pompini: una passione innata. Parte 2

Mentre lui,allacciandosi i pantaloni spariva tra gli alberi,io ero ancora in ginocchio con la bocca impastata dall’aspro sapore dello sperma ed in gola, benche’ non avessi praticato l’ingoio,sentivo residui di quel liquido sparato nell’ultimo esplosivo affondo.
Sputando,cercavo inutilmente di liberarmi da ogni residuo di sborra ed anche a casa,passata la foia,per superare il disgusto,ho continuato a sputare e fare gargarismi.
Anche l’idea di essere stato in quell’ambiente cosi’ squallido mi ha tormentato per alcuni giorni sino a che’,ripensando a quell’episodio a mente fredda e con il riacquistato desiderio di nuovi e piu’ spinti incontri,mi sono compiaciuto con me stesso per essere finalmente riuscito nell’impresa e con il montare di nuova carica erotica e desiderio di trasgressione,ho deciso di ripetere l’esperienza.
Ho ripreso a frequentare quel parco con una certa assiduita’ ed ho potuto verificare che vi erano comportamenti e atteggiamenti quasi codificati:I cosidetti “attivi” li vedevi in penombra che esibivano il cazzo in attesa di chi se ne prendesse cura mentre i “passivi”,cercavano di offrirsi mostrando le chiappe scoperte in posizione prona.
Vi erano poi quelli dagli atteggiamenti assolutamente inconfondibili gay o stalloni che fossero.
I gay mimavano movenze femminili mentre gli stalloni,a volte palestrati,esibivano vistosi pacchi compressi sotto pantaloni di pelle o jeans troppo stretti.

Frequentando quell’ambiente ho incontrato persone e cazzi di ogni genere dal timido impacciato,forse anche lui alle prime esperienze a quelli piu’ autoritari e sicuri di se’ e delle scelte fatte.
Un giorno,mentre ero inginocchiato a succhiere un bel cazzo duro,a poca distanza ho intravisto uno che ci guardava e si menava il cazzo ancora moscio.
Ho interrotto per un’attimo il pompino che stavo facendo e con un cenno della mano l’ho invitato ad avvicinarsi.
Gliel’ho preso in bocca e dopo un po’ che lo succhiavo l’ho sentito finalmente duro e pulsante.
Ero felicissimo di essere riuscito con la mia bocca a ridargli vitalita’.
Li ho succhiati contemporaneamente ma,l’ultimo arrivato,evidentemente molto emozionato,e’ venuto quasi subito.
Mentre sborrava ha cercato di sottrarsi alle mie labbra ma io gliel’ho impedito e l’ho fatto godere,come a me piaceva,nella mia bocca.
Non ho fatto in tempo a sputare che l’altro,stringendomi la testa a se,ha cominciato a liberare fiotti di sborra nella mia gia’ satura bocca.
Veniva a raffica e dopo il terzo o quarto getto che non sono piu’riuscito a contenere,violenti spruzzi sono usciti dai lati della mia bocca ancora serrata sul pulsante nerbo mentre il maschio rantolando mi diceva:”Succhia troia…succhiami il cazzo…”
Ed io continuavo a succhiarlo e spruzzare sborra come una fontana impazzita.
In un’altra occasione,un tizio molto peloso e con una folta barba nera,mi ha invitato ad andare a casa sua.
Ci siamo spogliati e messi a giocare sul tappeto del salotto.
Per un po’ gli ho succhiato un bel cazzo duro che ricoperto com’era di peli scuri,appariva meno grosso di quanto non fosse realmente e solo quando me lo schiantava in gola ne potevo valutare la reale,notevole consistenza.
Quando era ben duro e lubrificato,ha voluto montarmi facendomi mettere a pancia in su’e con le gambe incrociate sulle sue spalle.
Davvero una posizione ideale per offrirmi alla massima penetrazione.
Dopo avermi lubrificato con la saliva,mi ha puntato e con una spinta energica e’ entrato in me.
Mi ha chiavato con molta maestria,facendomi gustare il duro e vibrante nerbo nella mia accogliente cavita’ anale e facendomi sentire ad ogni affondo,lo schiocco del contatto tra i nostri coglioni.
Quando ho sentito il suo respiro diventare pesante e roco e le sue mani serrare con piu’ forza le mie natiche,ho capito che stava per godere,allora l’ho stretto anch’io piu’ forte e sollevando il bacino mi sono offerto meglio ai suoi affondi e contemporaneamente un grido liberatorio ha accompagnato una scarica di lava bollente che ha scosso e scaldato tutto il mio corpo.
