il morso del ragno

Appuntamento in discoteca ad ore 23. Io, Martino, Felix e Anco. L’unica discoteca del paese, un po’ terre a terre ma quella grande, quella bella è a 80 Km da qui. Li’ ci andiamo di tanto in tanto perchè troppo scomoda. Quindi bisogna accontentarsi del Morso del
ragno, discoteche con nome così stupido forse non ne ho mai sentite. Ma almeno mettono su musica trance, l’unica che mi piace e a volte ballo anche. Io e i miei amici non facciamo uso di ecstasy, di maria, o di coca. Siamo puliti. Noi beviamo semmai e a volte si alza anche un po’ il gomito, ma questo rientra nella norma. Felix è già al primo bicchiere di gin tonic e sorseggiando fa “C’ho troppa voglia di scopare stasera”. “Sai che novità” dico io, “lo dici tutte le volte che veniamo qui”. “No no ma stasera non sai come mi sento, mi urlano le budella dalla voglia di fica”. Anco gli dice “Calma i bollenti spiriti e magari ti aiuto io a trovarti la chiavata della sera”. “Ecco aiutalo tu, io adesso vado a farmi un giro” e mi allontano. Adoro girare per la discoteca per i cazzi miei, scandagliare tutti i volti che popolano il Morso del Ragno. Scandaglio soprattutto i maschi, non è che la figa mi faccia schifo ma preferisco il mio sesso. A dire il vero mi sono scopato anche qualche bella gnocca trovata qui ma è un po’come mangiare una piadina vuota o bere un bicchiere d’acqua anzichè di vino. La cosa tragica è che qui non ho mai trovato
uno, e dico un ragazzo con cui andarci a letto. O qui son tutti etero (e la cosa è alquanto improbabile statisticamente) o son tutti talmente repressi che avrebbero bisogno di una bella scossa ad alta tensione per risvegliare i loro istinti omo. Stasera ci sono facce che ho già visto e altre che non erano nel mio data base in memoria. C’è un tipo che non sfugge alla mia attenzione. Gli passo accanto e lo guardo bene e lui mi guarda. E’ insieme a una tipa non male e guardo anche lei per non dare nell’occhio. Lui deve avere i capelli lunghi raccolti in una specie di chignon tipo nija. Pizzetto, occhi grandi ma non riesco a decifrare il colore, con queste dannate luci psichedeliche tutti i colori vengono distorti. Proseguiamo per le nostre strade opposte. Faccio un altro giro di perlustrazione e dopo un quarto d’ora raggiungo gli amici che si son seduti a un tavolo con ovviamente i bicchieri in mano.
Ma manca uno di loro, Martino. Quando mi siedo noto che è ancora al bar e sta parlando con due. Azz. Ma sono i due di prima, il tipo nija e la sua figa. Allora li deve conoscere…Chiedo informazioni a Felix che mi spiega che Martino sta parlando con Alma,
una sua ex. “Che strafiga quella, deve essere lei la mia preda di stasera” dice scolando il bicchiere fino alla fine. “Scusa Felix ma quello che sta con lei non è il suo ragazzo?”. “Quello? Noo, è suo fratello, mica mi trombo le donne degli altri io!”. Bene bene,
allora il tipo non è con la tipa, è libero, la cosa si fa MOOOLTO interessante, penso tra me e me. Dopo un po’ ci raggiunge al tavolo Martino e rivolgendosi a me: “Enrico hai fatto colpo!”. E io: “Su chi scusa??”. “Su Alma, la mia ex, non ci hai visti prima
al bar che stavamo parlando?” “Ah si, l’ho vista, gran bella figa!”. Felix è incazzatissimo “Veramente ci avevo messo su gli occhi io!!!” “E allora veditela tu e Enrico” ribatte Martino. Felix è anche bono, forse meno di me pero’ se fossi una figa me lo farei seduta
stante. “Ti passo la palla Felix, stasera non sono in vena, vado a prendere da bere. A dopo”. Visto che Alma e suo fratello non sono piu’ al bar ne approfitto e chiedo un Caprioska e me lo scolo d’un fiato. Poi vado a farmi un altro giro per meditare. Poi vado
anche in pista e mi inebrio ballando sulle note di In and out of love di Van Buuren. Spesso quando ballo chiudo gli occhi e mi lascio andare al potere catalizzante della musica. Quando li riapro a un metro da me sulla pista trovo Alma e il Nija e mi guardano.
