ricordi. Parte 30

Questa serata a Milano l’avevo sognata da tanto ed è per questo che andato non come avrei voluto questo primo approccio con quei due all’ingresso della sala cinematografica, mi metto “in caccia” nelle varie stanze per cercare qualcosa da fare. È una di quelle volte in cui la voglia è tanta e mi sento pronto a tutto.
Arrivo in un atrio abbastanza grande dove si aprono varie porte di altrettante salette di proiezione più intime. In un punto defilato di quest’atrio c’è una specie di terrazzino interno un po’ rialzato rispetto al resto del pavimento. Appoggiato alla ringhiera c’è un uomo nemmeno tanto giovane né bello, calvo e con un po’ di pancetta, ma con un cazzo fuori dai pantaloni di tutto rispetto. Seduto su una panca sotto al terrazzino c’è un ragazzo che sta accarezzando quel magnifico uccello e ogni tanto se lo mette in bocca.
Mi avvicino e mi metto seduto anch’io lì sotto guardando con interesse le mosse del ragazzo e quel bel cazzo. Mi rendo conto che ha anche due bellissime palle racchiuse in un sacchetto non teso, un po’ lento, ma le dimensioni sono decisamente non comuni. Non resisto e allungata la mano comincio a palparle godendo della sensazione che questa cosa mi ha sempre suscitato fin da ragazzino. Mi piace sentire la loro consistenza un po’ dure ma anche elastiche gommose e mi eccito sempre pensando a quanto sburro potranno contenere. Il ragazzo mi guarda un po’ di traverso ma gli faccio cenno di continuare pure il suo bocchino che io mi accontento di massaggiare le palle. Non sembra convinto della cosa e dopo un po’ si alza e se ne va. Lì per lì rimango male ma poi guardando l’uomo sopra me e vedendo i cenni che mi fa di continuare, mi dico che ogni lasciata è persa e mi dedico completamente a quel bel cazzone, segandolo e poi succhiandolo sempre con le sue palle nell’altra mano. È veramente gustoso, ha un buon sapore e poi a me fare bocchini piace da morire. Non devo aspettare molto per sentire la mia bocca riempirsi di gocce e gocce di sburro caldissimo e dolcissimo. Lo bevo con gusto fino all’ultima goccia che faccio uscire spremendolo più volte dalla base fino alla cappella.
L’uomo si allontana ringraziandomi e io con quel sapore che adoro ancora in bocca decido di entrare nella grande sala del cinema.
Rimango in piedi per un po’ per adattarmi alla penombra e per guardarmi intorno a cercare qualche “preda”. Non sono per niente sazio di sesso e voglio sperimentare più cose possibili.
Mentre sto guardando le varie file di poltrone davanti a me, un tale mi si avvicina e senza parlare mi mette una mano sul culo. Poi cominciando a palparmelo e ad infilare le dita nel solco fino ad arrivare al buco, mi chiede se ne ho voglia, che se lo seguo nei bagni me lo metterà senza farmi male e alla fine gli chiederò di non smettere. Dentro di me sento che andrebbe proprio così ma in questo momento ho ancora voglia di essere io a fare. Glielo dico e se vorrà aspettarmi magari più tardi potremo farlo con calma.
Con un ok si allontana e io riprendo a guardarmi intorno finchè non vedo due file più avanti un ragazzo un po’ troppo cicciotto che si sta segando apertamente mentre guarda le immagini sullo schermo.
Mi vado a sedere vicino a lui e, facendo finta di non aver visto cosa stia facendo, tiro fuori il mio uccello e comincio a segarmi senza problemi. Con la coda dell’occhio mi rendo conto che mi sta guardando e che ha ripreso a masturbarsi con gusto. Non ha un uccello molto grande anzi direi piuttosto il contrario, ma ha una bella cappella rossa, gonfia e lucida. E ripeto fisicamente è proprio bruttino e troppo grasso. Ma è proprio questo che mi intriga. Immagino che non si senta interessante da questo punto di vista e mi eccita pensare la gratificazione che proverà nel sentirsi e vedersi concupito da un estraneo.
