in pineta

Sono un ragazzo 30 enne con alle spalle molte avventure etero e qualche omo. È proprio per quest’ultime che vi voglio raccontare questa per me entusiasmante avventura.
Mi avevano parlato diverse volte degli incontri che si potevano fare nella spiaggia libera di Lido di Classe vicino a Ravenna e cosi un giorno di giugno abitando non lontano ci sono andato. Ho fatto una lunga passeggiata sulla battigia, ma a parte una signora abbastanza attempata con la figa al vento non ho notato nessun movimento, poi invece tra le dune noto che spunta una capigliatura bionda mi avvicino e vedo che protetti da alcuni arbusti vi erano due uomini ed una donna. Lei stava facendo un pompino mentre l’altro la stava penetrando con due dita. Tempo due minuti e questo signore le sborrò in pieno viso, si pulì’ l’uccello e se ne andò.
La signora a quel punto si accorse che io la guardavo e mi fece segno di avvicinarmi. Andai li e senza parlare lei mi tirò fuori l’uccello già abbastanza duro e cominciò a farmi un lussuoso pompino.
Devo dire che era proprio brava e mentre quello che poi ho scoperto era suo marito la penetrava sempre con due dita lei mi mise un dito in culo ed io sborrai quasi immediatamente nella sua calda bocca. Non ne lasciò cadere neanche una goccia.
Dopo questa mini avventura mi feci un bagno e poi andai a sdraiarmi in pineta. Trovato un piccolo spazio al sole molto protetto mi rilassai completamente fino ad addormentarmi.
Mi svegliò solo una dolcissima sensazione e quando aprii gli occhi vidi il marito della coppia che avevo incontrato in pineta che mi stava succhiando l’uccello. Richiusi gli occhi e lasciai fare.
Mentre continuava a succhiarmi il cazzo mi fece raccogliere le gambe e cominciò a passarmi la lingua anche sul mio buchetto che cominciò subito a fremere.
Questo signore, senza mai lasciare con la bocca il mio uccello, cominciò ad inserire un dito, ho avuto la sensazione di bagnarmi come una figa in calore e per lui è stato facile inserirne un altro e masturbarmi il culo.
Quando ero ulteriormente dilatato inserii un altro dito ancora.
Non credevo di essere così ricettivo, ma forse l’eccitazione che in quel momento era massima anche perché poteva arrivare altra gente mi portò a dilatarmi ancora e lui mi infilò tutta la mano.
Una sensazione indicibile.
Il mio cazzo nella sua bocca era sempre più duro, ma quella mano dentro le mie viscere mi faceva godere e non mi permetteva di venire.
Quando finalmente venni fu un’esplosione tale di goduria che mi lasciò senza fiato.
Quel signore tolse la mano e tirò fuori un cazzo duro grosso quanto il braccio. Me lo mise in culo e cominciò a pompare come un ossesso.
Mi apriva quasi in due, ma più spingeva e più mi piaceva fino a quando lo tolse per venirmi in faccia. Una quantità notevole di sborra.
Prese dei fazzoletti, si pulì e poi mi disse che quando volevo bastava che girassi l’angolo del mio ufficio.
Lo guardai bene e riconobbi la persona, lo incrociavo spesso nelle pause pranzo, una di quelle persone che si vedono tutti i giorni ma di cui non si sa niente, così ogni tanto vado nel suo laboratorio a farmi rettificare il buchetto che da quella volta non è più tanto buchetto.