Mentre pulsava e mi riempiva di sborra,ha cercato di baciarmi sulla bocca senza riuscirci in quanto,come gli ho poi chiarito,del maschio mi interessa solo il cazzo.
Per compensarlo della delusione,gli ho ripulito il cazzo con un bel bidet fatto con le mie morbide labbra.
Dopo alcuni mesi di frequentazione settimanale di quel parchetto e altri simili,mi sentivo pronto per esperienze un po’diverse.
Avevo appreso dell’esistenza di riviste(sino ad allora per me sconosciute)specializzate in questo ed altri generi di incontri erotici e attraverso queste ho avuto alcuni incontri e tra questi….
quando sono andato la prima volta a casa sua,mi sono trovato davanti ad un’uomo dalla bassa statura e poco in carne.
Un tipo tutto nervi che successivamente si e’ rivelato molto deciso e un po’ autoritario.
Aveva un cazzo decisamente sotto la media(di quelli che avevo visto e assaggiato sino ad allora)ma era sempre duro e incredibilmente piemo di sborra.
Ci siamo frequentati con una certa assiduita’e per un certo periodo era praticamente diventato il mio stallone fisso.
Come gia’ detto,mi trattava con una certa energica rudezza e questo a me piaceva,in fondo faceva emergere il lato un po sottomesso(slave?)della mia sessualita’.
Normalmente si faceva succhiare,poi mi montava e spesso mi apriva con dei vibratori o degli enormi plug neri mentre lo succhiavo e mi godeva in bocca.
Non mi ha mai eiaculato nel culo ma sempre in bocca ed in tutte le maniere possibili tanto che frequentandolo ho capito di essere diventato per lui una bocca nella quale riversare tutto il suo piacere.
Nelle sue mani diventavo una vera e propria troia o cagna da monta come piaceva a lui aggettivarmi mentre lo succhiavo o mi montava.
Nonostante questo suo autoritarismo,mi ha sempre concesso di andare in bagno e sputare il suo frutto.
Questa cosa che pareva non dolergli piu’ di tanto,in realta’dispiaceva di piu’ a me che mi rendevo conto della mia incompletezza;avevo oramai succhiato e mi ero fatto sborrare in bocca decine,forse centinaia di volte senza riuscire a superare il tabu’ dell’ingoio.
Ad aggravare la mia frustrazione vi era anche il fatto che da maschio,sapevo benissimo il piacere che provavo quando la mia partner mi faceva un bocchino ed ingoiava lo sperma che le versavo in gola.
Un giorno,dopo essermi sottoposto ad una lunga seduta di autoconvinzione,sono andato da lui con la ferma determinazione di bere finalmente il frutto del suo piacere.
Ero un po’ agitato e comunque non l’avevo avvisato della novita’.
Dunque,tutto come sempre:l’ho succhiato,mi ha montato,mi ha impalato con un’enorme plug nero che aveva comprato a New York e mentre ce l’avevo dentro,ho cominciato a sbocchinarlo-troia,succhiami il cazzo che voglio inondarti di sborra come una cagna in calore…succhia rottinculo ….mungimi il cazzo….-queste ed altre oscenita’ mi diceva mentre il suo cazzo mi chiavava in bocca e il mio cervello,travolto dalla libidine era concentrato sul progetto oramai imminente.
Lui mi stringeva la testa tra le mani muovendola in sincrono col cazzo che stantuffava tra le mie labbra.
Al sopraggiungere dell’orgasmo,mi ha stretto a se ed emettendo un grugnito animale mi ha scaricato in gola tutta la sua libidine.
Io ero disteso sotto di lui con la testa appoggiata al cuscino ed il cazzo in bocca che continuava a rilasciare piccoli residui di sperma.
Ad un suo tentativo di sfilarsi dalla mia bocca,ho serrato le labbra e con le mani strette ai suoi fianchi,gli ho impedito il movimento.
Dopo qualche secondo di stupore,mi ha guardato negli occhi ed ha gridato:”Troia!hai finalmente deciso di bere tutta la mia sborra!?…da oggi in poi te ne daro’ quanta ne vorrai…sarai il mio sborratoio personane…e ora succhiami come una cagna e fammi il bidet con la lingua…”
Da quel giorno neppure una goccia di sperma e’ andata perduta,quello e’ stato davvero lo svezzamento per altri numerosi e piu’ importanti traguardi.
Avevo un’appuntamento preso sempre attraverso riviste specializzate(oggi c’e’ internet ahime’!)con un tizio che mi aveva chiesto di indossare perizoma e calze velate nere.
Superato il primo momento di stupore per l’insolita richiesta,mi sono adeguato e sono andato all’incontro prefissato.
