ricchione

Ciao, ho 38 anni, non mi posso lamentarmi del mio fisico, in quanto mi piaccio e basta, ho due figli di 15/18 anni e una moglie di 36 anni ancora piacente.
Le nostre vacanze le passiamo a Riccione, io e la mia famiglia sono cinque anni che alloggiamo alla stessa pensione che ha gli ombrelloni sulla spiaggia a
due passi dal mare, anche se io, vengo al fine settimana. Purtroppo lavoro a Bologna e finire certi progetti per una ditta appaltatrice. La famiglia invece
rimane a mare per tutto il mese d’Agosto. Non mi posso lamentarmi della mia famiglia, ma uno in particolare Flavio un ragazzo di 20 anni del posto, lui ha
fatto amicizia con mio primo figlio Iacopo, ma la cosa che mi sorprende che non mi aspettavo una mia reazione passiva verso un maschio.
Tutto comincio una bella notte d’Agosto, il giorno preciso era il 10, mia moglie dopo cena con delle amiche del posto vanno ad una festa, i miei figli con
delle amichette, io invece non mi sentivo bene e presi un bicchiere di amaro e vado a berlo in spiaggia. La notte era bellissima. Luna piena e stelle splendenti. La prima cosa che feci mi sdraiai sul lettino e sorseggiai l’amaro, mi rilassai così bene che mi addormentai, ma uno strillo mi desto e appena apro gli occhi vedo una ragazza con il reggiseno in mano che per poco mi investiva, correva e poi sparire nel buio. Io non ho capito un cazzo, ma vedo Flavio con il solo costume rosso che cammina verso di me sistemando il davanti del costume, non mi vede, lo chiamo, lui si volta e sorride. “Ciao, tu sei il padre di Iacopo vero?”, disse Flavio sorridendo, anche se confuso e teso all’idea che la puttanella gli era scappata. Diedi un’occhiata al suo pacco gonfio che teneva a malapena in quel costume e sorrise anche lui. Osservò con attenzione il ragazzo, che prima imbarazzato, e poi stava diventando serio. “Chissà quante fighette ti girano attorno!?”, esclamai a sorpresa. Flavio si tranquillizza tirando un respiro di sollievo, e poi massaggia di nuovo il pacco per due volte. “In effetti… tutte vogliono beh, vogliono il mio cazzo grosso e duro!” La sua spavalderia non lo aveva di certo abbandonato, forse anche per mostrarsi a me di essere un superdotato, questo particolare lo eccita ancor di più, il cui il pacco aveva iniziato a lievitare in modo spaventoso. Ero seduto sul lettino e continuavo a guardare quel grosso pacco che si espandeva forzando la stoffa del costume, e il mio cazzo contemporaneamente diventa più duro dell’acciaio, lui se ne accorse poiché l’erezione si vedeva benissimo dai pantaloncini corti che indossavo. “Immagino proprio che tutte le ragazze vogliano il tuo bel cazzo!?”, dissi provocandolo e poi proseguo: “A vedere dal pacco sembri anche ben messo, no?” “venticinque e passa centimetri, bello grosso, diritto e sempre in tiro per spaccare le fiche!!”, finì lo spaccone e scherzando si avvicina ancheggiare verso di me, sempre per scherzo, mi mise a due centimetri dal naso il suo pacco di cazzo chiuso dentro in quel tessuto leggero da bagno. Aggiunse anche: “Cos’è, perché guardi le forme del cazzo… ti piace per caso il mio pacco attrezzato frocione?” Non so, se lo fece solo per scherzare oppure era una provocazione, in quando aveva capito il mio interesse verso il suo cazzo.
