ricordi. Parte 10

Tornato nel mio letto mi sento più galvanizzato che mai. E non solo perché sono riuscito a fare finalmente un bocchino a mio fratello (e la cosa mi è piaciuta un sacco!!!!) ma anche per le rivelazioni che mi ha fatto sui rapporti tra lui e gli altri ragazzi del cortile e quelli tra questi ultimi tra di loro.
In particolare mi ha stupito e non poco sapere di U. e di suo fratello (sono quelli che normalmente usano la parola inculare in termini più che dispregiativi!!!): alla faccia dell’ipocrisia!!
Ma in fondo meglio così, mi sento meno in colpa e comincio a pensare alla proposta di mio fratello con una curiosità sempre più forte.
Ma quello che voglio chiarire prima possibile è quello che C. non mi ha ancora detto riguardo suo fratello.
E dopo aver fatto colazione la prima cosa che faccio è salire su a casa sua per chiederglielo.
Ormai non ho segreti con lui per quanto riguarda i rapporti che ho con mio fratello per cui, dopo avergli raccontato l’esperienza più che soddisfacente del primo bocchino, gli descrivo tutto quello che mi ha fatto con il dito mentre glielo succhiavo e infine tutte le rivelazioni, compresa quella con suo fratello.
Mi risponde che lo sapeva che tra di loro facevano certe cose (una volta era riuscito anche a spiarli dal buco della serratura!) e mi chiede scusa se non mi ha detto del fatto che suo fratello glielo metteva dietro.
– Mi vergognavo, avevo paura che mi giudicassi male, anche se vederlo fare dai nostri fratelli maggiori un po’ mi rassicurava. E poi a me non è che piaccia così tanto. Sarà che mio fratello ce l’ha davvero grosso. Ma anche il tuo non scherza!!!!
– È vero, ma io ho voglia di provare e…vorrei che tu mi aiutassi perché mi sa che in questi giorni,in cui non c’è l’altro nostro fratello, l’occasione per provare L. la troverà senz’altro (e anch’io lo spero!).
– Vuoi che te lo metta io allora?
– Si se a te va bene.
– Certo che si, te l’ho detto che preferisco metterlo che prenderlo!!
– Ok!! Quando proviamo?
– Oggi pomeriggio dopo che mia madre è uscita, tanto G. è fuori città con nostro padre.
– Ci vediamo verso le quattro allora.
Tornato in casa vado in camera. Anche L. starà fuori tutto il giorno: ho tutto il tempo per prepararmi a questa nuova esperienza. Mi tornano in mente le parole di Linda sull’argomento: basta farlo piano e lubrificarlo bene! Devo trovare un tubetto di crema! Vado in bagno e comincio a rovistare nei cassetti dell’armadietto e finalmente ne trovo un tubetto. Poi, dopo aver chiuso a chiave la porta, scesi i calzoni e le mutande, ne prendo un po’ sulla punta del dito e comincio a spalmarla sul bordo buchetto.
La sensazione è piacevole ed è quella che ho sempre provato ogni volta che insaponandomi jlasciavo che il dito scivolasse dentro. Ora lo sto facendo volutamente e sempre più a fondo. Entra tutto e mi piace.
Lo faccio uscire del tutto poi lo rinfilo dentro fino in fondo più volte. Da gusto. Mi piace. Non fa male e mi eccita. Metto un po’ di crema anche su un altro dito e tenendoli uniti li faccio scivolare dentro pian piano.
Vanno su senza problemi, solo un po’ di tensione al buchetto. Ma è comunque piacevole.
Dai! Mi sto inculando con due dita e non mi fa male, anzi !! Provo con tre ma è scomodo e non riesco. Allora torno in camera e comincio a cercare qualcosa da usare al posto delle dita. Qualcosa di liscio e cilindrico e abbastanza grosso, insomma un po’ più delle mie dita. Ma non trovo niente.
Decido di scendere in garage e incontro Linda che era scesa nei fondi. Mi chiede se va tutto bene e se ce l’ho con lei.
In effetti nell’ultimo periodo l’ho trascurata un po’, tutto preso dalle novità nei rapporti con mio fratello.
Le rispondo che va tutto bene, anzi benissimo e chiedendole scusa per il mio comportamento le assicuro che appena possibile le racconterò un sacco di novità.
– Ti ricordi poi che ti avevo promesso di farti provare quella cosa che faccio col mio fidanzato, vero?
– Certo che mi ricordo e non sai quanto ci penso!!! Ma ora devo sperimentare una cosa, scusami, ti dirò tutto con calma.
Dopo averla salutata e abbracciata entro in garage e nella cassetta degli attrezzi finalmente trovo quello che cercavo: il manico di legno di una raspa.
È arrotondato in cima si allarga un po’ al centro poi si restringe in fondo: perfetto.
