque quell’avventura con quei ragazzi era finita. Giorgio cerca di asciugarsi alla meno peggio
con dei fazzoletti imbevuti d’acqua e rivestirsi per non creare imbarazzo ad altri passeggeri che vengono nella sala d’attesa,
non fa il tempo di tirare su i pantaloni che sente delle voci di lingua straniera avvicinarsi, cerca di accelerare, ma non
riesce che già compaiano 3uomini adulti di colore che lo vedono impacciato nel rivestirsi, sicuramente immigrati irregolari
in cerca di un posto dove passare la notte. I 3uomini lo guardano con sospetto i suoi atteggiamenti furtivi capendo subito
la situazione, in quando l’ambiente e satura di sperma e altro odore maschile. Giorgio per non creare problemi cerca di far
finta di nulla, ma non ci riesce molto bene a nascondere. Sconsolato e stanco che quella giornata non era ancora finita per
lui, si sedetti sulla panchina e ritorna a leggere il libro per non sdrammatizzare l’accaduto e sperando che quei uomini
se andassero via o quanto meno lo lasciassero in pace. Uno non proprio bello ma ben messo, alto 1.90 circa e ben piantato
con dei bei muscoli che evidenziano la sua corporatura ma macho, e vedendolo visibilmente scosso si avvicina, si sedette
accanto e in un Italiano stentato gli chiese cosa era successo e come mai era cosi distrutto; non sapeva cosa rispondere
dalla sua bocca non esce neanche una parola, mentre anche gli altri due, incuriositi si avvicinarono e si sedettero anche
loro al suo fianco e senza giri di parole capiscono dall’odore di sborra che emana il suo corpo era nauseabondo. Nei loro
occhi c’era una strana luce di complicità e si scambiavano qualche parola nella loro lingua, anche se lui ascoltava e non
capiva cosa stanno farfugliando. Giorgio non fece molto caso ai loro discorsi ambigui, in quando immerso nella lettura non
dava a loro molta importanza. Ma purtroppo sbagliava, doveva capire le loro intenzione e scappare dalla sala d’attesa, anche
se capii molto tardi oppure fece il loro gioco, chissà la troia abituata a prenderlo nel culo ci stava a farsi fare il mazzo
da 3cazzoni neri. Il primo che era seduto accanto a lui gli passa un braccio intorno alla sua spalla dicendo: di essere entrambi
Senegalesi e che visto che non avevano dove passare la notte qualche volta venivano li’ a dormire. Giorgio distoglie lo sguardo
sulla lettura e osserva con attenzione che gli altri due che non erano niente male a fisico e faccia, anzi valuta anche quanti
anni potesse avere, ma non saranno stati più di 26/30, l’altro invece non era molto giovane, anzi li porta molto male, forse
sui 40 anni.
Proprio lui che gli parlava con voce amichevole senza aspettarselo fece un gesto brusco e rapido da bloccare
un braccio da dietro facendo cascare sul pavimento il libro, mentre la zoccola cercava di ribellarsi, ma viene stoppato da
una voce roca: “Stai fermo troietta, lo abbiamo capito che hai appena finito a fare sesso con dei maschi qua dentro, da
come puzzi di sborra ne ai presi parecchi in questo culorotto eeeeh… cagna!!!” Giorgio sente una mano che gli tasta il
culo. “Uuuuuhhh!!, a culo non sei niente male e se fai il bravo ti diamo anche noi una bottarella, sono mesi che non scopiamo
abbiamo le palle piene di sborra e spero che tu ce li svuota e dopo ognuno va per la sua strada, ok frocio!!” Giorgio non
risponde, ma si ritrova in mezzo a loro senza poter far nulla, ormai e troppo tardi tanto che si para davanti l’altro Senegalese
che stava dritto davanti a alla sua bocca da strillare: “Dopo i cazzi duri che hai preso oggi, assaggerai pure queste del
Senegal…!!!” Lo guarda e rise forte. Si abbassa la cerniera dei pantaloni e tira fuori il cazzo, 25 cm e bello circonciso
con una cappella dura che gli stava avvicinando verso la sua bocca, mentre sente l’odore non propriamente di pulito, l’odore
del sudore e dell’urina di chi non si lava per mesi. “Apri la bocca troia, sennò te la scasso a pugni!!”, disse incazzato.
