piacevole ritorno

Erano tre settimane che attendevo il suo ritorno dalla Francia, dove si era recato per lavoro. Massimo è uno dei pochissimi uomini, amici, che incontro periodicamente per stare un pò insieme e i momenti in cui ci vediamo sono sempre piacevoli sotto ogni aspetto. Con lui ho un dialogo molto ricco e confidenziale, una simpatia molto forte e un’intesa sessuale piuttosto rara.. forse unica! Fino a quel giorno di metà febbraio del 2007 il nostro menage erotico era sempre stato piacevolissimo e molto intenso e con lui avevo sempre avuto incontri davvero speciali. Tuttavia sempre catalogati nei canoni standard del sesso, dai rapporti orali alle penetrazioni, che sono normalmente prevedibili in ogni coppia che si dedica ad un sesso comunque completo e appagante sotto ogni punto di vista! I nostri incontri erano di un’intensità unica e lo dimostrava il fatto che, ogni volta che lui andava via, a notte fonda, non riuscivamo mai a staccarci l’uno dall’altra e continuavamo a baciarci, a ricercarci, a stringerci tra le braccia…ad accarezzarci! E’ quindi facile immaginare quanto fosse forte e intensa la voglia di rivederci, dopo quel periodo di lontananza, dopo quel continuo crescendo di desiderio di riprovare la stessa passione e le stesse intensità. Tuttavia non mi era facile prevedere che sìttanto desiderio potesse sfociare in quanto accaduto al suo ritorno… quella sera, quella notte.. quando ci siamo rivisti! Arrivò alle 21,30, mentre io ero al telefono, e con un gesto lo pregai di accomodarsi e fare da sé, come se fosse a casa sua. Al termine della telefonata andai in soggiorno, dove lui mi aspettava guardando la tv, seduto sul divano. Gli abbracci e i baci che caratterizzarono quel momento lasciavano facilmente presagire che non avrei avuto il tempo di chiedergli come stava, di offrirgli qualcosa e di raccontargli i miei trascorsi di quei giorni. Indossavo un Body amaranto lucido e sotto la gonna di jeans le mutandine a perizoma erano il resto del completo, abbinate al Toppino, anch’esse lucide e contornate da un nero trasparente. Più sotto ancora indossavo dalle calze nere autoreggenti e da un paio di scarpe decolletè, di color oro, che si intonavano con le decorazioni della minigonna. Mentre mi baciava le sue mani cercavano i miei seni e scavavano sotto i vestiti freneticamente: Le sue carezze sui glutei e le strette che ne seguivano mi fecero capire che non era il caso di parlare… che non c’era tempo per bere… sentii solo i sensi accendersi e la natura dei nostri corpi che prendeva il sopravvento. Mi lasciai andare, quindi, e, in un men che non si dica, la sua bocca era già lì a stimolare i miei genitali, leccandomi in mezzo alle cosce e facendomi ribollire il sangue nel corpo, fino alla testa, fino ad invadermi il cervello. Come telecomandata la gonna scivolò giù, alle caviglie, e mi ritrovai nel mio completino sexy, invasa da voglia e passione sempre più crescenti. Mi sdraiai sul divano a cosce spalancate, mentre lui si toglieva frettolosamente i suoi abiti di dosso.. Riprese a leccarmi, a baciarmi, a succhiarmi per eccitarmi ancora di più.. finché non si alzò in piedi mostrandomi quel suo bel cazzo, duro e fiero, anch’esso esteticamente bello e attraente come lui.. tutto da leccare. Non ebbe bisogno di dirmi nulla: dopo pochi secondi feci scomparire quella stupenda cappella nella mia bocca e iniziai a succhiarglielo con l’intenzione determinata di chi vuol far gonfiare le palle fino a farle scoppiare. Era molto eccitato e la sua mano sulla mia nuca iniziò a spingermi la testa contro il suo corpo, con l’intenzione di sentire con la punta del suo pene tutti gli anfratti della mia gola… stavo soffocando… ma questa è una mia sottile libidine e la cosa non mi dispiaceva affatto. Quando provai a respingerlo perché mi mancava il respiro mi prese le mani e me le immobilizzò contro il divano, iniziando a chiavarmi in bocca e in gola con forza e intensità. Quando si accorse che non ce la facevo più tolse il cazzo dalla mia bocca e, vedendo che i suoi umori mi colavano dalle labbra, mi spalancò le gambe e mi infilò il suo membro dentro. Io, che sono tendenzialmente stretta