quel mastodontico culo

Cazzo che caldo faceva quella Domenica di Agosto, un caldo così non me lo ricordavo da anni e non potendo più resistere tra quelle mura domestiche presi la decisione di uscire e fare un giro verso il corso, sicuro in un bar con un bel gelato avrei trovato un pò di refrigerio.
Quel pomeriggio afoso avrebbe scoraggiato chiunque dal muoversi di casa anche per una camminata al corso, e infatti, stavo percorrendo il corso camminando
lentamente verso il bar gelateria incrociando poche persone, neanche nella piazza c’era folla e di sicuro tutti stavano al mare pochi chilometri dal paese.
Arrivato al bar, mi sedetti ad un tavolino che dava sulla piazza semi_deserta e ordinai una bella coppa gigante di gelato: fragola, pistacchio e limone con
panna. Servito da un aitante cameriere mi stavo gustando quel bel gelato, e ad un tratto scorsi una figura di un motociclista impacciato a mettere in moto la
sua motocicletta era a circa una decina di metri di fronte a me, e con meraviglia ammirai un suo giovane aspetto che era fisicamente robusto, calvo e con una
muscolatura appropriata nelle braccia, petto, cosce e chiappe che venivano evidenziati dai pantaloncini corti e molto aderenti, e dava un’eccessiva marcatura
dello spacco di quel grosso culo che in genere non è facile a trovarlo, in un uomo.
Non so cosa mi prese in quel momento, osservare un uomo con molto interesse per me sembrava strano. Essendo io felicemente sposato con una bella donna, mi
era molto difficile a credermi di tutto ciò. Cercai in tutti i modi di togliere lo sguardo da lui, man mano che stavo mangiando il gelato mi accorsi che lo stavo insistentemente osservandolo, ed in special modo il movimento delle sue chiappe che lentamente si alzava ed abbassava tesi nello sforzo dilatandosi
entrambi le chiappe, in quei attimi di secondi e senza mai togliere lo sguardo da quel bel culo grosso che mi portava all’oblio del piacere. A quella visione straordinaria ed eccitante il mio cazzo cominciava ad indurirsi, in quanto i miei pantaloni di cotone leggeri e le mutande non attuavano la mia erezione, e inconsapevolmente di tutto ciò davo spettacolo ai camerieri che mi misero in imbarazzo. Il motociclista naturalmente si accorse perfettamente, infatti, si gira con la faccia verso di me e riuscimmo per qualche istante a guardarci in faccia e dallo sguardo che ci eravamo scambiati mi aveva totalmente colpito e non riuscivo a levarmelo dalla mente. Nella testa non facevo altro che fantasticare su quanto sarebbe stato bello leccargli e affondare il viso su quelle belle chiappotte, ero talmente eccitato dall’idea che sentivo il mio cazzo scoppiarmi dai pantaloni. Finito a mangiare il gelato e incurante dai sguardi maligni dei camerieri raggiunsi il motociclista allo scopo di fumare una sigaretta, ero in piedi davanti a lui in modo da poterlo ammirare totalmente il suo culo in cui mi trovavo, stavo appoggiato ad un palo della luce senza che nessuno mi disturbasse la visuale, e attesi. Non dovetti attendere molto e senza far trapelare la mia eccitazione nel poterlo gustarmelo da vicino continuai a fumare la sigaretta e sempre con lo sguardo rivolto verso lui, che passava davanti senza fermarsi e girava intorno alla moto, e poi girandosi la testa verso di me disse: “Salve!!” A quel punto ricambiai immediatamente lo stesso saluto.
Il suo modo malizioso di salutarmi mi diete un coraggio di affrontarlo e senza di dargli tempo a lui di reagire con una mossa fulminea gli palpo il culo, ed
io che in altre circostanze avrei provato ribrezzo e in quel momento invece provai una sensazione piacevole palpare quel culo e tanto che lui non si mosse
anzi, si lasciava fare e per di più si piega in avanti consentendomi di affondare di più la mano tra lo spacco delle chiappe. Rimasi allibito dalla mia
audacia, stavo li nella piazza sotto lo sguardo increduli dei camerieri che indisturbato continuavo a palpare quel culo, finché il motociclista si volta verso di me sorridendomi, e alzandosi afferra il manubrio e con un balzo era in sella alla moto. Rimasi immobile seguendolo con lo sguardo mentre stava levando il cavalletto della moto e accelerava per partire, ero eccitatissimo dall’averlo visto da vicino e averlo persino palpato. Ad un certo punto smise di muoversi, si era fermato circa un metro davanti a me, gira di nuovo la testa e nuovamente i nostri sguardi tornarono ad fronteggiarsi e con un bel sorriso mi fece cenno di salire dietro a lui.
