ricordi. Parte 27

Nei due giorni rimasti del mio soggiorno lì ho voluto rivedere il mio nuovo amico jousef per riprovare ancora l’emozione di farmelo mettere e di fargli un bocchino con ingoio, consapevole che chissà per quanto tempo poi non avrei avuto la possibilità di farlo di nuovo.
In realtà tornato nella mia città, un giorno in cui quella voglia era tornata fuori prepotentemente, sono andato nell’unico cinema a luci rosse, mettendomi un cappello ed occhiali scuri per paura di essere riconosciuto. Mi siedo come sempre sulle poltroncine dell’ultima fila e, indifferente a quello che succede sullo schermo, comincio a guardarmi intorno. Ci sono poche persone,naturalmente tutti uomini, sparpagliati qua e là. Solo alcuni sono vicini a coppia e a giudicare dai movimenti delle loro mani è chiaro che stanno facendo qualcosa. Ce n’è uno in piedi nel corridoio in fondo dietro all’ultima fila dove sono io che cammina avanti e indietro guardandosi intorno anche lui. Sono sicuro che sta cercando compagnia anche lui come me e decido di tentarlo come posso. Apro la patta e tiro fuori il mio uccello ancora non eretto, poi comincio a segarmi pian piano cercando di metterlo ben in evidenza. Anche se è lontano capisco che ha visto i miei movimenti e lentamente si avvicina. Ora lo sento è proprio dietro di me. Come sempre ho il cuore che batte forte e mi eccito al pensiero che mi sta guardando mentre mi masturbo. Faccio in modo che il mio cazzo ormai completamente in erezione si veda per bene (non è da buttar via in fondo, anzi è proprio un bel cazzo e tutti finora lo hanno apprezzato).
Siccome è spostato un po’ di lato rispetto a me con la coda dell’occhio riesco a vedere cosa fa. Ha aperto anche lui la patta e si sta segando guardando fisso il mio uccello. Dopo un po’ si decide e finalmente si siede accanto a me. Io continuo a masturbarmi, eccitato di brutto, come non lo ero in portogallo, forse perché sta capitando nella mia città, cosa che non avrei mai pensato possibile.
Lui allunga la mano e spostando la mia comincia a massaggiare il mio cazzo e anche le palle. Ho una vampata di calore al volto che per il buio per fortuna non si vede. Mi sta segando lentamente e mi da un gusto incredibile. Allungo anch’io la mano e gli prendo l’uccello tra le dita, lo stringo un po’, lo accarezzo e scendo anch’io a massaggiare le sue palle. Poi lui si abbassa e me lo prende in bocca. Lecca e avvolge la cappella con la lingua succhiando piano e mi fa provare emozioni che sembravano dimenticate. Sarà per la situazione che non avrei mai sperato, ma dopo pochi secondi sento che sto per venire. Lo avverto ma mi fa capire che non gl’importa. Allora mi lascio andare e gli sburro in bocca tutto il piacere che mi ha provocato. Non se ne perde nemmeno una goccia e quando si rialza sembra soddisfatto e felice. Non perdo tempo e a mia volta mi abbasso e comincio a fargli un bocchino anch’io. È il terzo cazzo “straniero” che sto succhiando in quest’ultimo periodo e la cosa mi piace e sono molto eccitato nel farlo, nonostante abbia goduto da poco. Non c’è niente da fare, prendere un cazzo in bocca mi ha sempre dato gusto e l’odore e il sapore che ha non smette mai di eccitarmi. E poi lo sburro che ora sta schizzando sul mio palato e bagna la mia lingua completa il piacere facendomi godere di un’emozione che oltre che fisica è anche cerebrale.
Quando il mio nuovo amico se ne va, rimango per un po’ a rivivere l’emozione provata e l’eccitazione che mi prende nel pensare a quello che ho appena fatto mi ripaga dell’apprensione che avevo prima di entrare.
Dopo quell’esperienza sono tornato altre volte in quel cinema e devo dire che ogni volta, con persone diverse, ho provato emozioni ed eccitazione simili alla prima. Non sono mai entrato nei bagni per paura d’incontri alla luce, mentre nella penombra della sala mi sentivo sicuro e facevo e mi facevo fare bocchini con tranquillità.
Poi una volta, dopo poco che ero entrato, mentre ancora mi guardavo intorno, ho visto qualche fila più avanti una persona che conoscevo per lavoro. Sono uscito di corsa e non ho più avuto il coraggio di tornarci.
A questo punto le uniche possibilità erano i viaggi di lavoro e le riunioni che per fortuna periodicamente ma abbastanza spesso avevo in varie città italiane. Ci sono stati anche due soggiorni di una settimana, uno in germania e uno in olanda e naturalmente non mi sono lasciato sfuggire le occasioni che mi capitarono…..continua