Lui mi si avvicina e mi urla all’orecchio “Balli troppo bene!” Faccio finta di non sentire perchè me lo ripeta e attacchi ancora le sue labbra al mio orecchio. “Ti ho detto che balli troppo bene!!”. “Ah grazie, sei molto gentile, ma anche tu te la cavi benissimo”.
Intanto Alma ci sta guardando e lancia dei sorrisini. Allora mi riavvicino a lui e gli faccio “Tua sorella mi sta guardando…”. “Lo so, replica lui, le piaci molto!”. M’è bastato un caprioska e sono già più in la che in qua…In vino veritas…Mi avvicino al suo orecchio e mi sfugge la frase. Gli dico “Pensa che invece e a me piaci tu!”. Mi sorride, si allontana. Lui e Alma escono di pista e io continuo a ballare da solo fregandomene di quello che adesso poteva andare a dire a sua sorella. Infatti li vedo piu’ in la che parlano, lei ride, lui sorride e poi si allontanano. Vado a fare un altro giro per schiarirmi le idee. Se sono stronzi, penso, lo vanno a dire ai miei amici e sono fregato. Se non sono stronzi invece…Passo a qualche metro dal tavolo dei miei amici senza che mi notino. Vedo Anco, Martino, e Felix che sta civettando con…Alma! Ma non vedo il nija, dove sara’? Mi sento prendere il braccio con una mano. “Abbiamo messo tutto a posto, dai vieni, facciamo un giro fuori”. Usciamo dalla discoteca. E gli chiedo accendendomi una sigaretta “che significa che avete messo tutto a posto??”. Lui mi fa: “Tu ti chiami Enrico, vero? Io sono Alessandro, piacere”. “Piacere mio!” ribatto. Poi continua: “Vedi, mia sorella è una gran zoccola, si scoperebbe tutti i carini che vede e anch’io a dire il vero…”.
Sorride: “Alma lo sa che sono gay e lei mi ama, non mi farebbe mai del male. Quando le ho detto che ti piacevo si è arresa subito e ti ha lasciato per me. Io ho 19 anni e non ho mai avuto esperienze. Vuoi essere tu la prima?”. Sotto la luce forte dei riflettori fuori dall’ingresso noto per la prima volta il verde smeraldo dei suoi occhi e brillano, forte. “Hai la macchina” gli chiesi? “Vuoi fare un giro? Fantastico! Andiamo”, replica lui. “Saliamo e mette in moto. Ma prima che parta gli chiedo: “Mi dai un bacio?”
La macchina è in una zona d’ombra. Nessuno ci puo’ vedere, Alessandro mi si avvicina e mi da un bacio, vero, chiude gli occhi e mettendemi una mano dietro la testa mi infila la lingua in bocca. Che meraviglia. Un minuto così, poi si stacca e parte.
Mi porta in una strada buia di campagna. Ferma la macchina. “Sei emozionato?”, mi dice? “Beh certo, chi non lo sarebbe con uno come te davanti?”. “Alma lo sa che sono uscito con te, me l’ha suggerito lei”. “Scusa Alessandro ma lei ti dice cosa devi o non devi fare?”.