Non sapevo cosa fare, ero tentato di salire, ero indeciso ed un pò spaventato, con lo sguardo lo segui finché decisi comunque di salire dietro alla moto
stringendomi a lui dissi: “Portami dove vuoi mio bel culone!!!” Senti soltanto una forte accelerata e vedere all’istante sparire il paese dietro di me, in
una grande nuvola portandomi fuori in aperta campagna. Da dietro mi tenevo ben saldo e approfittai della situazione accarezzandogli il petto e il basso
ventre dicendogli: “Fermati a qualche parte, vorrei leccarti il tuo bel culo!!!” Sentivo il palpitare del suo cazzo e farsi strada nelle mie mani. Dopo un pò
lui rallenta la corsa diminuendo le marce ed io, ero curioso di capire dove fosse diretto e lui si diresse verso un bosco. Stavamo addentrandoci in una
piccola porzione di bosco ai lati della strada. Arrivati nel punto in cui finisce la strada ed inizia il bosco e fatti pochi metri all’interno cerca di
individuare uno spiazzo di prato riparato da sguardi indiscreti. Appena tutto volse al termine, non feci tempo di scendere dalla moto che lui lestamente si
para davanti a me con i calzoncini neri calati fino alle ginocchia, e la maglietta alzata sino a scoprire i pettorali, si teneva il cazzo in mano e si stava
menando lentamente dicendomi: “Porco leccami il culo, voglio vederti come me lo lecchi, depravato!?” Non ci pensai due volte e ubbidii immediatamente
calandogli completamente i calzoncini, avevo li quel bel culo a portata di mano e il mio cazzo era duro, anzi durissimo. Non ci volevo credere avevo davanti a me un culo mastodontico, mi ero eccitato ancora di più. Il cazzo mi faceva male stando chiuso nei pantaloni, ma quasi subito lo liberai dall’incomoda posizione e me lo presi in mano ed iniziai piano a menarmelo guardando lui che si masturbava ed accarezzava gli addominali. Mentre lo guardavo lui mi mostrava sfacciatamente il culo, si vedeva le chiappe tendersi dall’eccitazione. Aggiunse solo queste parole: “Non sono frocio, é la prima volta per me, voglio che tu me lo lecchi e basta? Non voglio il tuo cazzo nel culo!?” Sorrisi rispondendo: “Ok! Anche per me, ora piegati sulla moto in avanti in maniera da poterti leccarti tutto il culo troia!!!” Lui si posiziona alla pecorina mostrandomi il suo bel culone, mi meravigliai di lui essento la prima volta cominciava dimenarsi con maggior frenesia sculettando come una cagnetta in calore ed io nel vederlo sempre più eccitato. Mettendomi dietro a lui alzai la maglietta fino alle spalle bloccandolo da dietro e abbassandomi mi trovai davanti a quell’enorme promontorio, io chiusi gli occhi e appoggiai le labbra sulle sue chiappe ed iniziai a leccargli avidamente il buco del culo che, in un primo tempo, si presentava completamente contratto, ma pian piano comincia a rilassarsi, consentendo alla punta della mia lingua di entrare per un centimetro circa; sentivo quel buco del culo pulsare fino quasi a slargarsi da solo, la mia calda lingua nel suo buco del culo per parecchi minuti; leccavo tutto intorno, poi leccavo anche le palle, poi entrambe le chiappe a tratti usciva la mia lingua grondante di saliva e lottavo in modo irrefrenabile; ad un tratto spinse con forza a me ed io gli allargai al massimo le chiappe consentendomi di arrivare con la lingua fino al profondo del budello che venne pennellato a puntino con molta saliva.
Ero assatanato leccavo e succhiavo con avidità e decisione e ritmicamente immetteva quantità enormi di saliva calda e vischiosa dentro a quel buco vergine
che io, con ingordigia ingoiavo, slinguavo e succhiavo avidamente e voluttuosamente per circa mezz’ora. Trasmettevo a lui fitte di piacere: iniziando ad
ansimare come una checca in calore! Poco dopo misi un dito medio a contatto al suo buco del culo e dopo averlo lubrificato con della saliva lo cacciò dentro
iniziandolo a muoverlo avanti e dietro; continuo l’operazione con il dito medio, poi col medio e l’indice insieme, poi con l’indice, il medio e l’anulare. In preda al più profondo delirio lui si volta verso di me e mi disse: “Porcone.. non farmi soffrire così… ti supplico, mi rompa il culo che sto impazzendo
dalla voglia di averlo tutto dentro il tuo cazzo!!” Detto questo, mi alzo facendo cadere i pantaloni e slip a terra, guardo giù i suoi occhi con un sorriso
