incontro bisex

Splendida coppia bisex, dolce cicciona lei, maturo anche travesta lui, cercano giovane libidinoso bisex da strapazzare e coccolare al medesimo tempo, massima pulizia ecc.
Fu rispondendo allo stimolo di un simile annuncio che, dopo una serie di trattative, scambio di foto e via discorrendo mi recai all’appuntamento in un bar del loro quartiere.
Ci conoscemmo così, trovandoci subito di reciproco gradimento per cui venni invitato a seguirli nel loro appartamento senza ulteriori perdite di tempo. Il quartiere era popolare ma l’appartamento era un bellissimo attico con terrazza e pergolato molto discreto e riparato da sguardi indiscreti.
Lì sul terrazzo, in prossimità di un letto sdraia enorme ed accogliente, vollero che mi denudassi e si denudarono anch’essi rapidamente, ansiosi tutti di impegnare i nostri genitali nei giochi che avevano lungamente progettato con la fantasia.
Cominciò la signora, le cui meravigliose abbondanze sollecitarono subito le mie carezze. Le enormi tette mi avvolsero il viso mentre la mia lingua ne cercava i capezzoli larghi e già acuminati al centro e le vertiginose profondità d’alta montagna .
Ora mentre io esploravo con mani avide e con tutte le risorse della lingua le innumerevoli pieghe della donna, l’uomo, il simpatico e affabile uomo di mezza età, paternamente flaccido, esplorava con godimento già febbrile le mie rotondità posteriori con una straordinaria ingordigia palpatoria.
– Se facessimo tutti una breve seduta in bagno per rinfrescarci un po’- disse lui, interrompendo opinatamente gli orgasmi incipienti – potremmo poi godere meglio l’abbandono alle comuni perversioni. –
Fui amorevolmente accudito di lavacri penici ed anali e ancora l’uomo ne approfittò per propormi una depilazione completa delle zone in oggetto : – Immagina – mi disse lei – di venire scopato all’età di dieci undici anni, quando non avresti potuto reagire se ti avessimo catturato per violarti ! –
– Si, si – replicai – essere preso nell’età delle prime polluzioni è una bellissima fantasia. –
E appena il pennello da barba prese a sfiorarmi con la saponata i testicoli ebbi la prima eiaculazione che fu subito raccolta dalla bocca avida dell’uomo. Cominciai a sussultare, col pube insaponato, sporcandogli tutta la faccia di sapone e sperma e più lo schizzavo più lui mi baciava e leccava sperma e sapone e pene e testicoli, mandandomi all’altro mondo per gli spasmi di godimento. Poi fui rasato con grande scrupolo per il tramite di un bel rasoio da barbiere che andò su e giù dal ventre alle natiche , restituendomi ad un liscio e vellutato stato prepuberale.
– Vieni – disse l’uomo riportandomi in terrazzo – adesso mentre darai il tuo pisellino a mia moglie perché ne abbia cura, io comincerò ad incularti, mio bel bambolotto. –
E rovesciatomi sul lettone sopra la signora che fu svelta a scivolarmi sotto, cominciò ad introdurmelo nel buco. Sentii la punta saggiare le mie natiche e subito lo sblop della meta raggiunta. Fui empito improvvisamente dal pene dell’uomo. Mi abbandonai al suo andirivieni dentro di me, con lo sfintere spalancato e in attesa di essere allagato dal suo orgasmo, implorandolo di venire presto, mentre io giacevo affondato nella signora che mugolava e lavorava di lingua nella mia bocca – Voglio che pensi alla mia lingua come ad un altro cazzo e succhi la mia saliva come fosse sborra.- Intanto le strapazzavo le tette e mi pareva di essere allo stesso tempo scopato e inculato da lei. L’uomo, che mi stava facendo il culo, intanto mugolava e mi sbatteva il suo coso dentro con colpi sempre più violenti e veloci, sentii la sua sborrata empirmi calda e riscendere le mie viscere fino a fuoriuscirmi dal buco sui testicoli depilati e sensibili e lì sfreddarsi bagnandomi tutto del suo latte denso e appiccicoso.
Fu in quel momento che comparvero sul terrazzo altri tre individui opulenti e flaccidi nei loro accappatoi che lasciavano intravedere i genitali già baldanzosi ed evidentemente avidi della scena che poi seppi avevamo fornito loro fino a quel momento.
Ebbi paura anche se stavo ancora godendo per il trattamento ricevuto e proprio a causa di questo ero massimamente indifeso.
