ricordi. Parte 5

Sono rimasto senza parole. Mi scocciava essere stato scoperto a fare quella cosa e proprio da lui che amavo e ammiravo più di tutti. Avevo paura che mi giudicasse male e pensasse di me chissà che cosa. Ma le sue parole e il suo comportamento in poco tempo sciolsero ogni mia angoscia.
Infatti, mentre mi disse di continuare tranquillamente quello che stavo facendo, aggiungendo che anche lui alla mia età lo faceva spesso e a volte anche oggi gli capitava di rifarlo.
– Non c’è niente di strano in tutto questo, anzi sono contento di vedere che lo fai anche tu.
Mi sentivo rincuorato dalle sue parole e dal fatto che la sua mano, ancora appoggiata, accarezzava dolcemente le mie natiche. Poi, invitandomi a ricominciare, iniziò a spingere sopra di loro ritmicamente favorendo il movimento di pressione e rilasciamento che permetteva al mio uccello di strofinarsi sul materasso. Non mi sembrava vero!! Mio fratello mi stava aiutando a “scopare” il materasso.
Senza parlare ricominciai a muovermi come prima ma stavolta con un gusto maggiore.
Il mio cazzo, ammosciatosi dopo lo spavento, era tornato duro e la pelle scendeva e saliva su e giù sulla cappella provocandomi un piacere crescente. La sua mano intanto continuava a spingere mentre con l’altra, infilata sotto il lenzuolo, mi accarezzava le cosce su e giù.
– Lo sai che hai un bel corpo! Sei cresciuto in fretta ultimamente! – Diceva mentre pian piano sollevato il lenzuolo mi scopriva del tutto. – girati ora voglio guardarti.
Mi bloccai un attimo, un po’ mi vergognavo e pensavo che il mio corpo non gli sarebbe poi piaciuto tanto e soprattutto avrebbe trovato il mio pisello troppo piccolo.
Mi misi a pancia in su guardando con ansia il suo viso, la sua reazione. E per fortuna vidi un’espressione decisamente compiaciuta. Le sue parole poi allontanarono ogni mio dubbio.
– Accidenti, mi ero accorto che eri cresciuto, ma non solo d’altezza!!! Che bel pistolone hai!!!
E così dicendo me lo prende in mano e comincia a segarlo lentamente. Non mi sembra vero! Mio fratello mi sta facendo una sega e sembra che la cosa gli piaccia anche parecchio. Infatti con l’altra mano mi sta accarezzando le palle, le stringe un po’ nel palmo, le massaggia e mi fa morire di piacere.
– Ti piace? – mi chiede.
– Da morire. Non sai quante volte c’ho pensato.
– Davvero?
– Si. È da tanto tempo che ti guardo di nascosto. Anche tu mi piaci e il tuo corpo anche di più.
Tu si che hai un bel pistolone!!
– Ti piace davvero?
– Un sacco!!
– Mi ero accorto che mi spiavi ma non pensavo per questo. E ti piacerebbe guardarlo ora?
– Siiiii
Lascia un attimo il mio pisello, si tira giù i calzoni del pigiama e mi presenta il suo magnifico cazzo completamente duro e diritto davanti al viso. Posso sentire l’odore che ha e vedere la sua grossa cappella, coperta a metà dalla pelle, pulsare gonfia e lucida davanti ai miei occhi.
Mi sembra quasi un sogno!
– Vuoi toccarmelo? A me piacerebbe – mi dice.
Non aspettavo altro. Lo prendo in mano, lo stringo tra le dita per sentire quant’è duro. Faccio scivolare tutta giù la pelle fino a scoprire completamente la cappella poi la tiro su a ricoprirla di nuovo. Con l’altra mano intanto accarezzo e palpo il sacco sotto rendendomi conto che le sue palle sono quasi grandi il doppio delle mie! Immaginando quanto sburro conterranno comincio anch’io a fargli una sega intenzionato se possibile a verificarlo subito. Anche lui ha ricominciato a masturbarmi e un po’ per la fretta (la paura che i nostri si alzino di lì a poco è concreta) un po’ per l’eccitazione che evidentemente coinvolge entrambi, di lì a poco sburriamo tutti e due schizzandoci addosso l’un l’altro. Lui naturalmente dopo i primi schizzi mi riempie la mano di un numero incredibile di gocce calde e dense. Poi, sempre in fretta purtroppo, fa un’altra cosa che mi porta al settimo cielo. Anche lui, come facciamo sempre io e C., si lecca le dita senza lasciarne nemmeno una goccia. Lo imito e finalmente posso assaporare il suo sburro che tante volte ho visto schizzare di nascosto. È più saporito del mio e di quello di C. ha un profumo più intenso….ma mi piace da morire!!!!
Mi prende la mano che sto leccando e mi aiuta a finire di ripulirla. Poi mi fa una carezza e mi dice:
– Se è piaciuto anche a te come a me, possiamo rifarlo, vuoi?
– Non chiedo di meglio – rispondo e accarezzo il suo uccello diventato un po’ moscio.
– Va bene. Mi raccomando però, non ci facciamo scoprire!
E torna nel suo letto…..