ricordi. Parte 24

Questo a Lisbona è stato il primo ed unico viaggio in cui ero veramente solo e al di là del lavoro veramente libero.
Il rapporto con mia moglie da un punto di vista sessuale si era dimostrato noioso e banale. Pensavo, prima del matrimonio, che i nostri rapporti sarebbero potuti migliorare vivendo insieme in un appartamento tutto nostro. Invece no, lei rimaneva ancorata ad approcci sempre uguali e ripetitivi senza un minimo di fantasia o trasgressione. E così dopo un anno di matrimonio avevo già ceduto alla corte di una collega cotta di me e cercavo, inutilmente, un po’ di verve in questa relazione extraconiugale. Ma ben presto i rapporti con questa ragazza non mi stuzzicavano più come all’inizio; ne provai quindi un’altra che almeno dal primo approccio mi era sembrata più “pepata”. Fu lei infatti che mi baciò in bocca per prima, inaspettatamente una sera uscendo dal lavoro e il giorno dopo, nel laboratorio del nostro reparto, mi fece un bocchino facendosi sburrare tutto in bocca. Alla fine ingoiandolo mi dice – bene, è la prima volta che lo faccio e mi è piaciuto!!! In realtà con lei ho sperimentato varie cose sessualmente parlando (l’ha voluto nel culetto molto presto e mi si offriva per ditalini e bocchini nei posti e nei momenti più disparati creando un’atmosfera di trasgressione niente male). Ero abbastanza preso da lei ma ho dovuto troncare tutto perché mia moglie si era accorta di tutto e minacciava ritorsioni pesanti.
Così mi trovo qui, in questo cinema a luci rosse, in un paese straniero, scoglionato della mia vita sessuale. Non avevo in mente niente di particolare, era una serata un po’ trasgressiva, da solo, senza pensieri.
Mentre le immagini scorrono sullo schermo mi rendo conto che la mia attenzione è più concentrata sui corpi maschili che in quelli delle splendide attrici protagoniste. È pur vero che si tratta di ragazzi molto ben messi, con muscoli ben tonici e al posto giusto ma soprattutto dotati di attributi sessuali tutt’altro che comuni. Non ne avevo visti tanti nelle mie esperienze passate ma quelli erano proprio eccezionali. Bei cazzi di dimensioni più che discrete, con cappelle gonfie e lucide e bei testicoli racchiusi in sacchetti tutt’altro che piccoli.
Mi sta eccitando mentre li guardo e inevitabilmente ricordo le sensazioni che provavo quando potevo io stringerli in mano o prenderli in bocca o nel culo come invece sta facendo la protagonista. La mia mano è sopra la mia patta e sta massaggiando il mio cazzo già duro e compresso dentro gli slip, quando qualcuno si siede sulla poltrona accanto a me. Mi vergogno un po’ pensando che può avermi visto ma faccio finta di niente e continuo a guardare verso lo schermo. Con la coda dell’occhio però comincio a guardare com’è l’uomo che si è seduto vicino a me e mi rendo conto che avrà su per giù la mia età, è rosso di capelli e porta gli occhiali. Non è male per niente. Poi abbassando un po’ lo sguardo vedo che si è aperto la lampo dei calzoni e ha messo la mano all’interno massaggiando un po’. Comincio ad avere una sensazione di calore al collo e il cuore che comincia a correre. Senza farmi vedere continuo a guardare e mi accorgo che l’ha tirato fuori del tutto aprendosi i calzoni. Non porta le mutande e il suo pacco è tutto in bella vista, palle comprese. Sono queste ad attirare la mia attenzione, oltre il colore rosso dei peli alla base del suo cazzo già eretto. Sono due uova belle grandi, un po’ separate dentro lo scroto, che si alzano e si abbassano ogni tanto mentre lui si accarezza e si comincia a segare lentamente. Ora mi sono girato del tutto e guardo quel ben di dio senza pudore ormai preso nuovamente, dopo tanti anni, dall’attrazione che quello strumento di piacere esercita su di me. Non mi trattengo e allungando la mano scanso la sua e comincio a palparglielo pian piano. Accarezzo la cappella e scendo giù ai testicoli prendendoli nel palmo della mano, ne apprezzo la consistenza così duri ma allo stesso tempo così elastici, gommosi. Bellissimi.
Ho voglia di farlo e lo faccio. Mi abbasso e comincio ad annusarlo, eccitandomi ancor di più per quell’odore che ho sempre adorato e che tanto mi eccita. Poi lecco la cappella, seguo con la punta della lingua il cornicione, scendo lungo l’asta fino alle palle, ne risucchio una alla volta in bocca per leccarle e succhiarle a lungo. Poi torno su, lo riprendo tutto in bocca e comincio a muovere la testa su e giù finchè non sento il calore ed il sapore delle prime gocce che schizzano sul mio palato e colano sulla lingua. Devo ingoiarne un po’ ogni tanto, non sembra finire mai, la mia bocca si riempie continuamente e godo di un piacere che credevo dimenticato ma che invece scoppia dentro di me come tanto tempo fa.
Sto gustando ancora le ultime gocce quando purtroppo le luci della sala si accendono, lui si alza ricomponendosi al volo e si allontana lasciandomi lì chino sul sedile e la bocca ancora semipiena del suo sburro. Mi rialzo piano guardandomi intorno per capire se gli altri mi stiano osservando, ma mi rendo conto che nessuno si sta curando di me. Sono di nuovo seduto e sto rivivendo con piacere quello che è appena successo. Ho di nuovo fatto un bocchino e ho bevuto tutto lo sburro, ma stavolta l’ho fatto ad un perfetto sconosciuto. L’ultima volta era stata con mio cugino F. al mare, quando mi aveva sorpreso spiare stefania dal buco della serratura del bagno. Sono passati quasi venti anni e poi era mio cugino!!!!
Mi sento un po’ porcello ma mi dico che mi è piaciuto e molto e in fondo oggi come oggi non saprei con chi farlo. Quando eravamo adolescenti certe cose erano se non normali comunque molto frequenti e come avevo capito allora, praticate anche da quasi tutti i miei coetanei.
Nella mia realtà attuale non me la sento di correre il rischio di essere giudicato diverso, strano, particolare. Per cui decido di non condannarmi, farlo ripeto mi è piaciuto e come e credo, anzi sono sicuro, che se ne avrò l’occasione lo rifarò senz’altro.
E l’occasione sono andato a cercarla ancora in quei giorni……….continua