“Che cosa vogliono fare adesso questi ?” Balbettai, cercando senza trovarla, qualcosa con cui coprirmi.
“Ma è chiaro come il sole mio caro – mi sussurrò la donna in un orecchio – verrai scopato anche da loro e ne avrai un piacere immenso”
“No, questo non era nei patti e non mi piace affatto”
“Questo non ha alcuna importanza, non puoi andare da nessuna parte e se ti venisse voglia di strillare vuol dire che ci costringerai ad imbavagliarti”
E proprio mentre la signora diceva questo il marito che aveva goduto di me fino a qualche istante prima, mi immobilizzò con una presa d’acciaio e mi mise in bocca qualcosa che mi lasciava respirare ma riduceva ogni mia emissione vocale ad un semplice e soffocato uggiolio.
Uno degli individui si era intanto già mollemente sdraiato sul divano e ad un suo cenno gli altri mi presero e di peso e mi deposero a gambe aperte sul suo pene torreggiante curando che mi entrasse subito tutto dentro, solo allora mentre venivo tenuto in posizione dai miei partner precedenti, gli altri due mi montarono addosso a loro volta infilando i loro membri ai lati dei miei testicoli e, stringendomi le cosce con le mani, si servirono delle due fessure così create come di due vulve contemporanee in cui convogliare la loro libidine.
Le loro lardose ed oscene nudità approfittarono di me, in quel modo, fino alla
totale soddisfazione sessuale ed alla conseguente eruzione del seme. Fui tutto sbrodato e impappato del loro sperma, sballottato e penetrato anche dove non avrei mai potuto immaginare di esserlo. I loro membri sgocciolanti presero a strusciarsi sulla mia depilata nudità fino al petto e poi in bocca, dopo che qualcuno mi aveva tolto il bavaglio, e continuarono ad approfittare di me nel modo più sfrontato e furioso. Avevo sperma che mi colava dappertutto mentre le loro mani continuavano a masturbarmi davanti e di dietro.
Fu a quel punto che la padrona di casa, di cui avevo perduto l’ubicazione, mi si parò davanti con una nuova strabiliante “mise” ; ora la sua nudità femminile aveva acquistato un attributo in più : un enorme pene di gomma le decorava il pube, legato da sapienti corregge ad una cintura di cuoio.
“Adesso anche mammina vuole chiavarti i buchetto, dille che lo vuoi anche tu e alza bene le gambe!”
Uno dei miei sogni più sfacciati stava per realizzarsi “Si, lo voglio, lo voglio più di tutti, ma fai piano…è talmente grosso !”
Ma già stava entrando, lentamente ma inesorabilmente. Avevo la sensazione di essere sfondato e aperto come un frutto dalle dita di un ciclope, ma quando fu entrato tutto e la donna cominciò a muoversi di moto ondulatorio cominciai a non capire più niente.
Ora ero io a muovermi convulsamente verso quel coso ; guardavo le enormi tette agitarsi in una nuvola rosa e quel coso sodomizzarmi il cervello passando dal culo. Non so se ebbi più di un orgasmo simultaneamente, so che mentre venivo a non finire qualcosa come un fiume mi sgorgava anche dentro, una specie di clistere mi invadeva le viscere, mentre il pene gigante si ritraeva lentamente provocandomi una eiaculazione a fiotti, di cui mani amiche mi aiutavano a bagnarmi e infradiciarmi ulteriormente
Solo allora la donna, liberatasi non so come di quel fantastico apparato, salì fino alla mia bocca avvolgendomi la faccia con la sua vagina completamente spalancata ed obbligandomi a leccare senza vie di scampo il nettare del suo orgasmo.
La sua vulva fremeva e premeva con frenesia la mia faccia come fosse un membro virile e chiedeva la lingua che la esplorasse e la frugasse tutta.
“Dai la lingua – implorava – alla tua mammina, non ti fermare, lecca, lecca, si così… non ti fermare”
Stavo completamente soffocando mentre dal culo mi sembrava di star cacando. Un flusso di liquido mi percorreva la bocca e la faccia mentre un altro mi fuoriusciva dallo sfintere.
Fui chiavato ancora per lunghi istanti da quella fica implacabile, stretto nella morsa delle sue cosce e schiaffeggiato dalla lunga frenesia del suo orgasmo, mentre qualcun altro si masturbava strusciandosi al mio ventre indifeso ed ancora invadendo il mio corpo di sperma.
Intemperanze giovanili, naturalmente, ma che richiamo alla memoria con rinnovato piacere.