ricordi. Parte 25

Uscito dal cinema, mentre mangiavo al ristorante e poi a letto in albergo, ripenso a quello che ho fatto e mi ripeto che non devo sentirmi pentito o vergognarmi. Mi è piaciuto, e parecchio, come mi piaceva farlo da ragazzino e come allora non devo trovarci nulla di strano anche se questa volta l’ho fatto con un perfetto sconosciuto. So già che al mio ritorno a casa, nella mia città, incastrato nella routine quotidiana della famiglia, del lavoro, delle amicizie, non avrò la minima possibilità di poter trovare il tempo e il modo di farlo di nuovo. Per cui devo sfruttare fino in fondo questi giorni di libertà assoluta visto che l’eccitazione che ho provato è stata tanta e il ricordo dell’odore e del sapore di quel cazzo mi da tutt’ora sensazioni così forti e piacevoli che non mi va di non riprovarle ancora. Per non parlare poi del gusto incredibile che lo sburro in bocca mi ha di nuovo provocato.
Decido anche di non cedere alla tentazione di segarmi per lasciare intatto tutto il desiderio che ho per la sera successiva. Si sa che se uno gode poi la voglia, l’eccitazione diminuiscono, mentre io voglio arrivare al possibile incontro con tutta la voglia addosso.
E finalmente arriva la sera del giorno dopo e con una sorta di ansia in corpo entro nella sala buia del cinema. Mi siedo anche stavolta sui sedili in fondo per potermi guardare intorno con calma.
Cerco naturalmente una capigliatura rossa con in mente una proposta di andare insieme nella mia camera d’albergo. Ma il mio “amico” non c’è e non arriva nemmeno nella mezz’ora successiva. Persa la speranza mi alzo e vado alla toilette. Ho visto un certo va e vieni da quella porta e incuriosito entro dentro.
Ci sono due persone: uno è davanti a quei water da muro, l’altro sull’ingresso di una cabina e lì per lì non capisco cosa faccia. Mi metto anch’io davanti ad un water verticale e tirato fuori l’uccello comincio a pisciare. L’altro a due water da me e che ora vedo bene essere di carnato più scuro, non nero, ma con caratteristiche mulatte, si sposta dalla sua posizione e si mette di fianco a me. Istintivamente guardo il suo cazzo e rimango piacevolmente sorpreso sia dalle dimensioni non esagerate ma notevoli e dal colore abbastanza scuro con una splendida cappella rosea in cima. È mezzo eretto ma già così è da sballo. Ho sempre avuto un debole per il cazzo un po’ più scuro (quello di mio fratello era così e io l’adoravo).
Lui se lo sta segando lentamente e nel frattempo guarda il mio e mi sorride. Si gira un po’ verso di me come ad offrirmelo e io non mi faccio pregare, glielo prendo in mano impugnandolo così da davanti come si fa con un manico. È caldissimo e sta pulsando gonfiandosi lentamente. Spingo su e giù la pelle sulla cappella e ora è rigido, duro e rivolto verso di me con quella cappella lucida e rossa. Lui mi prende la mano e mi fa spostare verso una cabina. Passando capisco cosa fa quell’altro in piedi sull’ingresso: c’è un ragazzo seduto sul water che gli sta facendo un bocchino!!
Il mio nuovo partner mi fa entrare e chiusa la porta dietro di se mi offre di nuovo il suo cazzo da segare. Mentre lo faccio comincia a toccare le mie natiche ad infilare la mano a taglio nello spacco tra di loro e a gesti mi fa capire che vuole mettermelo dentro. Lì per lì rimango un po’ stupito dalla sua richiesta, onestamente non me l’aspettavo, pensavo che volesse solo un bocchino. Poi valuto la situazione rapidamente dentro di me: sembra pulito, ha un buon odore e il suo cazzo profuma di sesso da farmi venire solo ad annusarlo. Provo a fargli capire che prima ho voglia di prenderlo un po’ in bocca. Lui mi fa capire che va bene e seduto anch’io sul water comincio a fargli un bocchino. È davvero eccitante succhiare questo bastone scuro infuocato e saporito e l’idea di poterlo prendere nel culo comincia a farmi riprovare la voglia che tanti anni fa mi ha procurato un sacco di piacere. Sono passati davvero troppi anni per pensare di poterci riprovare così, in questa situazione, in questo posto, senza un po’ di tranquillità e soprattutto un po’ di preparazione.
