ricordi. Parte 29

Ho appena finito di fare una sega a quel ragazzo mentre l’amico lo inculava e ho ancora sulle dita l’odore del suo cazzo e del suo sburro. L’eccitazione è per me immediata e salutati gli estemporanei “partners”, ritorno nella sala con le cabine e i glory hole.
Entra in una e chiudo la porta col chiavistello per far capire che c’è qualcuno dentro in attesa. Non devo aspettare molto per sentire rumori dalla cabina adiacente e un bel cazzo semieretto far capolino dal buco.
È un bell’esemplare e sotto porta un bel sacchetto gonfio e contratto. Comincio ad accarezzarlo mentre con una mano massaggio le sue palle gonfie e dure. Ha un buon odore di sesso e la cappella è rosea e lucida. Si gonfia sempre più nella mia mano e ora il cornicione è ben evidente e marcato. È una parte che adoro leccare e seguire con la punta della lingua a 360°. Poi comincio a fare un bocchino in piena regola facendo scivolare la cappella dentro più possibile, leccandola e accarezzandola con la lingua. Mi sto godendo per la prima volta questo pompino “anonimo” e trovo la soluzione decisamente intrigante. Potrebbe esserci chiunque dall’altra parte, anche qualcuno che magari conosco, ma quello che ho in bocca è un bel cazzo anonimo e gustoso. Mentre succhio con avidità crescente quel palo, mi viene in mente che è ad un’altezza giusta anche per farselo mettere nel culo e l’idea non mi dispiace affatto. Sto immaginandomi mentre faccio questa cosa quando gli schizzi caldi e densi del suo sburro colpiscono il mio palato e mi costringono ad ingoiare più volte vista la loro quantità. È buono e come sempre assaporarlo prima di mandarlo giù mi piace tantissimo e cerco di prolungare più possibile la cosa tenendolo in bocca fino all’ultimo.
Poi il cazzo si ritira dall’altra parte e mi lascia soddisfatto assaporare il suo sapore che ho ancora sulla lingua. Mentre ragiono con me stesso su quanto mi piaccia fare bocchini e bere lo sburro, sento di nuovo rumori dalla cabina accanto e un altro cazzo fa il suo ingresso trionfale dal buco. Questo è già in erezione completa, è scuro come piace a me e ha dimensioni non comuni. I pensieri di poco fa tornano alla mente subito e mentalmente mi preparo a farmelo mettere dentro. Mentre lo lecco e lo succhio per mantenere l’erezione cerco nella giacca un tubetto di crema che mi sono portato dietro pensando “non si sa mai!”.
Mi lubrifico ben bene l’ano anche dentro poi mi volto sempre tenendo il cazzo tra le dita, mi abbasso a 90° e comincio a struffare la cappella in mezzo alle mie natiche. Non trovo resistenza e capisco che il mio partner non ha niente in contrario ala cosa. Ora appoggio la cappella al buchetto e ce la struffo sopra per un po’ prima di cominciare a spingere indietro col bacino per farla entrare. La voglia che ho e l’eccitazione fanno il resto. Quella bella cappella gonfia pian piano dilata il mio sfintere e in breve è entrata tutta. Mi contraggo più volte per la tensione ma anche per il piacere provocando ogni volta un rigonfiamento maggiore di tutto il cazzo. Ora spingo indietro ancora facendolo entrare tutto fino a sentire le mie natiche a contatto con il legno. Poi lascio fare a lui i movimenti avanti e indietro che fanno entrare ed uscire il suo palo nel mio culo. Anche questa nuova esperienza mi gusta un sacco e mi godo il piacere di sentire questo cazzo sconosciuto che mi sta inculando sempre più forte. È bravo, lo fa uscire completamente dal buco per poi rimetterlo fino in fondo velocemente. Sento che si sta gonfiando di più e infatti dopo poco tempo il calore del suo sburro che mi riempie tutto dentro mi fa godere come non mi capitava dal portogallo con jousef.
Nelle sere rimaste prima del mio rientro in Italia riesco a ritornare in questo posto soltanto una volta ma anche in questa occasione riesco a fare due bocchini e a farmelo mettere una volta.
Poi la routine nella mia città riprende come sempre e sono solo viaggi di un giorno in città lontane per lavoro che mi permettono qualche veloce e fugace incontro omosex in qualche cinema a luci rosse.
Devo aspettare un soggiorno di due giorni a Milano per realizzare con soddisfazione una di quelle che chiamavo le “mie scorribande omosex”.
Finita la riunione del primo giorno, ho la serata libera e dopo una pizza veloce mi reco al locale hard che nei giorni precedenti avevo individuato su riviste specifiche.
È qualcosa di simile a quello di Hannover e quindi mi trovo già a mio agio. Ho una gran voglia di tutto e sono parecchi mesi che aspetto quest’occasione sognando di poter fare di nuovo tutto quello che mi piace.
C’è una grande sala cinematografica a cui si accede da aperture laterali chiuse dai soliti tendoni rosso bordeaux di velluto pesante. In un angolo di questo tendone ci sono due uomini che si stanno baciando e toccando la patta. Sfacciatamente mi metto vicino a guardarli e aperta la lampo tiro fuori il mio cazzo e comincio a masturbarmi. Anche loro adesso l’hanno tirato fuori e si stanno segando a vicenda sempre baciandosi. Mi avvicino ancora e comincio ad accarezzarglieli tutti e due, uno con una mano, l’altro con l’altra. Mi guardano appena continuando a pomiciare. Non aspetto altro, mi abbasso e comincio a leccare quei due bei cazzi dritti mettendoli uno vicino all’altro e succhiandoli a turno. Questa è una cosa che avevo sempre sognato ma finora non avevo mai avuto l’occasione di fare. Provo anche a far scivolare le due cappelle in bocca insieme ma da quanto sono grosse e gonfie riesco solo per un po’. Vorrei succhiarli fino a farli sburrare ma purtroppo, quando sento che stanno per venire, si allontanano un po’ da me e poi entrano nella sala. Rimango con questa voglia in corpo e mi metto a girare per i locali cercando qualcos’altro….continua