Ma, non so se la cosa scaturì da quei discorsi un pò piccanti e maliziosi, oppure in quel momento non resistevo più dalla curiosità di vederglielo, anzi non
so cosa mi aveva preso in quel momento, un fuoco mi divampa giù dal ventre che poi saliva fino alla testa, non ragionai più, in un lampo senza riflettere
come un flash gli tiro giù il suo costume rosso con le dita e con la mano gli afferrai il suo cazzone semi_eretto e lo misi tutto in bocca. Pian piano il suo
grosso cazzone si allungava nella trachea diventando durissimo; ed era così lungo che per un gran pezzo mi usciva dalla bocca. Era ancora umido e puzzava
ancora di fica, allora la puttanella se la fatta sbattere e poi la lasciato fesso. Io chiusi gli occhi continuando a succhiare avidamente quel grosso cazzo,
senza importarmi che lui lo riferiva a mio figlio, oppure mi aspettavo un pugno per staccarmi dal suo cazzo. Ma Flavio mi mise delicatamente una mano dietro
la nuca e dolcemente mi faceva andare su e giù per la sua asta. Gliela stavo lubrificando veramente molto bene. Subito alzai gli occhi e lo fissai, lui mi
stava sorridendo, ma continuava a spingermi avanti e indietro la testa dal suo cazzo. Poi comincia a gemere con urletti di godimento. Io, in quei frangenti
mi sentivo troia, il mio cazzo mi faceva male, la mandibola pure, ma ero del tutto eccitato. Stavo tenendo in bocca il cazzo di un ragazzo!!! No, di
Flavio!!! Un amico di mio figlio!!! Sentivo perfettamente dentro di me tutte le più piccole forme e venature del suo cazzo; la mia lingua era velocissima e
passava a massaggiare prima un punto poi un altro della sua cappella. L’eccitazione era al massimo e io ricominciavo a sudare freddo. Non pensavo di avere
così successo come succhiatore di cazzi. “Dai frocio suca, Suca! Ahh! Sucamelo tutto così, Bravo! Dai! Ahh! Così! Sù e Giù!” Urlava dal godimento. Avevo
venticinque centimetri di carne dura in bocca che si muoveva avanti e indietro. Vedevo dal suo volto che stava per venire, ma lui mi ferma, ma io non volevo.
Desideravo sentire a ogni costo il sapore del suo sperma per la prima volta. Non so come aveva fatto, ma mi ritrovai prono sul lettino con i pantaloncini e
mutande tirati giù fino alle caviglie, ero molto teso e il mio povero cuore era in tachicardia, stavo rischiando di avere un infarto. Il suo cazzo
grossissimo e altrettanto duro, già pronto per sfondare, ma per fortuna ancora umido della mia saliva.
Lo sento appoggiare la punta del suo cazzo sul mio buchetto, mentre la parete dello sfintere accolse la cappella che inizialmente entra e poi tutta la
lunghezza del cazzo che strusciava violentemente contro il canale del budello fino all’intestino. Le pareti del buco del culo venivano stimolati dalle crespe
dell’ano e quelli della prostata. Sentire dentro di mè una cosa così grande, cilindrica e fatta di carne, dura e che si muove dentro le budella, lasciandomi
senza respiro. Come facile fare felice un cazzo! Vero? Basta allargare le chiappe, come fanno le donne quando allargano le gambe per farsi fottere. Il
cazzone non fece molta fatica, entra con una certa facilità nello sfintere aiutato dal mio rilassamento fisico. Il mio volto fece una piccola smorfia di
dolore accompagnato da piccoli urletti di enorme piacere. Il buco lo sentivo aprirsi e chiudersi facendo spazio nel budello e far sentire le orecchie della
cappella dura che strusciava nelle pareti dello sfintere, il godimento nel sentirlo ampiamente era tale da sculettare vivamente dando al cazzo la possibilità