nell’ano, ebbi un sussulto che mi tolse il fiato per un attimo, ma non ebbi il tempo di richiudere la bocca che la sua lingua si era già insidiata dentro.. iniziò a limonarmi e scoparmi.. scoparmi e limonarmi… quei baci così intensi e quel suo cazzo che spingeva sempre di più mi portarono la libidine a mille… mi diceva “sei bellissima… sei sempre più bella”.. e riprendeva a baciarmi e slinguarmi con la foga di chi è assalito da un’irrefrenabile passione. Mi girò e mi mise a 90° tenendomi la schiena schiacciata con la sua mano e il peso del suo corpo.. mi infilò di nuovo il cazzo dentro ed iniziò un ritmo incalzante, al punto che ormai i miei sussurri erano diventati grida di piacere. Sentivo un godimento nel cervello che mi toglieva completamente la lucidità.. sembravo in trance.. godevo come una troia e glielo dicevo.. “godo… sono la tua troia!”. Rapito da quella libidine sempre più intensa sfilò fuori il suop arnese, mi prese per mano e mi portò in camera da letto dove, dopo essersi fatto fare una breve ma intensa succhiata, me lo risbattè nel culo e riprese a scoparmi come prima. Non capivo più niente. Mi girava e rigirava in tutte le posizioni.. ora ero a pancia all’aria, con la sua bocca che mi succhiava le tettine, il suo cazzo che dava colpi mozzafiato, la sua lingua e le sue labbra che mi baciavano in continuazione.. ora ero col culo per aria, con il viso contro la testiera del letto e il suo membro che continuava imperterrito a devastarmi di colpi… Eravamo sdraiati su un fianco quando, nell’ennesimo momento in cui gridai “godo…” lui mi disse “anch’io…”… il suo fiato si fece pesante e il ritmo quasi insostenibile… ricordo solo che dissi “sììì….” e strinsi un suo gluteo fino quasi a penetrargli le carni con le unghie, spingendo il suo corpo contro il mio…. Il suo cazzo scoppiò e inondò di sborra il mio corpo mentre in un’intensità davvero unica i nostri volti si cercavano.. le nostre bocche si cercavano… i nostri corpi si cercavano, premendosi l’uno contro l’altro in un caldo e focoso abbraccio, come a non riuscire a godere intensamente senza formare quel tutt’uno di quell’attimo. Dopo un orgasmo come quello ci ritrovammo esausti e felici, abbracciati nel letto.. la mia testa sul suo petto e la bocca a baciarlo dappertutto come per ringraziarlo di tanto piacere… Non potevo immaginare che quello fosse solo l’inizio e credevo che di lì a poco avremmo bevuto qualcosa insieme e poi sarebbe tornato a casa. Ritornammo in soggiorno per un drink: una birra lui, un coca e whisky io. Il tempo di fare quattro chiacchiere… io gli raccontai delle mie serate e dei miei progetti… lui mi raccontò del suo lavoro e della Francia. Non so quanto durò il nostro dialogo.. scherzavamo.. ridevamo… parlavamo di cose serie, tra un abbraccio e l’altro.. tra una coccola e l’altra… Finché le sue mani non ripresero ad accarezzare le mie cosce, ansiose dolci e insinuanti come prima. Vogliose più di prima. Il gioco ricominciò, un pò con gli stessi preliminari e lo stesso inizio del precedente. Ritornai a trovarmi col suo cazzo in bocca, di nuovo con la stessa foga e la stessa profondità in gola, come tornai a trovarmi col suo tarello duro dentro, che riprese a scoparmi con la stessa passione e la stessa voracità di prima. Ma questa volta la nostra overture sul divano durò meno e molto più velocemente mi prese per mano e mi portò in camera da letto. Mi mise a pecorina e mi fece stare ferma… mi entrò dentro ma, stranamente, al contrario di quanto mi aspettassi, restò fermo anche lui… mi piaceva molto e glielo dissi… avevo il culetto ancora indolenzito dalla scopata precedente e quel suo stare fermo mi dava libidine…. Gli dissi “cavoli… mi piace anche così.. da ferma… ma che mi succede? mi piace da ferma?