l’agriturismo. Parte 1

Ero andato in quell’agriturismo per riposare e buttare giù gli appunti per un nuovo libro di racconti.
I primi giorni tutto filò liscio L’ambiente era tranquillo ed informale le persone simpatiche poi, il terzo giorno, arrivò una comitiva di studenti e tutto cambiò.
Provai
a lamentarmi ma fu tutto inutile. Mi rassegnai all’evidenza cercando di trovare qualche spazio per lavorare tranquillo.
Un
pomeriggio notai di sfuggita una bella figliola che si aggirava nel bar quando si avvicinò la figlia della padrona.
“La
stavo cercando” mi disse “Avrei bisogno di chiederle una cortesia.”
“Mi dica.” risposi.
“Vede è arrivata mia
cugina Manuela e, anche se il suo arrivo era programmato, c’è stato un disguido e non abbiamo più camere disponibili.
Ecco volevo chiederle se per un paio di giorni può sistemarsi nella sua camera…”
Rimasi di stucco.
“Ma non sarebbe
meglio sistemarla in una camera con una donna?” chiesi un po’ seccato.
“Ecco vede…” continuò imbarazzata “è
che Manuela è si una donna… però… non so come dirlo… insomma è e non è proprio una donna… e visto che lei è
una persona di vedute aperte… uno scrittore ho pensato che …” Non sapeva come cavarsi d’impaccio.
Capii il suo problema
e rassegnato risposi. “Va bene purché sia solo una sistemazione temporanea.”
Se ne andò sollevata. Poco dopo la vidi
parlare con la ragazza che avevo notato al bar che, ad un certo punto, si girò verso di me e mi sorrise. Ricambiai il sorriso
rallegrandomi del fatto che fosse una persona gradevole.
Più tardi ci incontrammo in giardino.
“Ti ringrazio per la
tua disponibilità. I miei zii sono persone simpatiche ma poco organizzate.”
“Non c’è problema” le risposi “Fa
piacere avere un po’ di compagnia.”
Da vicino non persi l’occasione di osservarla meglio.
Era bella, ambigua ma di
affascinante. Aveva dei tratti maschili, gli zigomi alti e anche il corpo aveva delle spigolosità poco femminili nonostante
il seno. Aveva comunque un bellissimo fondo schiena.
Era indubbiamente simpatica, era riuscita ad entrare subito in confidenza
e si era creato fra noi un certo feeling.
Durante il pomeriggio ci incrociammo più volte e mi ritrovai a pensare come poteva
essere un rapporto sessuale con lei.
Scartai però l’idea, non è il mio genere. Non ho nulla contro i rapporti omosessuali,
mia moglie è bisex e non me lo ha mai nascosto ma io preferisco fare sesso con le donne.
Vivere con una moglie bisex non
è stato facile all’inizio ma lei è stata così brava da smussare le mie gelosie, mettendomi sempre al corrente delle
sue storie, che ora considero il fatto che abbia delle amiche intime una cosa del tutto normale.
Ovviamente io ho avuto
mano libera per qualche scappatella e Laura non ha avuto nulla da ridire.
L’unica cosa sulla quale nessuno dei due transige
è che il nostro rapporto venga prima di tutto.
La sera in camera ero un po’ in imbarazzo ma Manuela fu così naturale
e spontanea che mi sentii presto a mio agio.
“Sono stanchissima” disse infilandosi a letto “Il viaggio è stato tremendo.”
Le
augurai la buona notte e mi addormentai.
Quando mi svegliai al mattino trovai la colazione in camera.
Manuela era già
vestita e mi tenne compagnia.
“Che progetti hai per oggi?” mi chiese.
“A parte stare alla larga dal casino nessuno.”
“Ti
va di fare una piccola gita in un posto isolato e fuori mano.”
“Perché no! È lontano.”
“Un po’ ma ne vale la
pena. Vestiti comodo partiamo fra un’ora.”
Un’ora dopo ci mettemmo in cammino. Era una bella giornata e la camminata
fu assolutamente piacevole.
Arrivammo ad una collinetta ai cui piedi c’era una cava abbandonata dove si era formato un
laghetto artificiale.
“Ti piace?” mi chiese Manuela.
“Bello.” risposi. “È profonda l’acqua?”
“Abbastanza
da farci il bagno. Ti va?”
“Che siamo venuti a fare se no?” conclusi io.
Sistemammo un telo su una roccia piatta
e iniziammo a spogliarci.
Manuela si denudò per prima e potei vederla per prima volta. Era completamente depilata e il
suo pene mi fece un certo effetto. Era comunque molto bella.
Una volta nudi entrammo nell’acqua che era alta un paio di
metri.
Sguazzammo un po’ poi però dovemmo uscire perché la temperatura dell’acqua era bassissima.
Ci sdraiammo infreddoliti
al sole e fu del tutto normale stringerci nel tentativo di scaldarci.
Stretti uno all’altro mi accorsi ad un certo punto
che Manuela mi stava carezzando il petto ed in particolare i capezzoli.
“È il freddo che te li ha fatti venire così
duri?” mi chiese divertita.
“Non solo il freddo.” le risposi.
Incoraggiata dalla mia affermazione cominciò a titillarli
con la lingua mordendoli di tanto in tanto poi scese lentamente verso la pancia.
Immaginai cosa sarebbe successo e decisi
di non pormi alcun problema, mi lasciai guidare dalle mie sensazioni che erano fino a quel momento piacevoli.