Come d’accordo,sono salito sulla sua macchina e senza salutarlo e guardarlo in viso,mi sono diretto subito ad imboccargli il cazzo che gia’ duro,nascondeva sotto la giacca.
Ho cominciato a succhiarlo ed ho continuato anche quando ha messo in moto e per tutto il tragitto sino a casa sua.
La situazione insolita e nuova mi aveva eccitato moltissimo ed anche lui era molto arrapato tanto che,appena giunti a casa mi ha fatto spogliare e dopo aver visto che l’avevo accontentato con l’intimo nero,mi ha fatto inginocchiare e continuare il bocchino temporaneamente interrotto.
Quando in ginocchio me lo sono trovato davanti agli acchi,ho potuto apprezzarlo in tutta la sua imponenza ed il suo splendido turgore.
Non c’erano dubbi,era il piu’ bel cazzo che avessi mai maneggiato.
Lungo oltre 20 cm.grosso,colore bruno tempestato da gonfie vene violacee,una cappella grossa e livida svettava come un trofeo su quel tronco maestoso.
Il tutto era esaltato da una peluria chiara e rada che non copriva nulla di quel meraviglioso arnese di piacere che svettava e vibrava rigoglioso sullo scroto grosso e gonfio come un frutto maturo che promette di contenere due testicoli pronti a produrre enormi quantita’di bianco,gustoso succo.
Ero intento a succhiarlo come un’invasato mentre lui tra un gemito ed un gridolino di compiaciuto stupore,si liberava dei suoi vestiti.
Quando e’ rimasto completamente nudo anche lui,mi ha sollevato dalla mia posizione preferita e sollevandomi una gamba,l’ha appoggiata sul divano ed ha spinto il mio torace ed il viso a contatto col cuscino.
Ora avevo le chiappe alla sua portata,ha indossato un preservativo e con la saliva mi ha lubrificato il voglioso buchetto e dopo avervi appoggiato la cappella ha iniziato una lenta avanzata dentro il mio cedevole corpo.
Mi ha stretto i fianchi e lentamente si e’ fatto largo d’apprima superando lo stretto varco dello sfintere e dopo scivolando come una lama calda nel burro sino ad essermi tutto dentro.
Era dentro di me,fermo nel mio corpo come a volermi dare il tempo di assaporarlo in una fase di quiete.
Mi sentivo bene,ero felice,mi sentivo come una giumenta in attesa del suo cavallo,come una cagna che solleva la coda al suo maschio,mi sentivo come un momento di quiete in attesa di un burrascoso evento.
Lo so’,sono esempi non pertinenti ma come descrivere un meraviglioso ariete che conficcato nel tuo corpo non ti produce tormento ma un piacere immenso?
E la tempesta e’ giunta improvvisa,il cavallo ha iniziato a scalpitare e trasformarsi in potente stallone,il cane mi ha ingroppato cavalcandomi con ripetuti colpi rapidi e profondi ed io godevo come un corpo informe dedito solo alla lussuria ed al piacere della carne
Le sue mani mordevano i miei fianchi ed il cazzo scavava sempre piu’ in profondita’ le mie membra sempre piu’ travolte da un piacere senza limiti.
Le sue penetrazioni sempre piu’ rapide e profonde scuotevano il mio corpo e la mia mente al limite dello svenimento.
Mentre mi montava ho sentito il mio cazzo sciogliersi e per la prima volta godevo contemporaneamente col cazzo che sborrava e col culo che si contraeva convulsamente.
Con una mano ho cercato di raccogliere la mia stessa sborra e leccarla mentre venivo inculato.
Una libidine immensa!
Improvvisa e’ giunta la quiete, il mio stallone era tutto dentro di me.
Fermo,quando ho iniziato a percepire solo le contrazioni del suo ariete,aveva cominciato a godere,sentivo la sua pompa scaricarsi scuotendo il mio corpo mentre il suo rantolo soffocato trapanava il mio cervello.
Quando ormai domo e svuotato si e’ abbandonato col petto sulla mia schiena,l’ho trattenuto in me per alcuni minuti,poi mi sono sollevato estraendolo ancora duro dal mio corpo.
Gli ho sfilato il preservativo e con la lingua gli ho nettato il cazzo estraendone le ultime gocce di caldo sperma.
Poi,memore di una scena di Moana Pozzi che avevo visto al cinema anni prima,rimanendo in ginocchio davanti al mio scettro,ho sollevato la testa incontrando i suoi occhi e mentre ci scambiavamo uno sguardo appagato tra il languido e l’osceno,ho sollevato il goldone ed ho strizzato tutto l’abbondante contenuto nella mia ingorda e golosa bocca.