…” ogni tanto sentivo delle sue contrazioni che mi facevano sussultare non poco… sentivo che stava accadendo qualcosa di diverso ma non capivo cosa… finché lui non me lo disse.. “Ti sto pisciando dentro!” Andai fuori di testa.. le sue contrazioni stavano comandando zampilli di pipì che mi invadevano l’ano! Dissi “no, qui sul letto no…” ma era troppo tardi ed ero già piena di lui… non riuscivo a staccarmi da quell’amplesso così stravolgente… abbassai la testa e vidi tra le mie cosce tutto il liquido che iniziava a colare… sentii anche gli effetti di un clistere e mi accorsi che dovevo correre in bagno. Glielo dissi e lui mi rispose che se fosse uscito io avrei spruzzato tutto fuori. Per fortuna riuscii a trattenere la sua calda urina dentro me.. il tempo di arrivare sulla soglia del bagno e mi aveva già di nuovo raggiunta e, senza permettermi di arrivare al gabinetto, mi infilò nuovamente il cazzo dentro e riprese il suo gioco delirante… Quando vide che stavo per scoppiare tolse il suo pene bagnato dal mio culetto e uno schizzo di pipì si rovesciò sul pavimento.. corsi verso il water e svuotai il serbatoio che quel maialone aveva riempito! Non pago di ciò che aveva fatto mi raggiunse mentre ero seduta e mi infilò il cazzo fradicio in bocca. Poi lo tolse e iniziò a pisciarmi sul seno e sul corpo… ero in delirio… la sua pioggia dorata finiva nella tazza, sia dal mio ano, sia scrosciando lungo il mio corpo e invadendo i miei genitali. Credevo avesse finito ma, quando mi rialzai, mi girò di nuovo e ricominciò a scoparmi e a pisciarmi dentro col sul cazzo sempre incredibilmente duro. Stavamo bagnando dappertutto, fuori dal water e dentro il water… la sua pipì mi colava lungo le gambe e mi infradiciava le calze, fino a che, ancora una volta, il suo uccellone scoppiò in una sborrata che immagino senza confini, visto che era unita alle pisciate controllate fatte fino a quel momento! Il mio sfintere era ormai completamente spalancato e il culo invaso da un misto di sperma e urina che non sapevo più dove far stare. Credo di non aver mai provato tanto delirio in vita mia. Naturalmente il tutto finì con una sana risata e una doccia per ripulirmi di quel sottile odore che aveva invaso la toilette. I restanti 5 minuti li passai a pulire il bagno e il pavimento che avevamo impregnato. Ne approfittai anche per darmi una sistemata, raccogliendo i capelli a coda di cavallo e facendomi un bel bidet. Tentai di fare una pipì incombente, ma senza risultato… ero troppo contratta dietro per riuscire a liberarmi.. e infatti non ci riuscii. Passò un pò di tempo e, quando tornai in soggiorno, lui si era ricomposto e rivestito. Passammo ancora un pò di tempo abbracciati sul divano a coccolarci, a bere ancora qualcosa insieme e a fumarci una sigaretta, finché lui mi disse “Tesoro, tra poco dovrò andare… si è fatto tardi..” effettivamente era forse l’una o giù di lì”! Mi diede le ultime coccole e riprese a baciarmi con dolcezza e amore.. finché le sue mani ripresero ad accarezzarmi le gambe e poi sotto l’accappatoio che indossavo per la doccia appena fatta. Gli dissi “ma non devi andar via?” – Lui mi rispose “cosa posso farci? ho ancora voglia di te..” era di nuovo eccitato ed io pure.. ero tutta un fremito per quanto era accaduto e tra le altre cose avevo la vescica pienissima perché avevo talmente contratto l’ano che non riuscivo proprio a farla.. Lo accarezzai sul viso, sul corpo.. il suo pene era di marmo! Mi tolse l’accappatoio e si spogliò nuovamente… Gli dissi “No, non ce la faccio… devo far pipì e non riesco…” Ero indolenzita e goduta nello stesso tempo. Incapace di dirgli di no, nonostante la vescica stracolma stesse portando il mio ventre ad un dolore che prevedevo insostenibile. Mi alzai dal divano come per andare in bagno ma lui da buon bastardo mi disse “adesso ci penso io a fartela fare”.. e in un attimo mi piantò di nuovo il suo bel cazzo dentro, di nuovo duro come quando avevamo iniziato, e riprese a chiavarmi lì, all’in piedi, incurante del mio bisogno impellente. Mi stava di nuovo scopando con la frenesia e la voglia che ne contraddistinguono il maschio che è, finché non sentii la vescica prossima ad una vera e propria esplosione.. ma non volevo bagnare la faccia a Maurizio Costanzo, visto che ero in piedi proprio davanti al televisore… me lo sfilai da dentro e corsi in bagno.. lui come un mastino che non molla la preda era già dietro di me all’altezza della vasca da bagno… non avevo ancora raggiunto il gabinetto che mi sono sentita dire.. “sì.. qui nella vasca”! Mi ritrovai con le ginocchia