ricordi. Parte 16

Si è seduto sul letto e mi dice di fare lo stesso accanto a lui. Sono così mortificato che ubbidisco senza fiatare.
F. è più grande di me di almeno 5 anni, è vissuto non molto nella città dove vivo io perché la madre separata è tornata a Parigi con lui e l’altro figlio più grande poliomielitico.
Ora poi fa l’università a Venezia. L’avrò incontrato si e no sei o sette volte in occasione di riunioni familiari per cui non ho nessuna confidenza con lui. L’unico con cui si era frequentato era mio fratello maggiore L.
Mi aspettavo un bel sermone e invece pian piano le sue parole ed il suo modo di fare accattivante hanno reso l’atmosfera molto distesa.
Comincia col chiedermi che cosa c’era di interessante da eccitarmi a tal punto di farmi una sega in mezzo al corridoio.
Pensa fosse arrivato qualcun’altro e non io – mi dice.
Hai ragione – ammetto – sono stato uno stupido ma non mi era mai capitato di vedere una cosa del genere. Con calma ora raccontami tutto nei minimi particolari – mi fa.
Questo fatto che vuol sapere tutto con i particolari mi fa capire che la cosa intriga anche lui e comincio a pensare che la storia stia prendendo una buona piega. Se non altro non mi sto beccando una bella strigliata.
Gli racconto tutto quanto non tralasciando niente di quello che avevo visto fare a stefania. Mentre racconto non posso fare a meno di guardare il suo corpo. È molto alto, magro ma con una bella muscolatura (correva ad ostacoli e giocava a basket). Ma il mio sguardo si posa ripetutamente sulla bozza del suo costume. È notevole e mentre raccontavo sono sicuro che si è ingrossata ancora di più. Si accorge di come guardi spesso in quella direzione, non dice niente ma con la mano si massaggia un po’ aggiustando la posizione del suo cazzo che deve stare abbastanza stretto. Comincio ad avere l’acquolina in bocca!!
Continuo però a raccontare, non vorrei travisare e fare un’altra brutta figura. Gli dico che da noi in città trovare una ragazzina con cui fare qualcosa è praticamente impossibile.
– Si però so per certo che hai trovato un modo per consolarti – mi dice con un sorriso compiacente sulle labbra.
Faccio finta di non capire (anche perché in realtà non immagino cosa possa sapere). E lui continua:
– Quando stavo in Italia nella nostra città, avendo quasi la stessa età, l’unico con cui ho legato e stato tuo fratello L. e con lui ci siamo “divertiti” parecchio. Poi nel tempo siamo rimasti in contatto e ci raccontiamo sempre tutto delle nostre esperienze. E tra i racconti non mancavi certo tu !!! Quindi per prima cosa sta tranquillo, con me non hai nulla da temere, seconda cosa, ora voglio sapere se davvero non hai mai avuto esperienze con una ragazza.
– Beh in realtà qualcosa ho fatto negli ultimi anni. – e comincio a raccontargli tutte le esperienze con Linda non tralasciando proprio niente. Ho capito che si sta eccitando e la cosa non mi dispiace affatto, soprattutto dopo quello che mi ha confessato di mio fratello!!
Durante il racconto ricomincio a guardare il contenuto del suo costume decisamente lievitato e lui non si fa specie di toccarselo più volte massaggiandolo a lungo. Ogni tanto mi fa domande più esplicite e comincia anche a chiedere particolari su cosa facevo con mio fratello. Mentre parlo la sua mano si è posata sulla mia coscia e me la sta accarezzando avvicinando sempre più la punta delle dita al bordo del costume. Nemmeno io sono rimasto indifferente a tutto quanto e l’erezione che a malapena il costume nasconde ne è la prova. Decido di giocare il tutto per tutto e comincio a raccontargli anche del mio amico C. e di suo fratello. Mi guarda con un’espressione più che sorpresa e sorridendo mi dice che non credeva fossi così sveglio. E facendomi i complimenti fa salire la sua mano direttamente sopra il mio pacco, comincia a massaggiare il tutto per poi far scendere l’elastico e far uscire allo scoperto il mio cazzo durissimo.
Comincia a segarmi lentamente mentre con l’altra mano abbassa il suo costume e liberato il suo uccello già duro mi dice se mi va di toccarlo. Non me lo faccio certo ripetere, mi va e come e allungando la mano comincio ad accarezzarglielo. Intanto l’osservo attentamente. È un cazzo non molto grosso ma più lungo di tutti quelli che ho visto finora. Poi ha una cappella di una forma particolare: è abbastanza grande come piace a me ma di forma un po’ triangolare con la punta arrotondata. Mi fa pensare subito ad una cosa: dovrebbe entrare più facilmente !!!! La cosa mi eccita solo a pensarci. Intanto ho cominciato a segarlo anch’io e mi rendo conto che per coprirlo tutto devo mettere una mano sopra l’altra. Penso a cosa si dovrebbe provare ad averlo dentro. È eccitato molto, lo sento ansimare e sulla fessura in cima alla cappella appare una goccia trasparente. Sta per venire e stavolta non voglio perdere nulla. Mi abbasso e prendo la sua cappella in bocca appena in tempo per sentire le gocce calde e dense del suo sburro schizzare sul mio palato. Accidenti se mi piace, era un po’ che non facevo un bocchino e poi con un cazzo nuovo diverso da quelli che ho succhiato finora. Mi sento un pò porcello ma che gusto!!! E quanto è buono anche questo!!
Lui ha lasciato il mio uccello si è sdraiato sul letto e sta godendo il mio bocchino con altrettanto gusto di quanto ne provo io nel farglielo. Quando ho leccato anche l’ultima goccia (e per farla uscire ho dovuto stringere dalla base alla cappella più volte quel palo lunghissimo!!) mi guarda sorridendo e con mia grande soddisfazione mi dice: – aveva ragione tuo fratello, ci sai proprio fare. Si vede proprio che ti piace.
Hai ragione – gli rispondo – mi piace davvero e non so se hai sentito più piacere tu o io nel fartelo. Comunque complimenti anche te – gli dico prendendo di nuovo in mano il suo cazzo un po’ moscio ma sempre notevole – hai proprio un bel attrezzo e mi piacerebbe poterlo provare anche in un altro modo. Capisce subito, credo, a cosa penso e mi risponde: se ti va ho già un mezza idea per domani in spiaggia. Ti dirò.
Rumori nel corridoio però ci fanno capire che la siesta è finita e allora mi fa capire che è meglio che esca accertandomi che nessuno mi veda uscire dalla sua camera e di entrare nel bagno cosìcchè se qualcuno mi vedesse uscire da lì non troverebbe niente di strano.
Esco faccio come ha detto e poi scendo in cortile dove stefania mi viene incontro e midice che è tanto che mi sta cercando. Le rispondo che ho avuto un disturbo intestinale ma ora è tutto a posto e aggiungo che sono contento che mi abbia cercato. E così dicendo le do un bacio in bocca spingendole la lingua dentro come non avevo ancora fatto finora. In più le accarezzo un seno senza che lei dica niente o mi respinga. Visto che anche lei ha gli ormoni in subbuglio ho deciso di osare un po’ più con lei e a giudicare da come mi sta guardando e mi sorride credo di non aver sbagliato….continua