“Beh le cose non stan proprio così…”. “Alessandro, spiegami, stai facendo troppo il misterioso”. “Sai Alma quando vede uno se lo deve scopare a tutti i costi. Non l’ha presa molto bene che tu fossi dell’altra sponda e ha chiesto aiuto a me!”. E io sempre piu’ confuso: “Ha chiesto aiuto a te? Per cosa? Fammi capire”. E Alessandro: “Poi era una balla che sono suo fratello, io sono il suo ragazzo da molti anni. Io abito con lei, sono uno squattrinato, lei mi mantiene, ha un sacco di soldi. I miei sono poveri in canna”. “Siete insieme da molti anni? Ma se hai detto di averne 19??”. “Infatti, io ne avevo 15 e lei 16 quando ci siamo fidanzati. Poi i genitori di lei sono morti, le han lasciato un sacco di soldi e mi ha chiesto di andare a convivere con lei. E così è stato. Lei lo sa che mi piacciono anche i ragazzi, ma è sempre passata su questa cosa. Lei mi ama, non è gelosa se mi faccio un ragazzo. Ma stavolta è diverso. Lei ti vuole. A tutti i costi. Io devo fare da complice, devo assecondarla. Dai, dammi un bacio, prima che lei arrivi”. “Come hai detto? Lei deve venire qui??”.
Alessandro non mi risponde. Si avvicina, mi tappa la bocca con la sua e comincia a muovere la lingua nel mare della mia saliva. Io lo assecondo assaporando la sua meravigliosa bocca ma nel frattempo penso alla sua frase “prima che lei arrivi”…Luci nella notte, fari di un auto, rumore di un motore, rumore del freno. Una portiera che si apre e che si richiude. Una macchina che riparte. Toc toc sul vetro del finestrino. E’ lei, Alma. Parla: “Avete già cominciato senza di me ragazzi?”. Alma apre la portiera. “Non c’è due senza tre!” dice facendo un sorriso e mettendosi le mani sotto la gonna mimando una masturbazione. Io sono alquanto sconcertato, non è che la figa mi faccia schifo ma avrei voluto gustarmi ogni millimetro del corpo di Alessandro da solo. Alessandro nel frattempo ha tirato giu’ i ribaltabili e Alma, una volta entrata in macchina, si piazza tra noi due poi dice a lui. Amore toccami la figa, così puoi dire al tuo amico quanto è bagnata. Alessandro sorride e infila la mano sotto la gonna, dentro le mutandine. Lei fa un guizzo e un gemito. Lui dopo averle tolto la mano se la porta al naso e annusa “Fantastico questo odore”. Alma comanda ad Alessandro: “Fallo sentire anche al nostro amico, egoista!”. Alessandro porta le sue dita alle mie narici e non posso che confermare quanto è sublime quell’odore. Me le metto anche in bocca sia per gustare
il sapore di Alma che per ciucciare le dita di Alessandro. E’ molto erotica la situazione. Nelle mutande non ho piu’ un aggeggio floscio ma una pertica dura come la pietra. Alma l’ha intuito e me lo palpa fuori dai calzoni. Poi mi slaccia la cintura, poi entra dentro sempre con la mano e comincia a toccarmelo. Ce l’ho già bagnato e Alma si impregna le dita di quegli umori e se le porta al naso e se le mette in bocca. ” “Avete un odore simile” terribilmente arrapante, fa Alma. “Testa o croce per chi te lo prende in bocca per primo! Testa!” fa
lei senza tirare in aria nessuna moneta. “Sta a me” mentre mi tira giu’ calzoni e mutande in un colpo solo. E in un colpo solo se lo infila tra le labbra. Cazzo quanto è brava! Comincio ad ansimare affannosamente mentre dirigo le mie mani una verso la figa di lei e l’altra sull’uccello di lui. Con una mano un ditalino e con l’altra una sega. Che situazione eccitante. Alessandro ha la faccia vicina
alla mia e gli infilo la lingua in bocca e gliela asciugo succhiandola tutta. Io forse sono quello piu’ in estasi. Alma interrompe il pompino.
“Leccatemi la figa” comanda. Io e Ale ci abbassiamo e cominciamo a leccarla in contemporanea. E’ bello per un mezzo frocio leccare una passera mentre nel frattempo baci la lingua di un altro bel maschio che la sta leccando. Lei perde sempre piu’ liquido e noi beviamo.
