Elena

I pedofili sono da evirare. E quelli che fottono le vecchiette? Stamattina Elena mi ha portato venti uova da comprare. Lo fa ogni volta che rimane senza soldi e la pensione arrivera’ tra qualche settimana. A settantasette anni la vita e’ piu’ dura di quanto non lo sia per una ragazza giovane. Sdentata il viso rugoso i capelli grigi raccolti le calze cascanti un paio di maglioncini per coprire il petto rinsecchito e proteggerlo dal freddo e dal catarro. Mi chiedo se ha la fica spelata o meno. Mi racconta dei rapporti difficili coi tre figli che ben conosco e delle difficolta’ per la mancanza di soldi sia per comprare il mangime per i polli che per curarsi la cataratta calata su entrambi gli occhi. Infatti avevo notato come procedeva incerta quando ha svoltato la curva. Mentre seduta in veranda mi illustra i suoi guai io mi chiedo se quando sta seduta una donna della sua eta’ la fica resta chiusa o si spalanca. E’ seduta composta colle gambe aperte e la lunga gonna le copre fino agli stinchi. Chissa’ se indossa le mutande. Lei parla ed io rifletto, immagino di metterle un dito in fica e suggerne l’umore. L’estate scorsa le avevo chiesto in confidenza se una donna della sua eta’ sentiva ancora degli stimoli e lei ridendo mi aveva confessato che si li sentiva ma solo per pisciare. Quella volta mi aveva smollato ma stamattina mi frulla in testa una certa idea. Mi affascina la sua bocca sdentata e proprio pensando che chissa’ che pompino potrebbe farmi inevitabilmente il cazzo mi e’ venuto duro. E’ da un po’ di tempo che il cazzo e’ sempre colla testa alzata. Al mattino vado a pisciare ma lui resta all’erta. La cosa mi sconvolge anche se in definitiva mi fa piacere essere ancora virile. A lungo andare puo’ dar fastidio. Il problema e’ la mente, dopo ogni godimento sono eccitato piu’ di prima colla differenza che il corpo e’ stanco ed il cazzo non risponde. La voglia e’ tanta ma il fisico rinuncia. Elena continua nel suo sproloquio ed io vedo la punta della lingua che inumidisce le labbra secche ed immagino di chiavarla in bocca. – Ma non hai neanche un dente in bocca? la interompo. – Neanche uno. Ed immagino il pompino senza rischio che mi righi il cazzo. Non l’ascolto piu’, penso al pompino ed alla fica spelata aperta sullo sgabello. Un’altra voglia mi passa per la mente: mi farebbe piacere esser visto da qualche passante mentre la fotto in bocca. Il cazzo gonfia la patta ed io sollevo il bacino perche’ l’erezione sia ben visibile alla mia amica. Metto le mani in tasca e sollevo i coglioni e poco manca che le sbatta in faccia il gonfiore. – Adesso mi e’ calata anche la cataratta su tutti e due gli occhi, non vedo che ombre. Oh cazzo, penso, se lo tiro fuori neanche lo vede. – Il dottore ha detto che costa cinquecento euro per operarmi ed io non li ho. – A me mi vedi? – Si, vedo i contorni offuscati. Abbasso l’elastico della tuta ed estraggo un cazzo che impazzisce dalla voglia di sborrarle in bocca. Lo scapocchio strizzo l’asta per evitare di sborrare e lei continua la cantilena sul fatto che non vede nulla. Gesticolando piu’ di una volta sfiora il cazzo ed io sono indeciso se rivelarle la presenza dell’attrezzo o meno. Lo strizzo alla base perche’ sto per eiacularle in faccia. Guardo oltre lo steccato colla speranza di sborrare mentre mi vede qualcuno ma essendo domenica non si vede nessuno. Neanche la mia vicina Tilla che e’ sempre in giardino si fa vedere. Scopro questa nuova perversione ma sono talmente arrapato che rimando a piu’ tardi la spiegazione. Elena e’ una madre di famiglia, povera ma dignitosa, vedova non so da quanti anni e mai nessuno l’ha importunata. Ed e’ proprio questo che mi trattiene, fosse stata una puttana non avrei avuto remore e glielo avrei messo in mano senza tante storie. Per lei sono il suo bancomat, quando ha bisogno di soldi mi porta qualcosa da comprare o le faccio un prestito. Ma stamattina mi sento particolamente porco e di lei vedo solo la donna dotata di una bocca per pompini. Sul tavolo i tre euro che ho pagato le uova mi suggeriscono un’idea. Sollevo il bacino afferro il cazzo e lo porto fino a sfiorarle il mento, colla voce cavernosa le dico: – Ti do altri tre euro per un pompino. Smette di parlare abbassa lo sguardo afferra il cazzo strizza l’asta avvicina la bocca alla capocchia la imbocca mentre mi fa: – Ce n’e’ voluto perche’ ti decidessi. – Ma, scusa, ci vedi? – Ne vedo l’ombra e comunque e’ dieci minuti che me lo sventoli sotto il muso. Stringe le gengive attorno alla corona della cappella ed io vado in visibilio in estasi e mentre m’irrigidisco sento il gorgoglio della sborra che sta per schizzarle in bocca gemo, con un filo di voce: – Ti raddoppio la cifra se lo ingoi. Mi sono alzato in piedi sperando di esser visto meglio da qualche passante ma inutilmente. Elena succhia ciuccia slinguazza e mi restituisce il cazzo molle ma terso e lucido. – Succhialo ancora che mi piace. Lei mi accontenta ma l’attrezzo resta moscio mentre sento in corpo una esagerata voglia di fottere ancora. – Siedi sul tavolo che ti chiavo in fica. – Qui no, non voglio. Andiamo in casa. Entra in casa io la seguo e solo in quel momento mi accorgo di quanto sia laida e poco erotica. Anzi, mi da persino fastidio averla vista mentre succhiava il cazzo. La voglia e’ sparita del tutto e mi fa sentire sporco. Credo, allo stesso modo di come si sente un pedofilo dopo aver goduto di un bambino o una bambina. Mi viene in mente un proverbio lombardo; zucche e melun gan la loro stagiun. Ma la colpa e’ tutta mia, la poverina ha ceduto solo al bisogno di denaro. Le metto in mano venti euro per alleggerirmi la coscienza e l’accompagno alla porta promettendole di chiavarla quanto prima. – Dobbiamo discutere il prezzo, pero’. Mi dice prima di uscire in strada. – Vedrai, sono piu’ brava di Tilla e di Doina. Ormai in paese tutti sanno delle mie conquiste amorose e fanno a gara tra loro le vecchiette a chi e’ la favorita, come in un arem. Mi sento male, so di essere abietto e depravato, so di fare qualcosa di schifoso. Comprare i favori di una prostituta rientra nella normalita’, e’ la legge del dare e avere, esula da questo mercato comprare i favori di una donna onesta che spinta dal bisogno cede al ricatto di chi dispone di qualche soldo in piu’. Vado in bagno a lavarmi quasi volessi cancellare le tracce della porcheria che ho fatto certo che appena il cazzo si indurisce la voglia mi pervade i coglioni si gonfiano e torno a dar la caccia a qualche altra vecchietta onesta che spinta dal bisogno mi fa una pompa.