Decido di provare il tutto per tutto e in inglese (che è la lingua che ho capito capisce di più) gli propongo di andare nella stanza del mio albergo. Non sembra convinto della cosa ma insisto e aggiungo che prima potremmo anche cenare nel ristorante dell’Hotel prima di salire in camera per rendere la cosa ancora più naturale con quelli della reception. Alla fine, mentre continuo a succhiare e leccare il suo cazzo, mi dice che va bene. Usciamo dal cinema e con la mia auto a noleggio raggiungiamo l’albergo.
Durante la cena familiarizziamo un po’, mi dice che suo padre è somalo e sua madre spagnola, è ingegnere sta lavorando qui a Lisbona da qualche mese per la ditta di computer di cui è socio. È sposato anche lui ma non ha figli e solo da qualche tempo ha scoperto questo lato della sua sessualità che ancora non riesce ad inquadrare bene. Gli racconto in breve la mia storia (tralasciando il bocchino al “rosso” di ieri sera) e sembra contento di essere il primo con cui sto ricominciando a godere di questo aspetto della mia sessualità.
Finito in fretta di mangiare (siamo tutti e due impazienti di fare sta cosa), saliamo in camera e senza tanti preamboli ci spogliamo e andiamo in bagno a rinfrescarci. Cerco la mia inseparabile crema Glysolid e tornati in camera mi metto supino col sedere sul bordo del letto e tirando su le gambe gli chiedo di spalmarla ben bene sul buchetto. Mentre lo fa gli ricordo che sono tanti anni che non lo prendo dietro e viste anche le dimensioni del suo uccello, dovrà fare con calma. Mentre mi infila prima un dito poi due nel culo lubrificandolo con la crema, io gli accarezzo il cazzo e soprattutto le palle che finora non avevo osservato con attenzione. Sono a dir poco grandi, sembrano due uova, dure, gonfie di sburro ed eccitanti da massaggiare, palpare leccare e risucchiare in bocca.
Ora lui si è messo tra le mie cosce e prendendo il suo cazzo in mano ha avvicinato la cappella al mio ano. La spinge dentro lentamente e dopo un attimo di tensione quasi dolorosa, comincio a spingere io verso di lui il bacino e la faccio entrare tutta fino al cornicione. Il buchetto si contrae più volte provocandomi sensazioni che quasi non ricordavo più: è bellissimo sentire la sua cappella che si gonfia ad ogni spasmo e poi il cilindro caldo e infuocato comincia a scivolare dentro centimetro dopo centimetro fino a quando le sue palle non sono a contatto con le mie natiche. Ora esce poi rientra con movimenti sempre più veloci. Mi sta inculando mi sta riempiendo con il suo cazzo grande e gonfio e sto godendo come tanto tempo fa quando era mio fratello o il mio amico o suo fratello o mio cugino a mettermelo dentro tutto. Sento il suo cazzo gonfiarsi ancora di più e poi il calore del suo sburro che riempie la mia pancia. Ha preso il mio cazzo in mano e segandomi velocemente fa sburrare anche me schizzando tutto sul mio corpo.
È stato bellissimo, glielo dico e gli faccio i complimenti per il suo cazzo. La prossima volta però lo voglio in bocca e voglio bere tutto il tuo sburro. Sorride e mi dice che ne sarà felice ma intanto mi ringrazia per il piacere che ha provato……continua