di sentirmelo in fondo allo stomaco, più il cazzo andava giù, io ansimavo e godevo come una vacca. Siii… mi sentivo vacca da soddisfare quel bel mandrillone che mi sfondava da porco zio. Una sensazione di tepore così non l’avevo mai provato; la sensazione più bella della mia vita. Un piacere indescrivibile; altro che la gnocca di mia moglie e quella puttana della mia segretaria che me la sbatto in ufficio, anzi quando ritorno mi faccio sbattere da Ignazio, il bel ficone dell’ufficio che mi rompe sempre per un aumento. Dopo alcuni minuti di intensa e, per me, nuova esperienza omosessuale sentii il suo liquido caldo invadermi tutto le budella e stomaco. Oddio che meraviglia sentire i schizzi di sperma invadere tutto il retto anale, oooohhh!!! Siiiiiii!! Che bello, ero pieno di sborra da far indigestione. Il mio bel montone non si era ancora fermato e continuava a spingere come un assatanato da farmi sentire la punta del suo cazzo in gola. Ooooohh, Dio come godo!! Godo cosi tanto da strizzarmi i miei capezzoli da farli diventare rossi e turgidi come quelli di una cagna in calore, il sudore colava ai lati della fronte e rigagnoli di saliva usciva dalla mia bocca semichiusa, ricevo ritmicamente nel culo il grosso bastone nodoso da non averne mai abbastanza. Ma poi smise e si ferma per una ventina di secondi dentro di me che sembrarono un’eternità. Sentivo solo il suo respiro affannato in un silenzio surreale. Il suo cazzo pulsava ancora perchè era venuto e questo provocava piacere a lui e a me. Dopo il cazzo semi_molle uscii dalle mie viscere per rifugiarsi dentro al costume rosso, sconvolto per l’accaduto e ancora in posizione prona mi alzai e avendo ancora il buco del culo dilatato e incandescente e pieno di sborra.
Toccai un pò di sperma prendendola sul dito e la misi in bocca per assaporare, fregandone da dove fosse appena uscita. Ero sudato, sporco di sborra e tremavo
dall’eccitazione, ma fortunatamente ci pensava la maglietta che avevo ancora addosso per raccogliere il sudore. Il mio cazzo era ancora durissimo e pulsava;
lo presi in mano e cominciai a smanettarmi ripensando a quello che era successo due minuti prima. Subito sborrai sulla sabbia, mentre Flavio era lì davanti a
me in piedi a guardarmi, aveva un’espressione solenne e corrugata, come fosse arrabbiato. Il suo volto riprese la sua forma normale, io lo guardavo come un
allocco che aspettava un suo scoccare di dita pur di soddisfarlo ancora. Ma purtroppo come tutte le cose belle finisce e lui ritorna come prima, Jacopo lo
sciupa_femmina. Non mi diede il tempo di riprendermi mentalmente che mi fece giurare di non dirlo a nessuno e mi giura che avrebbe fatto lo stesso, perché a
lui gli piace solo le donne, non i froci come me. Ancora oggi mi sento passivo verso i maschi e attivo verso le donne, anche se cerco di evitarle, ma
purtroppo penso sempre a Jacopo, e non so se lui pensa ancora a me, non importa, l’importante é godere con altri cazzi, e poi la cosa lo risolto con Ignazio, ha voluto l’aumento e anche un extra. Non mi posso lamentarmi del suo cazzo, non é quello di Flavio, ma fotte niente male, anzi ho liquidato la segretaria
con la scusa che mia moglie sapeva, la troietta ha preso una bella liquidazione e andata da un mio rivale che se la scopa. Al suo posto c’é Arturo, su dieci
canditati lo scelsi per le sue credenziali e anche l’avvalso di Ignazio. Nel colloquio mi colpi molto il suo pacco grosso che pressava nei jeans, soddisfatto
di lui gli pregai di farmi vedere le sue referenze e attitudine lavorativa, lui con molta disinvoltura slaccia i jeans e cala una mazza dura di carne che lo
sbatte sulla scrivania, sbalordito di quella reazione, e poi vedere un salamone così grosso di 30 centimetri circa a poco centimetri da me.
Rimasi muto, non parlavo, ho la gola riarsa, la voglia di prenderglielo in bocca era tanta, ma dovetti impormi e far capire chi comanda. Ma Arturo mi fece un
sorriso malizioso, mi fece capire con uno strano discorso; che sapeva della mia omosessualità, in quanto anche lui é frocio non sposato come il suo cugino di
Ignazio che era stufo di fottere il mio culo, io risi, ma presi Arturo e lasciai Ignazio che ci guadagnai molto.
By MImi