maligno mostrandogli i miei 25 centimetri di grossa carne dura e calda. Ritorno giù ad occuparmi del suo culo, e con le mani afferrai con forza le sue chiappe divaricandole continuai quindi a leccare ed a succhiare il buco del culo che ormai lubrificato a dovere, permetteva adesso la lingua di entrare quasi tutta dentro a quel canale affamato di cazzi e subito dopo infilai il medio e indice di entrambe le mani ficcandoli fino al buco del culo e, divaricatolo, lo tenni spalancato: la fessura non ancora esplorata da nessuno era adesso pronta per ricevere il mio enorme cazzo infuocato che era appoggiato al suo sfintere e con decisione diedi un colpo di reni deciso e la cappella dura riuscì finalmente a penetrare! In quel culo, grosso all’inverosimile e profondo come un pozzo, lo sfondai all’improvviso lacerando e penetrando rapidamente dentro il retto; la pelle si tese al massimo delle possibilità, ma il passaggio era ormai forzato; il suo tessuto di pelle, che mai, fino a quel giorno venne deflorato, era vergine, dovette cedere all’improvviso l’avanzare del mio cazzo dentro allo sfintere e lacerandosi con getti di sangue iniziarono a colare giù per le sue cosce; il dolore, dovuto allo sfondamento violento del mio cazzo provoca in lui un poderoso urlo; si sentii spezzato in due dal mio enorme cazzo che lo riempiva, affondavo sempre più profondamente nel suo culo straziato dal dolore, mi resi conto che lo avevo penetrato completamente fino alla radice del suo culo! Sentivo i miei peli che si mescolavano ai suoi e le mie palle sbattere furiosamente contro le sue chiappe. Cominciai a muovermi ritmicamente dentro di lui, sbattendolo sonoramente avanti e indietro per circa venti minuti alla grande, ed iniziando a muovermi avanti e dietro! Muovendomi contemporaneamente con lui e travolto dalla foga davo colpi frenetici, non capivo più nulla. Il tempo scorreva veloce, ero instancabile e continuavo a scoparmelo con vigore facendogli molto male al culo, ma gradatamente si riduceva con trasformazioni di godimento crescente, sempre più crescente; ad un tratto raggiunse l’orgasmo emettendo dei gemiti da vero finocchio. Ad un certo punto anch’io stavo per venire, le contrazioni e gli spasmi del piacere mi facevano sempre più frequenti finché schizzai di sperma sul buco del suo culo, a quel punto lui non poteva resistere dal fare lo stesso, era in estasi e vederlo venire in quel modo, e poi guardarlo accarezzandogli il suo cazzo che gli provoca un piacere incredibile tanto che riversa copiosamente sul terreno il suo sperma.
Respiravo rumorosamente a fatica mentre ancora tenevo il cazzo conficcato nel suo culo fino all’elsa, per poi spruzzare e inondargli le budella con un carico di sperma. Crollai su di lui e lì rimasi fermo per un paio di secondi per riprendere il respiro. Poi improvvisamente, con un brusco movimento, lo tirai
fuori. E non poteva fare a meno di strillare per il dolore. Proprio nel momento in cui avevo le mani zuppe della sua sborra calda, intravidi i miei schizzi di sperma colare lungo le sue gambe. Prontamente il motociclista prese il mio cazzo ancora semi_duro da infilarlo tutto in bocca da vera zoccola per una pulizia finale che, inghiottendolo totalmente, avidamente la stanga, lo nettava deglutendo ogni residua traccia di liquido seminale. “cazzo… sei stato fantastico, eccezionale, non sapevo che prenderlo nel culo si poteva godere in questo modo insolito, sai penso oramai di non poter più fare a meno del cazzo, al diavolo le donne, da domani si cambia, mi faccio sbattere dai veri maschi come te… cazzone!!!”, sospira estatico il motociclista. Mi sistemai i vestiti e lui fece lo stesso, senza nemmeno dire altro ritornammo sulla moto e lui riprese la strada verso il paese e lasciandomi nella piazza principale, mentre con la moto riprende il viaggio senza nemmeno lasciarci un modo per poterci rivedere. La fottuta mi ha molto scombussolato tanto da non accorgermi che era sera, eppure tardi. Cazzo era le dieci, minchia, ho passato con il mio bel culo mastodontico sei ore fantastiche da non accorgermi che era tardi e buio. Ero frastornato e appena mi ripresi mi avvio verso casa tanto nessuno mi aspetta, ma non faccio pochi metri, anzi svoltai l’angolo che divideva la piazza principale alla via che mi porta verso casa, e senza aspettarmelo mi trovo davanti i due camerieri del bar che mi guardano con aria divertita, io cerco di evitarli per non fare casino, ma vengo stoppato da loro. “Ehi, Carlo perché non ci fai assaggiare il tuo bel cono gelato, abbiamo la gola riarsa dal caldo!!!” Quella proposta mi blocca, i due non erano niente male a fisico, non erano come il motociclista, ma non lasciai cadere invano la loro richiesta di assetarli. Mi cuneo in mezzo a loro e afferro contemporaneamente quei culetti a due mani che palpo avidamente le loro chiappette dicendo: “Non vi preoccupate ragazzi, ho tanta sborra da saziarvi entrambi i culetti per tutta la notte!!!” Divertiti dal mio modo manesco da trascinarli nella mia tana per fotterli.