ricordi. Parte 3

Devo dire che quello che aveva fatto Linda non me l’aspettavo proprio ma naturalmente mi ha fatto solo un sacco piacere. Per un ragazzino come me era come toccare il cielo con un dito. E soprattutto tutto questo lasciava sperare in un futuro sempre più eccitante!!
Ero completamente partito e cercavo in tutti i modi di ringraziarla con piccole accortezze come regalarle ogni tanto un cioccolatino o aiutandola nei lavori di casa più pesanti o offrendomi per portare fuori la spazzatura o andare nei fondi a prendere qualcosa per mia madre o mia nonna.
Vedevo dal suo sorriso che apprezzava la mia disponibilità e per farmelo capire anche meglio a volte mi prendeva la mano e se la infilava sotto la gonna lasciandomi accarezzare le sue cosce e anche più su in mezzo all’inguine.
Un giorno poi dovendo scendere in garage a prendere alcuni scatoloni chiese a mia madre se potevo aiutarla. Mentre scendevamo in ascensore mi sorrideva con un modo di fare complice e il mio pisello si gonfiava già immaginando chissà cosa.
Arrivati nel locale dei garage invece di andare subito a prendere gli scatoloni aprì la porta del fondo e appena entrati la richiuse dietro di noi. Non accese la luce ma dalla parte superiore della porta filtrava abbastanza quella del corridoio.
Si alzò la gonna e tirò giù le mutandine. Poi mi prese la mano e l’appoggiò sopra il suo pelo. Mi sembrava di sognare, ero eccitatissimo e non riuscivo quasi a muovermi. Lei allora tenendomi la mano cominciò a struffare le dita lì in mezzo. Sentivo qualcosa di morbido e bagnato mentre lei muoveva le mie dita sempre più velocemente. Con un sospiro più grosso si irrigidì tutta stringendo la mia mano in mezzo alle sue cosce e rimase così per un po’. Sentivo le mie dita sempre più bagnate da un liquido caldo e denso.
Avevo capito che era venuta e questo mi rendeva super felice. Mi diede un altro bacio in bocca poi tirando su lo slip mi disse che per stavolta doveva bastare così ma alla prossima occasione sarebbe toccato a me. Non capiì a cosa di preciso si riferiva ma annuiì lo stesso già contento di come era andata.
Risalimmo e per tutto il giorno ogni tanto mi annusavo le dita eccitandomi al profumo della sua fica bagnatissima.
Ricordo anche che ogni volta che poteva lei mi accarezzava il viso sorridendo e facendomi spesso l’occhiolino. Questa nostra complicità mi entusiasmava e aspettavo con ansia l’occasione promessa.
Purtroppo la nostra era una casa superaffollata e i momenti di solitudine con lei erano veramente pochi.
Mi dovevo accontentare di spiarla come sempre anche se devo riconoscere che anche lei ce la metteva tutta per facilitarmi in questo. Capitava così che quando mia madre e mia nonna erano in camera a sistemare gli armadi lei mi faceva cenno di seguirla in bagno e mi lasciava guardare mentre si tirava giù le mutandine e si accovacciava per fare pipì. Poi mi prendeva la mano e se la strofinava più volte sulla sua fica ancora bagnata. Oppure entrava in bagno mentre io la stavo facendo e mi prendeva l’uccello in mano tenendolo stretto per tutto il tempo.
Ero eccitatissimo e morivo dalla voglia di fare di più.
Finalmente capitò l’occasione tanto aspettata. Mia madre e mia nonna uscirono quel pomeriggio per andare in centro con la filovia e non sarebbero rientrate prima di un paio d’ore. Anche i miei fratelli uscirono uno per l’allenamento di pallone l’altro per andare a studiare da un compagno. Non mi sembrava vero.
Dopo un po’ che eravamo soli Linda mi prese per mano e mi portò in cameretta sua.
Si tolse il grembiule rimanendo in mutande e reggiseno. Poi seduta sul letto mi disse di avvicinarmi. Mi slacciò la patta e fece calare i calzoni a terra insieme agli slip. Il mio pisello vedendola seminuda si era già indurito. Lo prese in mano e accarezzandolo pian piano mi chiese se mi piaceva il suo corpo. Ero così eccitato che non riuscivo a rispondere e l’unica cosa che sono riuscito a fare è stato accarezzarle le tette da sopra il reggiseno. Sempre continuando a segarmi fece scivolare il reggiseno verso l’alto liberando quella meraviglia davanti ai miei occhi. Aveva i capezzoli rosa duri e sporgenti. Strofinava la mia mano lì sopra chiedendomi continuamente – ti piace? Le rispondevo con un filo di voce che mi piaceva da morire e che se avesse continuato così sarei venuto subito. Allora si fermò, si alzò in piedi e si sfilò le mutandine.
– Ora devi accarezzarmi da solo. Vuoi?
– Sono giorni che lo sogno!!!!
Cominciai ad accarezzarla lì sotto riprovando la piacevole sensazione della prima volta di quel calore e di quelle labbra bagnate e soffici. Ogni tanto mi prendeva la mano e succhiava le mie dita bagnate, altre volte le offriva a me per farmele succhiare. Poi mi chiedeva – ti piace? Rispondevo di si con la voce rotta dall’eccitazione e dal piacere. Poi è successo. Si siede nuovamente sul letto mi fa avvicinare in piedi in mezzo alle sue cosce e lentamente avvicina il viso al mio pisello. Strofina la cappella sulle labbra poi lo prende tutto in bocca e comincia a succhiarlo. Mi sta facendo un bocchino, pensai emozionatissimo. Sapevo cos’era, con C. ne avevamo parlato già qualche volta e ci eravamo riproposti di provarlo una volta.
Ma ora stava succedendo davvero ed era una ragazza molto più grande di me a farmelo.
Era bellissimo. Il calore della sua bocca mi dava sensazioni mai provate e l’eccitazione di vederla far entrare ed uscire dalla bocca il mio cazzo mi faceva letteralmente impazzire. Sono venuto poco dopo. L’ho avvisata che stavo per farlo ma lei non l’ha tirato fuori e le ho schizzato in bocca tutto quanto. Vedevo che ingoiava tutto e mi sembrava felice di farlo. Alla fine, fatta uscire anche l’ultima goccia mi ha baciato in bocca e mi ha infilato la lingua dentro la mia. Sentivo il sapore del mio sburro e gliela succhiavo con gusto.
Poi mi ha preso la mano e si è fatta accarezzare la fica fino a che non è venuta anche lei.
Poi ci siamo rivestiti e prima che tornassero tutti gli altri ha cominciato a raccontarmi del suo ragazzo e di cosa facevano insieme……