pompini: una passione innata. Parte 10

Dopo avergli sfilato il membro dagli strettissimi pantaloni ho reinserito le mani e ne ho estratto i possenti coglioni.
Fortunatamente non indossava intimo e i testicoli, anch’essi ancora flosci e morbidi,sono emersi abbastanza docilmente.
Ora avevo davanti a me tutto il possente arnese che mollemente ciondolante,mi ricordava quello di un cavallo.
L’ho preso con due mani,l’ho scappellato ed ho cominciato a leccarlo girando con la lingua intorno al prepuzio.
Inizialmente l’operazione era abbastanza difficoltosa in quanto,a causa della mancanza di rigidita’ me lo sentivo sfuggire in ogni direzione.
Ben presto pero’,grazie alle mie carezze ed ai tocchi di lingua,l’ho sentito rianimarsi e con mia grande soddisfazione,ho potuto imboccare la cappella e farla scivolare tra le mie labbra.
Quando era ben duro,il master me lo ha estratto dalla bocca dicendomi:”Per ora basta!vedo che hai dei bei capezzoli grossi e gia’ duri.Devi essere proprio una gran troia!”.
Poi dopo essersi allontanato da me,e’ tornato con un dildo di discrete dimensioni e due morsetti legati da una catenelle con i quali quali mi ha serrato i capezzoli schiacciandoli sino a farmi emettere un grido di dolore.
Poi ha fissato il dildo gia’ lubrificato su di un tavolino e spingendomi me lo ha fatto infilare a smorzacandela sino in fondo e dopo aver applicato un peso alla catenella del tiracapezzoli:
“Bravo,hai un bel culo aperto e capezzoli invitanti.Vedrai che ci divertiremo!Ora sta’ buono li’senza muoverti!”
Cosi’ dicendo e lasciandomi coi capezzoli dolorosamente schiacciati e stirati dal peso e impalato sul dildo,e’ sparito nella stanza accanto.
Dopo molti minuti,nei quali il dildo mi faceva sentire piacevolmente pieno mentre la tortura sui capezzoli,mi procurava fitte violenti di dolore ma anche sensazioni sconosciute sino ad allora e’ riapparso sulla soglia della porta.
Era completamente vestito di lattice nero,compresa la testa aperta solo da piccole fessure per gli occhi e aperture per il naso,la bocca e le orecchie mentre da un grosso foro all’altezza dell’inguine,fuorusciva la sua straordinaria proboscide.
Guardandoni e compiacendosi del fatto che non mi fossi mosso nonostante l’evidente sofferenza,mi ha detto:”Sei un vero porcello,vedo che il trattamento ti fa eccitare!”
Aveva ragione lui,infatti,nonostante il dolore o forse proprio grazie a quello,avevo il cazzo impennato da una potente erezione.
Mi e’ venuto vicino e lasciandomi sempre in quella postura,ha offerto il cazzo alla mia bocca porgendomelo con le sue stasse mani.
D’acchito mi e’ parsa una situazione alquanto comica;quella presa infatti,mi ha ricordato per un’istante la figura del pompiere che maneggia il suo idrante.
Mi sono pero’ ripreso immediatamente quando l’inebriante odore del maschio era in prossimita’ del mio naso e la grossa cappella,livida e lucida come una grossa prugna,spingeva sulle mie cedevoli labbra.
Sono bastati pochi colpi delle sue mani per conferire a quell’imponente ariete,nuova vitalita ed un turgore straordinario.
Era davvero magnifico ed ora lo sentivo scivolare guidato dalle sue mani sicure,nella mia umida bocca.
Con una mano teneva ferma la mia testa e con l’altra guidava la chiavata.
I colpi che mi inferiva,erano secchi e precisi ed anche se non violenti,scuotevano il mio corpo e,ad ogni balzo,il peso che avevo ai capezzoli mi procurava una fitta di dolore strappendomi un grido,soffocato dal cazzo che mi pompava la bocca.
Lui mi chiavava con una freddezza quasi glaciale,non un gemito,un respiro irregolare,nulla.
Sembrava una macchiana da sesso senza emozioni.
Io mi sentivo usato e la cosa mi piaceva.
Il mio cazzo continuava a mantenere la sua erezione ed a rilasciare secrezioni lubrificanti e gocce di sborra provocate dal dildo che avevo nel culo.
Quando finalmente ha deciso di cambiare gioco,mi ha fatto sollevare e dopo aver guardato il cazzo di lattice appena sfilato mi ha detto:”Bravo,vedo che sei molto pulito.Ti daro’ il premio che meriti!”
Sempre tenendomi coi capezzoli in trazione,mi ha fatto sedere sulla sling(cosi’ si chiama quella specie di sedia a dondolo di cui non ricordavo il nome)col bacino completamente spostato in avanti in modo da offrire il buco del culo alla giusta altezza.
Mi ha legato le mani in posizione crocefisso e sollevandomi le gambe,le ha,anch’esse fissate alle catene.
In quella posizione ero completamente alla sua merce’,mi sentivo indifeso ed allo stesso tampo eccitatissimo dalla situazione e dalla postura che mi offriva completamente aperto.
Come in precedenza,mi ha lasciato solo,immerso nei miei pensieri e come sospeso in attesa di qualcosa di sconosciuto ed e’ sparito nell’altra stanza.