La sentii
ingoiare il mio uccello in piena erezione. Lo succhiò come nessuna aveva fatto prima. Al momento dell’orgasmo cercai di
avvertirla ma lei intensificò il movimento ed in breve le scaricai in bocca tutto il mio seme.
Tornò ad abbracciarmi.
“Non
serve chiederti se ti è piaciuto?” mi sussurrò.
“No! Sei un tesoro.” le risposi.
Dopo un po’ ci rivestimmo e
tornammo al villaggio.
Sembrava non fosse successo niente parlammo del più e del meno ma qualcosa in me era cambiato non
so dire cosa ma lo percepivo nettamente.
Una volta al villaggio ognuno si dedicò alle proprie attività, Manuela fece un
salto a casa degli zii e io, dopo averci pensato un po’ su decisi di telefonare a mia moglie.
Se c’era una persona che
poteva capirmi e consigliarmi sul da farsi era lei.
Dopo i soliti convenevoli le raccontai l’accaduto e le confessai le
mie perplessità.
“Capisco cosa provi.” mi disse lei “è normale. Però se lui/lei ti piace, e mi sembra di capire
che ti piaccia visto che gli sei venuto in bocca, non farti sciocchi problemi. Fai quello che il corpo ti suggerisce. Se
ti senti eccitato vicino a lei comportati di conseguenza. Vedrai che non ti pentirai.”
“Hai ragione. Il tuo è il consiglio
migliore come sempre. Sono proprio fortunato ad avere una moglie come te.”
“Divertiti e fammi sapere. Un bacio.”
La
sera cenammo insieme e una volta finito la invitai a fare due passi.
Ci dirigemmo dietro un boschetto e appena arrivati
l’attirai a me e cominciai a baciarla con passione. Eravamo partiti entrambi ma fummo disturbati da qualcuno che si aggirava
nei dintorni.
“Andiamo in camera nostra.” mi suggerì.
Una volta chiusa la porta ci gettammo uno nelle braccia dell’altro
ed in breve la tensione salì alle stelle.
“Vuoi venirmi in bocca?” mi chiese.
“No!” le risposi. “Voglio venirti
dentro.”
“Che bello. Non sai quanto mi fai felice.”
Eravamo entrambi nudi e ognuno premeva il suo uccello sulla pancia
dell’altro, lei si girò e si appoggiò al muro poi guardandomi negli occhi mi disse.
“Dai scopami…”
Appoggiai
la punta dell’uccello sul suo buchetto che lentamente si aprì e con una leggera spinta le scivolai dentro.
Ero talmente
eccitato che dovetti fermarmi un attimo per riprendere fiato.
Poi iniziai a spingere incitato da lei che abilmente assecondava
i miei movimenti.
Non durò molto mentre le schizzavo dentro il mio seme la senti sussultare in preda all’orgasmo.
Ci
accasciammo sfiniti.
“Ho sempre sognato un rapporto così.” mi confessò
“È stato molto bello” confermai.
“Libidine
allo stato puro.”
“Sì è vero. Non l’avrei mai creduto.”
“È la prima volta…”
“Sì. Non avevo mai preso
in considerazione che…”
“Sei stato molto bravo a disfarti dei tuoi pregiudizi.”
Eravamo sul mio letto , il comodino
lo divideva dal suo.
“Che dici se togliamo il comodino e uniamo i letti.” proposi.
Per tutta risposta mi baciò.
Unimmo
i letti e ci addormentammo abbracciati.
Alle prime luci dell’alba mi svegliai, Manuela era già sveglia, ci scambiammo
un bacio mentre la sua mano mi accarezzava l’uccello. Allungai la mia e per la prima volta mi trovai a stringere un cazzo
diverso dal mio.
Trovai la cosa piacevole. Manuela mi fece sdraiare sulla schiena e montata su di me si fece scivolare il
mio uccello dentro.
Cominciò a muoversi lentamente finché una grossa goccia bianca le spunto dall’uccello teso seguita
da lunghi fiotti di sperma che mi bagnarono la pancia.
Sfinita dal piacere si accasciò su di me. La sua mano impugnò il
mio bastone e in breve il mio seme si unì al suo.
Ci riaddormentammo abbracciati.
Nonostante avessimo fatto sesso tre
volte il giorno successivo ero arrapatissimo. Non perdevo occasione di accarezzare Manuela che ovviamente era eccitata quanto
me.
A metà mattina, appena il servizio in camera aveva finito il suo turno, tornammo in camera nostra e iniziammo a spogliaci
a vicenda.
Mentre Manuela mi succhiava l’uccello sentii il desiderio di succhiare il suo glielo dissi e lei me lo porse
felice.
Inginocchiato davanti ad un membro maschile ebbi un attimo di esitazione, feci un respiro profondo e me lo cacciai
in bocca. All’inizio provai una stana sensazione che finì ben presto per piacermi.
Lo leccai e succhiai con golosità
ed a un certo punto sentii Manuela sussurrarmi “Tesoro sto venendo…” non smisi per questo anzi raddoppiai i miei sforzi
e ben presto mi riempì la bocca.
“Sei un tesoro…” mi attirò a se mi baciò a lungo poi mi fece sdraiare sul letto
e scese lei fra le mie gambe.
Dopo averlo succhiato con dolcezza la sua lingua si spostò sul mio buchetto. Era una sensazione
fantastica, la lingua fu presta seguita dal suo dito che lentamente si insinuava dentro di me.
Intanto la sua bocca aveva
ripreso a succhiarmi l’uccello e i due movimenti mi portarono ad un orgasmo violentissimo.
“Credevo di morire.” Mi disse quando ci fummo ripresi.

————FINE PARTE 1 continua