ricordi. Parte 17

La vacanza al mare non poteva cominciare meglio. Da una parte l’incontro particolare e imprevisto con mio cugino F. con l’evoluzione piacevole già avvenuta ed il resto che spero si concretizzi domattina, dall’altra aver conosciuto stefania ragazzina decisamente disinibita e tutta da scoprire.
La mattina dopo, dunque, F. durante il bagno a mare mi dice che ha pensato che il momento migliore per provare a stare un po’ insieme è verso l’ora di pranzo quando i vecchi tornano in pensione per lavarsi prima del pranzo. A quell’ora lui entrerà nella cabina spogliatoio comune ed io appena sarà possibile lo raggiungerò.
Mentre aspetto che arrivi il momento giusto torno a nuotare con stefania e allontanandoci un po’ dalla riva e dalla confusione approfittiamo per farci qualche carezza “proibita” e darci dei baci sott’acqua. Sono riuscito ad accarezzare i suoi capezzoli sotto il costume mentre lei sorridendo mi accarezzava il pacco da sopra. Ci sarà tempo per farlo per bene!!!! Intanto sono già felice di come evolvano le cose.
Arrivata l’ora concertata con mio cugino, mi avvicino al posto dove si trova la cabina e mi metto in attesa. Anche lui è nei paraggi ma lontano da me. Appena vede uscire una signora si affretta ad entrare e a richiudersi la porta dietro. Io comincio a camminare con indifferenza guardandomi intorno per escludere che qualcuno che mi conosce mi veda. Arrivato davanti alla porta busso e la porta si apre. Appena entrato lui mi dice che dovremo fare in fretta. Gli rispondo che va bene ma che sono ansioso anch’io di farlo perché ne ho una gran voglia. Così dicendo mi tiro giù il costume e comincio a toccargli il cazzo da sopra il suo. Anche lui però se lo sfila subito, si mette seduto sulla panca e mi fa mettere in piedi davanti a lui. Mi prende in bocca il cazzo e tenendomi per le natiche comincia a succhiarmelo. Sorrido dentro di me pensando che allora questa manovra è una specie di rituale. Le sue dita infatti s’infilano nello spacco tra le natiche e cercano il mio buchetto. Con una crema idratante doposole me lo sta lubrificando ben bene e io già pregusto il seguito. Si alza mi fa appoggiare piegato in avanti sulla panca e vorrebbe già mettermelo dentro. Io però gli dico che almeno un po’ vorrei succhiarglielo. Me lo lascia fare e mi godo alcuni minuti quella cappella così particolare in bocca mentre con le mani gli accarezzo e palpeggio le sue magnifiche palle.
Ora però dobbiamo farlo se lo vuoi – mi dice – se arriva qualcuno dobbiamo smettere.
Mi giro e allargo da solo le natiche sporgendo il mio culo verso di lui: si dai lo voglio mettimelo dentro tutto.
La sua cappella mantiene le promesse, scivola dentro quasi completamente senza problemi. Solo un attimo di tensione quando entra il cornicione. Poi il resto va su piano piano e sembra non finisca mai. Che gusto, è bellissimo, mi sembra che arrivi in mezzo alla pancia. Lo toglie e lo rinfila abbastanza rapidamente più volte facendomi sentire un piacere mai provato!! Un cazzo grosso ti regala certe sensazioni, un cazzo così lungo altre, in ogni caso tutte piacevolissime.
Ora sta sburrando e sento il calore molto in alto, è bellissimo. Vorrei venire anch’io ma alla porta qualcuno sta bussando. A malincuore dobbiamo smettere e rivestirci in fretta e uscire uno dopo l’altro con la maggiore indifferenza possibile. Per fortuna quelli che aspettavano erano due bambini.
Superato il momento dell’imbarazzo all’uscita rimane da un lato l’eccitazione per quello che abbiamo fatto e il gusto della sensazione nuova che quel cazzo così lungo mi ha provocato rispetto agli altri. Dall’altro il rimpianto per non aver goduto anch’io e non aver potuto assaporare con calma il tutto.
F. mentre ci incamminiamo verso la pensione mi ringrazia per prima cosa, mi domanda se mi ha fatto male ed infine se mi è piaciuto. Gli rispondo che male non ne ho sentito affatto anzi ho provato un gusto nuovo e molto piacevole e sono io che ringrazio lui che in soli due giorni mi ha fatto stare così bene.
Alla domanda poi quanto tempo rimarrà risponde che purtroppo l’indomani dovrà essere di nuovo a Venezia. Ci rammarichiamo entrambi della sfortuna di non poter riprovare questa esperienza ma ci diamo un teorico appuntamento nel futuro con la promessa di riprendere il discorso da dove l’abbiamo dovuto interrompere.
A questo punto, mi dico, non rimane che dedicarci a stefania e cercare di dimenticare insieme a lei.
E le cose andranno meglio di quanto sperato………