Ritorno in bagno, lo lavo per bene lo cospargo di crema e lo appoggio al buchetto. Scivola dentro per un po’ senza problemi. Posso tenerlo in mano bene dalla parte del metallo. La parte più larga stenta ad entrare o meglio è il mio buchetto che si contrae e non la lascia passare. Mi fermo un attimo poi ricomincio a spingere. Ora sta entrando centimetro dopo centimetro e non mi fa male!! Alla fine lo spingo tutto dentro fino a che la parte più sottile non permette al muscolo del buchetto di rilassarsi e contraendosi impedisce che scivoli fuori. Lo sento che mi riempie. Non è lungo ma più di dieci centimetri sono. Ed è abbastanza largo da farmi sentire pieno. Mi piace!! Accidenti se da gusto!! Ora voglio farlo uscire un po’ per poi rimetterlo tutto dentro. Mentre lo faccio la tensione del buchetto cresce ma contemporaneamente cresce il piacere !! è qualcosa di nuovo, qualcosa che non conoscevo e di cui avevo un po’ timore.
Ma mi sbagliavo. È decisamente piacevole…ed eccitante!!
Penso a quando potrò sentire il cazzo di C. prima e quello di L. poi !!! E mi eccito. Il mio uccello si è drizzato e mentre m’inculo con quel manico dentro e fuori comincio a segarmi lentamente provando un piacere nuovo, diverso. Ma non voglio venire da solo, voglio farlo più tardi con C., e mio malgrado smetto tutto rimandando il piacere al pomeriggio.
Dopo aver lavato bene il manico nascondo l’attrezzo nel mio nascondiglio segreto sotto il letto (sono sicuro che lo riutilizzerò quanto prima!!).
Arriva finalmente il pomeriggio e puntuale alle quattro salgo da C.
La madre è appena uscita e abbiamo l’appartamento tutto per noi per quasi due ore.
– Andiamo in bagno – mi dice – staremo più comodi. Sei sicuro di volerlo provare?
– Assolutamente – e mentre ci spogliamo gli racconto cosa ho fatto da solo.
– Beh, anch’io i primi tempi in cui G. mi aveva fatto capire che voleva farlo ho cercato di abituarmi come te con oggetti di vario tipo. Mio padre però non ha attrezzi in garage e mi sono dovuto accontentare di penne stilografiche e qualche candela.
Mentre parliamo ha preso un barattolo di crema di sua madre e facendomi piegare in avanti ha cominciato a spalmarla sul mio buchetto e ogni tanto c’infila tutto un dito. Fatta da un altro questa cosa mi piace ancora di più. Ora ne sta mettendo due e li fa entrare ed uscire più volte. Si vede che ha esperienza e sono contento di averlo come amico.
– Ora – mi dice – dovrai aiutarlo a fare il suo dovere – indicandomi il suo uccello ancora non completamente eretto.
Lo prendo in mano e comincio a segarlo prima e a succhiarlo poi. In breve è durissimo e togliendomelo dalla bocca mi fa appoggiare con le mani al bordo della vasca. Sento la sua cappella che si insinua tra le mie natiche e arriva ad appoggiarsi al buchetto. Comincia a spingere e con mia grande sorpresa la sento scivolare dentro senza troppa difficoltà. E non sento dolore!! Anzi.
Pur essendo un po’ più grossa del manico ha una prerogativa che il legno non ha: è un po’ elastica e si comprime un po’ quando il muscolo si contrae per la tensione. Ora è tutta dentro. Si ferma e mi chiede come va. Rispondo che non sento dolore e anzi mi piace e lo invito a spingere ancora.
Lo sento entrare lentamente ma progressivamente ancora qualche centimetro ma la sensazione rimane sempre piacevole e non dolorosa.
Si ferma e lo tira fuori quasi tutto poi ricomincia a spingere e non si ferma finche le sue palle non sono a contatto con le mie natiche. Lo sento tutto dentro. È bellissimo. Sono contento e glielo dico.
– Ora mi muovo un po’ avanti e indietro, ma tu fermami se ti farò male.
Lo sento entrare ed uscire quasi del tutto e poi rientrare fino in fondo ma il dolore non c’è mentre aumenta l’eccitazione e il mio cazzo si è drizzato da un po’. Mi sto segando ora mentre lui mi sta inculando lentamente ma senza fermarsi mai. Quando sento il calore del suo sburro dentro di me non mi trattengo e sburro anch’io schizzando sul bordo della vasca.
Rimane dentro di me appoggiato sopra la mia schiena in silenzio fino a quando il suo uccello ormai molle non scivola fuori facendo colare alcune gocce calde e dense sulle mie cosce.
Mi ringrazia e mi chiede ancora se mi ha fatto male. Gli rispondo che è stato bellissimo e che non credevo fosse anche così eccitante.
– Ora non vedo l’ora di provare con L. !!!
– Spero non ti faccia l’impressione che ho avuto io con mio fratello. Ce l’ha troppo grosso!!
– Allora dovrò allenarmi molto!! Mi aiuti??