la mia terza trans

Il detto dice “non c’è due senza tre”, così, dopo aver avuto già due esperienze con il terzo sesso una sera decido di andare a trovare una trans vista online…
È a Vicenza, prendo la macchina, in mezz’ora sono da lei. Salgo le scale, mi apre e finalmente la vedo dal vivo, femminile, alta come me, mora, due tette alte e sode.
Mi bacia e mi fa entrare, andiamo in camera, ci accordiamo e mi spoglio.
Lei rientra in camera con un perizoma tigrato, vedo sotto il perizoma il pacco ancora rilassato, io mi tolgo tutto e resto con uno slip nero attillato e col pacco decisamente più gonfio del suo.
Lei vede e sorride dicendo:
“Stai già per venire amore?”
Mi sfotte e io ricambio sorridendo:
“No amore, perché sarai te a venire prima”.
Lei mi guarda e dice a sua volta:
“Io resisto quanto voglio, caro…” e così ci mettiamo in ginocchio sul letto.
Lei è veloce e mi spinge sotto bloccandomi e baciandomi. Partiamo subito come selvaggi, io ricambio, sento che il mio sesso è durissimo e, in un attimo di pausa, vedo il suo uccello uscire dal perizoma.
Wow che lungo! Più o meno come il mio…
Allora mi rifaccio sotto e ci strusciamo follemente.
Ad un tratto mi chiude le gambe intorno alla vita, che stretta!
Mi sposta di lato e si toglie il perizoma mostrando la stecca dura, allora faccio lo stesso e mi tolgo lo slip, siamo uno davanti all’altro con le aste tese verso l’alto, le punte degli uccelli si sfiorano, il mio pulsa, il suo pure, allora le salto addosso e la spingo giù.
“Adesso sei mia” le sussurro in un orecchio, le afferro l’uccello e lo meno follemente, lei fa lo stesso e me lo prende…
Iniziamo una gara di resistenza a chi viene più tardi.
Io meno a più non posso e in tutti i modi, lei anche.
Ad un tratto sento che si sta bagnando e vedo uscire liquido dal suo uccello, le sorrido e le dico:
“Amore sei la mia schiava!” lei sorride a sua volta e mi fissa l’uccello, anch’io sono bagnato, ma non me ne ero accorto, lei gira la mano intorno alla mia cappella e quando mi passa le dita sul glande sento una scossa di piacere. Ansimo e lei sorride, continuo a menarglielo e le dico:
“Dai vieni, vieni” anche lei ansima, ma non molla la presa. È esperta e nonostante cerco di resistere ad un certo punto sento salire il piacere, non lo contengo!
“Sto per venire, ti prego, stop” lei ride sguaiatamente e mi dice:
“Sei mio amore…” non resisto e scoppio, venendo su di lei in uno scatto di piacere estremo, sono talmente preso che le mollo l’uccello e le cado sopra ansimante con l’uccello e continua a pulsare.
Lei allora ne approfitta e rotola su di me bloccandomi sotto, struscia il suo uccellone sul mio ormai devastato, mi sussurra all’orecchio in tono di sfida:
“Ti avevo detto che resistevo più del tuo uccellino, amore…” io chiudo gli occhi umiliato…

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