le vie della notte

A vent’ anni è difficile sfuggire naturalmente al fascino oscuro di un rapporto mercenario, anche se si sono avute esperienze sessuali con amiche e compagne più o meno intense o casuali.
Tornando a casa di notte, prima o poi la curiosità può spingere ad esplorare le zone dello smercio di sesso ed io lo avevo fatto più di una volta, senza mai trovare lo spunto per una scelta.
Quella sera invece il mio bighellonare e la mia curiosità mi spinsero ad una elezione: la notte estiva e la temperatura non mi facevano provare pena per le nudità in ostentata esposizione anzi mi spinsero ad una valutazione non distratta e a cercare di focalizzare un tipo di preferenza sia pur occasionale, ma in qualche modo pià libera, per me, vista l’ estensione del “mercato”.
Doveva avere il doppio della mia età, ma era abbondante, dolce, non aggressiva e quasi signorile in una sorta di superiore distacco, nonostante lo sfoggio di mercanzia non certo modesto.
Ce l’ hai un posticino tranquillo?
Certo bambino mio! – Ed entrò in macchina sedendosi con ampia vista sull’inguine.
Non mi sembri poi così vecchia!
Grazie, forse sei tu che sembri più giovane!
Il posto fu importante: era uno stanzone al pian terreno di una fattoria in abbandono, ampio spazio in quasi rovina, ma arredato con senso scenografico, una tenda di una specie di raso rosso, come la sovraccoperta di un lettone con spalliera dorata. Tranquille abat-jour, una specchiera un divano.
Vado un attimo in bagno, intanto spogliati!
Gettai i mocassini vicino al divano e mi tolsi maglietta, pantaloni, mutande e mi sdraiai sul letto.
Quando riapparve, i seni dolcemente oscillanti e venne a sdraiarsi anche lei, io partii alla carica, ma fui trattenuto
Prima il guanto, amore mio, non sono ancora in menopausa!
Veramente speravo…sono abbastanza duro a venire.
Si mise a ridere. Comunque ce l’avevo duro ed ero ansioso di entrargli dentro. L’accoglienza fu ottima, la trovavo bellissima, ma avevo paura di sembrarle un vero troglodita e più imbranato di un contadino appena arrivato in una città del west, avrei voluto leccarla tutta ma non riuscivo a fare tutto contemporaneamente e cosi più mi sforzavo più mi allontanavo dalla meta. Fu lei a risolvere la situazione: ero talmente nervoso che da principio neanche me ne accorsi, da qualche parte aveva tirato fuori un vibratore ed aveva cominciato una contropenetrazione. Sentivo la piacevole sensazione di poter abbandonare il difficile ruolo del toro ed anche a lasciarle guidare le danze e togliermi ogni responsabilità. Ogni tensione si sciolse e raggiunsi rapidamente un orgasmo che mi parve assolutamente fantastico. Le sue mani mi sfilarono il cazzo dalla vagina e dal preservativo e lasciarono che finissi di venirle sul ventre, poi mi spalmarono il mio sperma in faccia.
Passarono anni, mi sono sposato, separato e risposato, diciamo, più volte, prima che mi succedesse ancora di provare interesse per una prostituta.
Una fresca sera di marzo, dopo una cena da amici, mi trovo a passare in una zona del genere, procedo lentamente con l’auto, indago senza fermarmi finchè non vedo quello che mi attira e che cercavo: una biondona matura, non mi piacciono le ragazzine, con un decolletè veramente notevole. Le chiedo se ha un pied-a-terre vicino.
Se parcheggi e scendi andiamo a piedi.
Era veramente l’ideale, eravamo in una zona subcentrele, dove le residenze erano molto promisque e all’appartamento della signora si accedeva da un ingressetto secondario, in una corte interna parecchio vivace.
Questa volta non voglio che mi si metta fretta, non voglio profilattici, la voglio godere tutta: è splendido, ha i seni pesanti al punto giusto, li ciuccio di gusto, le lecco il ventre divino, le chiedo di sedersi sulla mia faccia e di soffocarmi con la sua figa, fresca di acqua e sapone ma gia umida di umori esaltanti, infine le chedo di montarmi sopra e cavalcarmi efficacemente. Sono assolutamente in tiro ma il mio cazzo fa le bizze, non capisco, perchè il training mi piace molto.
E’ lei che alla fine si stanca e mi fa una proposta.
Senti, se vuoi, ho un ragazzo nero che sta quì accanto e potrebbe aiutarti, mai provato?
No, non sono mica checca!
E che c’entra, si tratta solo di ampliare gli orizzonti, se hai voglia di andare fino in fondo. Vorrei riuscire a farti venire, naturalmente paghi lui quanto me!
…e va bene, vediamo!
Si mette una vestaglia, esce rapidamente e…ritorna subito con il nero alle calcagna.
Sandor, spogliati e fagli vedere la merce – e rivolta a me – e tu prendilo un po’ in bocca, è sicuro, ti assicuro e andrà bene a tutti e due.
Il nero è giovanissimo e molto bello, con un pelo pubico a ricciolini lanosi che invogliano alla carezza. Io sono seduto sul letto e Sandor me lo punta in faccia, mi prende una mano e me la porta sull’inguine morbido e sul pene che si inarca. Lo trovo eccitante, apro appena le labbra e lui me lo forza dentro senza violenza, mi ritrovo a leccarglielo e ingoiarlo anche un po’, ma Liana mi richiama all’ordine e si sdraia attirandomi su di se.
Tu devi scopare me, ricordi? E lui scopa te…
Obbedisco senza esitazioni e torno a penetrare nella sua vulva accogliente, Sandor mi apre le natiche con mani calde e carezzevoli e mi preme l’ano con dita sapienti, sento poi la sua lingua calda e la sua saliva fresca, poi una pausa ed infine il suo pene che mi penetra nell’affondo, anche io sono in affondo e comincio a venire subito, Liana mi fa restare dentro ed io mi muovo come fulminato da una scarica elettrica tra la meravigliosa, bollente caverna di Liana ed il martello pneumatico di Sandor. Mentre vivo momenti magici in quell’incastro, invoco Sandor di sborrarmi tutto dentro, di chiavarmi come io faccio con Liana, che mi porge le poppe da leccare e, mentre sbavo su quei capezzoli e le loro stupende areole brune, sento la pompa dura di Sandor esplodere per me in una bollente eruzione di magma che comincia ad uscire, raffreddandosi sulle mie cosce e colarmi viscida sui testicoli oscillanti. Un’ultima, violenta spinta tutta dentro, fino al cervello, e poi Sandor me lo sfila strappandomi un muggito soffocato di piacere allo spasimo e finisce di venire sulle mie reni. Siamo tutti fradici di sudore e sperma: Liana mi porge la vulva da leccare e sorbire a dovere e Sandor che mi spreme su una guancia le ultime gocce di sborra pretendendo anche lui la mia lingua.
Una spiegazione delle mie transumaze sessuali, forse, ma sicuramente il rifiuto di ogni statico e poltrone soggiacere alle ipocrisie sociali e scusate se è poco!