Io le infilo un dito dentro e scivola meravigliosamente. Quando è dentro glielo muovo, glielo giro, lo mando su e giu’ continuando a
leccarle il clitoride insieme alla lingua di Ale. Lei urla quasi, inarca il corpo, muove il bacino sempre piu’ forte finche’ non emette un gemito indescrivibile. Deve essere venuta, eruttando altri umori in successione. Le nostre labbra sono fradice. E ce le asciughiamo con un bacio a vicendevole. Alma cambia posizione e si piazza sul mio uccello. Se lo infila e giù altri gemiti e anch’io comincio a dare di
testa, faccio versi sovraumani mentre la sua vagina me lo succhia, risucchia, me lo digerisce nella piu’ grande estasi del piacere.
Alessandro ora ha il cazzo in mano e durissimo e me lo avvicina al naso, forse per farmi sentire il suo profumo, ma solo per un attimo.
Il suo intento infatti è quello di infilarmelo in bocca. La apro e comincio a inghiottirlo e a inghiottire i suoi umori dolci salati. Anche lui
comincia ad ansimare, quella macchina è diventata teatro di un amore a tre, o sesso a tre, che importanza poi ha. E’ bello, bellissimo.
Sentire la figa di Alma che mi succhia mentre la mia bocca succhia Alessandro. Tra i miei versi sovrumani arriva qualche parola sensata “Non ce la faccio piu’, non ce la faccio più”. Alma a sua volta urla :”Dai sborrami dentro Enrico, dai, dai fallo, vienimi dentro!”: Il suo bacino sussulta ancora
per pochi attimi e mi fa gridare e mi porta a una di quelle sborrate che rimarranno nella storia. E lei urla a sua volta mentre la irroro. Non so quanti miei schizzi le entrino dentro ma dalle mie contrazioni giudico tantissimi. Alma cessa lentamente il suo andirivieni mentre nel frattempo Alessandro non ha mai smesso un istante di scoparmi in bocca. Anche lui si lascia andare ai classici versi che uno fa in quel momento. E in quel momento mi riempie la bocca, lo fa a sorpresa, senza avvisarmi, senza neanche darmi il tempo di sfilarmelo. Che maiale. Ho la bocca piena. Ma io non sono uno che ingoia e lascio scivolare fuori dalle mie labbra tutta la sua bianca crema, crema che sa di sborra, crema che mi cola sul mento, sul collo, sul petto e anche piu’ giu’ da quanto è tanta. Ale si precipita con le labbra sulla figa di Alma e comincia a leccare tutto le sperma che dalla sua figa piano piano fuoriesce, quello mio. Alma intanto mi da un bacio in bocca senza respiro per assaporare il gusto del suo Alessandro. Arrivano anche le labbra di Alessandro che si uniscono alle mie e a quelle di Alma per dare il finale a quella scopata a tre che credo resti indimenticabile. “Come vi è sembrato ragazzi?” fa Alma. Io e Ale in contemporanea pronunciamo “non ci
sono parole!”. Poi prosegue “Dai ricomponiaci, è ora che torniamo in disco, se no poi cosa pensano gli altri…”. Ci ripuliamo alla meglio e ci rivestiamo. E poi ripartiamo. Mentre Alessandro guida ritorno su un particolare a cui non avevo dato ancora molto peso e chiedo ad Alma: ” Mica ci hai detto chi ti ha accompagnato qui?!”. “Ah già, non ve l’ho neanche detto…”. Sorride. “Dai è stato Felix e ho dovuto
patteggiare”. “Patteggiare?” Chiedo io. “Certo, se no mica mi accompagnava! Preparatevi ragazzi. La prossima volta sara’ una cosa a quattro anzichè a tre”. E ridiamo tutti. Poi lascio ridere solo loro e penso un attimo a Felix. Non male Felix, me lo farei seduta stante. Quello tanto etero, quello che gli urlano le budella per la voglia di figa! Farebbe una cosa a quattro? Ma per la voglia di cazzo o per la
voglia di figa? Ai posteri l’ardua sentenza…