Ormai rassegnato fece quello che gli comandava, apre lentamente la bocca. Non gli da tempo neanche di respirare che viene
preso per la testa e in un solo colpo si ritrova tutta la sua minchia in bocca: glielo spingeva fino in gola ignorando i
conati di vomito, poi prese a scoparlo con ritmo deciso e sempre tenendo la testa ferma, usava quella bocca come una fica
da sfondare. Non passa un paio di minuti che l’altro Senegalese incazzato disse: qualcosa sempre nella loro lingua. No so
cosa disse: ma Giorgio capii che reclamava anche lui la sua parte di godimento. Si avvicina tira fuori il cazzo e mentre
il suo compare si sposta lui mise il suo in bocca, lui non era particolarmente dotato, 20cm, di cazzo duro con sotto due
belle palle grosse, ma era molto violento, spingeva il suo cazzo davvero con una foga pazzesca sempre dentro fino in fondo,
sino ad arrivare in gola. Per 5minuti fu il suo cazzo a scoparlo in bocca; poi fu il turno dell’altro il più anziano, anche
lui non era niente male a cazzo, non e piacente a fisico, ma era abbastanza dotato che superava il primo che ha fottuto in
bocca. La durata del pompino viene interrotta dai due che stufi di aspettare il loro turno si misero accanto al loro compagno
da sbattere tutte e due in bocca, e il poveretto dovette ricevere in contemporanea 3bei cazzi duri, mentre Giorgio faceva
fatica a riceverli tanto che le sue ganasce venivano deformate da spavento. “Dai troia goditi sti cazzi che ti piacciono
tanto!!! “ Incita uno dei Senegalesi che in pochi minuti lo inondarono di sborra nella bocca, mentre una mano lo teneva
per la testa da costringerlo a bere tutto.
I 3Senegalesi svuotarono le palle dentro a quella bocca del tutto deformata e
riempita completamente di sperma. Giorgio sperava che ormai svuotati lo lasciassero in pace ad aspettare il treno, invece
non fu cosi. Non si aspettava che uno di loro lo avrebbe preso per le spalle da farlo alzare, lo mise a pecora da incularlo,
la stessa foga che prima aveva riservato alla bocca adesso la usava per il suo culo, spingeva dentro con violenza e determinazione,
a turno tutte e 3 gli fecero il culo, stavolta nessuno stava in disparte ad aspettare, mentre uno lo inculava gli altri 2
si divertivano a fottere la bocca, con sadismo gli stringevano anche i capezzoli tirandoli sempre con maggior violenza da
far uscire del sangue. Si diedero il cambio un paio di volte, sempre con uno dietro e due in bocca: il primo ad inondarlo
di sborra il culo fu il Senegalese anziano. Gli altri due i più giovani, anche loro quasi pronti per schizzare, si fermarono
e a turno si misero dietro e lo riempirono il culo con la loro sborra. Non soddisfatti gli diedero dei calci nel culo da
buttarlo a terra, e poi si rivestirono di fretta e se ne andarono via lasciandolo completamente nudo in una pozza di sperma
e merda. Stanco dal troppo cazzo, e nonostante tutte le violenze e gli abusi capii di essere davvero eccitato al massimo
da spararsi una bella sega e sborrare copiosamente sul pavimento. Ripreso da quell’orgasmo violento si riveste in fretta
per non perdere il treno che stava arrivando, purtroppo per lui dovette salire quasi a gattoni, immaginate sulla poltroncina
che dolore.
By Mimi