sul bordo, col rischio di rifarmi due menischi in una volta sola… mi stava scopando a più non posso.. finché ad un certo punto non ricominciò con i suoi zampilli di pipì… stava ricominciando a colare tutto fuori… Entrai nella vasca mentre lui continuava a scoparmi e inondarmi, inondarmi e scoparmi… ero devastata fuori e dentro… quando, soddisfatto dal suo devastamento psico-fisico, tirò fuori l’uccello dal mio buchetto e mi fece voltare. Si mise in piedi sul bordo della vasca e iniziò a pisciarmi sul corpo, in faccia, in bocca, sui capelli… ero fradicia. A quel punto, una volta ben svuotato, volevo solo più una cosa: la sua sborra! Iniziai a leccargli il cazzo, a succhiargli le gambe e a scivolare con la lingua bagnatissima in mezzo alle sue cosce, mentre lui se lo toccavae lo menava in prossimità dell’ennesima esplosione di piacere. Feci a malapena in tempo a prendergli le palle in bocca e a mettere le mie labbra davanti al suo cazzone minaccioso che, a quel punto, un nuova serie di schizzi mi invase nuovamente, andando a confondersi con l’urina che mi colava su tutto il corpo…. un altro orgasmo.. ancora pieno di sperma, come se fosse stata la prima, non la terza scopata… mentre io non ci stavo più nella testa. Il tempo di dirci apertamente che siamo due pazzi e ritornai alla doccia… questa volta completa, dalla testa ai piedi. Una doccia liberatoria, perché gli dissi “amore, sto riuscendo a fare pipì”… lui si avvicinò e me lo prese in mano con dolcezza, per rendermi la pisciatina ancora più intrigante…. svuotai completamente la vescica, con l’urina che andava a confondersi con l’acqua scrosciante! A fine doccia lui, teneramente, mi avvolse l’accappatoio intorno al corpo e mi abbracciò. Tremavo.. un pò per il freddo e un pò per i fremiti conseguenti a tanto sesso e tanta rasgressione. Mi disse “stai tremando…” e mi abbracciò ancora più forte. Erano le 2 e la serata finì davvero lì: questa volta i baci e le coccole erano veramente di congedo. Ci salutammo come al nostro solito.. con intensità e tenerezza… con amore e affetto, stanchi e paghi da una notte davvero speciale. Mi sdraiai sul divano presa da un senso di conforto e appagamento per la serata trascorsa ma, nello stesso tempo, di vuoto improvviso per il suo non essere più lì, vicino a me. Abbracciai un cuscino e chiusi gli occhi… e fu subito il giorno dopo!

Alessia Grandi N.d.R. – Quanto ho scritto è tutto vero e realmente accaduto ma va da sé che queste sono cose che faccio raramente e, soprattutto, con chi conosco molto bene e vedo con una certa frequenza. Come ad esempio un compagno di vita o un “vero” amico con il quale ho una certa intensità. Scrivo questo perché ricevo, com’è facile immaginare, molti contatti e richieste di incontri, anche riferiti a questi tipi di giochi, che vengono letti da chi visita il mio sito e consulta il mio profilo, scoprendo le mie fantasie erotiche. In realtà non incontro chiunque e tanto meno incontro per solo sesso. Anche se posso apparire cruda nel dirlo, gli incontri di solo sesso, cercati da un uomo quando ha semplicemente bisogno di svuotarsi le palle o di togliersi qualche sfizio, li ho già nel mio lavoro con i miei clienti e non sicuramente ai livelli del racconto che avete appena letto. Per cui spero di non essere presa per una che si fa godere o pisciare dentro da chiunque o per una che incontra chicchessìa per farsi una scopata. La persona di cui ho parlato nel racconto è un uomo che conosco da anni, al quale voglio molto bene e insieme al quale abbiamo raggiunto questi “traguardi” attraverso un percorso crescente del nostro rapporto, maturato e sfociato poi in una bella passione contornata da feeling, contenuti umani e dal piacere nello stare insieme anche aldilà del sesso. Evitate, quindi, di prendere fischi per fiaschi e di contattarmi con l’illusione di aver trovato il “Sesso sognato” per un momento. Prima di Alessia Sexy antepongo SEMPRE Alessia Persona e se incontro qualcuno aldilà del lavoro è perché anche questo qualcuno deve avere la stessa lungimiranza e desiderio di rapporto. Una dimostrazione? Ciò che avete letto nel racconto non ha precedenti.. era la prima volta!