Dopo un po’ allungo la mano e gliela metto sopra il cazzo provocando come immaginavo una reazione di sorpresa non indifferente. Gli sorrido e senza parlare comincio a segarlo lentamente. Non è facile a causa della pancia e delle dimensioni ridotte del suo pisello. L’unica cosa abbordabile facilmente è la sua cappella. Realizzata la cosa mi abbasso per prendergliela in bocca. Non reagisce e prima di farla sparire tra le labbra l’annuso a lungo. Mi sono reso conto che ha quell’odore di sesso eccitato che tanto mi piace fin dalla prima volta in cui mio fratello mi ha chiesto di prenderglielo in mano. È più forte di me, quando sento questo profumo mi eccito da morire e potrei venire anche solo annusandolo.
Ma il tempo è tiranno e mi decido a prendere in bocca quel fungo rosa e saporito e in pochi secondi dopo solo alcune succhiate mi trovo la lingua ricoperta di sburro bollente. Deve essergli piaciuto un sacco e non se l’aspettava certo a giudicare dalla quantità di gocce che riesce ad uscire dal quel meato. Sono proprio contento e soddisfatto e mi alzo e mi allontano seguito da un’infinità di grazie e di sorrisi.
A questo punto ho voglia di essere soddisfatto anche io ed entro nei bagni alla ricerca di quel tipo di prima.
Non sembra esserci, mentre ci sono altri “avventori” tutti intenti a segarsi, sbocchinarsi ed incularsi a vicenda senza tante remore di chi c’è e di chi può guardare. E c’è un uomo, di mezza età, con occhiali, apparentemente spaesato di fronte a tanta “sfacciataggine” ma non per questo meno eccitato vista la sega che si sta facendo mentre guarda gli altri fare di tutto. Ha un impermiabile tutto abbottonato da cui ha tirato fuori solo l’uccello e si sta masturbando quasi con vergogna. Mi avvicino, mi metto al suo fianco e guardandolo con un sorriso prendo in mano il suo cazzo che nel frattempo ha lasciato andare per un attimo. Comincio a segarlo lentamente e mi accorgo che la sua cappella non si scopre. La pelle in cima è stretta e scende pochissimo sotto il meato. Continuo a segare questo cazzo con questa particolarità che non avevo mai visto. Piacere deve sentirlo lo stesso perché lo sento pulsare ed irrigidirsi sempre più finchè non comincia a sburrare. Le gocce non schizzano lontano ma colano fuori dalla cima e scendono sopra le mie dita. E non sono poche anzi, è una sburrata in piena regola. Quando finisce mi guarda e mi sorride rinfilando sotto l’impermiabile il suo cazzo ancora duro. E si stupisce di nuovo uscendo dal locale quando mi vede leccare ad una ad una tutte le dita ricoperte del suo sburro.
Mi sto lavando le mani dal residuo rimasto quando sento una mano palparmi di nuovo il culo. Guardo nello specchio e vedo il tipo di prima. Mi fa i complimenti per quello che mi ha visto fare e mi dice che ha ancora più voglia di mettermelo dentro. Mi fa entrare in una cabina e mi slaccia i pantaloni. Lo lascio fare, ho deciso di essere completamente passivo. Mi abbassa lo slip e bagnandosi le dita con la saliva comincia a lubrificarmi l’ano infilandone due alla volta. Sono eccitatissimo per tutto quello che ho fatto finora e adesso ho solo voglia di sentire un cazzo duro che mi entri dentro. Tira fuori il suo già abbastanza dritto ma mettendomi una mano sulla spalla mi fa abbassare per prenderglielo in bocca. Lo succhio e lo lecco bagnandolo a lungo con la saliva, poi mi giro e appoggiandomi al water gli offro il mio buchetto fremente.
Sento la sua cappella spingere ed entrare senza grossa difficoltà, poi la sento sempre più dentro finchè le sue palle non sbattono sulle mie cosce. Ora mi sta inculando con calma, dentro e fuori più volte fino a riempirmi completamente del suo caldissimo sburro. Quando sento il suo calore riempirmi tutto dentro non resisto e vengo senza toccarmi schizzando tutto sul bordo del water.
E anche questa esperienza è rimasta orfana per molto tempo. Non ho più avuto occasioni simili e l’unica consolazione è stata quella di avere la possibilità di approfondire un rapporto con un’amica che conoscevo da tempo ma che non avrei mai pensato avrebbe cambiato tanto la mia vita.
Mi sono separato, come lei aveva già fatto da poco tempo, e frequentandoci sempre più intimamente abbiamo scoperto l’uno dell’altro aspetti comuni su come ci approcciavamo al sesso.
Ma questa è un’altra storia…..continua