ricordi. Parte 9

Dopo le rivelazioni del mio amico C., oltre a capire come faceva a sapere tutte quelle cose sul sesso che mi aveva insegnato (ti credo con un fratellone così !!!!), avevo cominciato ad avere quel tarlo su come era fatto il cazzo del fratello. Ero già attratto moltissimo da quello di mio fratello e in quanto a dimensioni anche quello non scherzava, ma la curiosità di vedere (e magari anche toccare) quello del fratello suo stava crescendo di giorno in giorno dentro di me. Purtroppo avrei dovuto aspettare un bel po’ prima di togliermela. Ma andiamo per gradi.
La prima curiosità che ho potuto soddisfare è stata quella di poter finalmente restituire il bocchino ad L.
Fortuna volle che l’altro nostro fratello partì con la scuola per la settimana bianca: un’intera settimana con la nostra camera a disposizione !!! Non mi sembrava vero, e anche mio fratello accolse la notizia con un entusiasmo che mi galvanizzò non poco.
La sera stessa della sua partenza come al solito guardando la tv avevo cominciato a toccarglielo sotto la tovaglia impaziente più che mai. Finalmente, cominciando a sbadigliare e lamentandosi del programma noioso che i miei stavano guardando, si alza, dice che ha sonno e che se ne andrà a dormire.
Non aspettavo altro. Mi alzo anch’io e con la stessa scusa auguro la buonanotte a tutti.
Dopo aver lavato i denti entriamo in camera e lasciamo la porta sfessurata per sentire eventuali rumori provenire dalla sala. Lui si spoglia in fretta ed entra nel suo letto. A me dice di mettere il pigiama e di entrare anch’io nel suo letto: mi dice che è meglio nel suo perchè è vicino alla porta; così può tenere sotto controllo il corridoio e nel caso arrivasse qualcuno io potrei uscire e far finta di dover andare in bagno.
Sono emozionato e felice di poter avere un po’ di tempo per noi. Mi metto sotto le coperte e mentre lui le tiene sollevate, sfrutto la debole luce dell’abatjour per ammirare il suo corpo mentre comincio ad accarezzarlo. La sua pelle liscia e calda mi piace da morire ma il mio sguardo non riesce a staccarsi dal suo cazzo. È già duro. La cappella è gonfia e si intravede sotto la pelle ancora tutta su. Mi avvicino con il viso e ne sento il profumo. È incredibile quanto mi piaccia. Con la mano lentamente comincio a far scivolare la pelle su e giù scoprendo ogni volta la cappella che sembra gonfiarsi sempre più. Poi l’avvicino alle labbra e la faccio scivolare dentro. Ha ragione C. sembra non entrarci tutta. Pian piano mi abituo e comincio ad accarezzarla con la lingua seguendo il bordo alla base. Intanto succhio piano e ogni tanto la faccio uscire dalle labbra per riposarmi. Non è facile ma la voglia e l’eccitazione fanno il resto. Ora glielo sto succhiando su e giù muovendo anche la testa e ben presto lo sento diventare più duro e cominciare a pulsare. Capisco che sta per venire e mi preparo allo schizzo. Arriva, caldo, denso, dritto sul palato, poi un altro e un altro e un altro ancora. Devo ingoiare tutto non voglio farlo uscire. È tantissimo ma dolce e profumato. Sono felice e continuo a succhiare ed ingoiare quel nettare che mi piace tanto. Lo sento mugolare e respirare forte, mi tiene una mano sulla spalla e una sulla guancia. Ora ha finito. Stringo il suo cazzo dalla base in su per far uscire anche l’ultima goccia. Sono al settimo cielo e il bacio che mi da mi fa salire ancora più in alto.
Purtroppo dalla sala arrivano rumori che ci fanno capire che la trasmissione è finita e per questa sera dovrà bastare così. Ma il suo – grazie, sei stato bravo – mentre mi fa tornare nel mio letto sono più importanti di tutto. Avremo altre occasioni – aggiunge – la settimana è appena iniziata.
Tornato nel mio letto ripenso a tutte le sensazioni appena provate annusando ripetutamente le dita che si erano bagnate un po’ del suo sburro. Ho ancora in bocca intatto il suo sapore e ho un’erezione che mi piacerebbe soddisfare a modo mio. Ma pian piano il sonno prende il sopravvento.
La mattina dopo mi sveglio con una strana sensazione di calore proprio lì. Apro gli occhi e sotto le coperte vedo la testa di mio fratello e capisco che mi sta succhiando l’uccello.
– Ti sei svegliato finalmente – mi dice. E senza parlare mi prende per mano e mi trascina letteralmente verso il suo letto. Come al solito quella è la posizione più sicura in caso di rumori sospetti. È domenica mattina comunque e tutti dormono ancora.
Si mette seduto sul bordo del letto e mi fa mettere in piedi in mezzo alle sue gambe col pisello davanti al suo viso. Mi mette le mani sulle natiche una da una parte una dall’altra e mi attira verso di lui facendo entrare tutto il mio cazzo nella sua bocca. Mentre mi fa questo bocchino sento che le dita della mano destra si spingono nello spacco tra le natiche e con la punta comincia a girare intorno al mio buchetto. La cosa non mi dispiace, anzi, anche se mi domando perché lo fa. La sensazione è comunque piacevole e l’avevo già sperimentata da solo ogni volta che mi insaponavo facendo la doccia o il bidet.
Il mio dito insaponato scivolava facilmente dentro provocandomi sensazioni nuove ma tutt’altro che spiacevoli. Avevo sempre tralasciato di approfondire la cosa per il solito motivo che a quei tempi mi raffreddava un po’: il concetto di pensare che mi stavo mettendo un dito nel culo mi faceva aver paura di essere un finocchio con tutte le conseguenze che quella parola allora mi evocava. Le altre cose che facevo (seghe, bocchini) non mi provocavano gli stessi turbamenti. Col tempo però ho inquadrato bene la situazione accettando completamente ogni cosa.
Le sensazioni piacevoli però in quel mattino con L. le ricordo bene e come.
Mentre continuava a succhiarmelo sentivo la punta del dito spingere sopra il buchetto senza riuscire ad entrare quasi niente. Lui allora si sfila un attimo l’uccello dalla bocca e bagna abbondantemente il suo dito con la saliva. Poi ricomincia tutto come prima. Ora però il dito scivola dentro con facilità facendomi ririsentire le stesse sensazioni piacevoli che mi provocavo da solo. Lo fa entrare ed uscire provocando contrazioni ripetute del muscolo e ad ogni contrazione si associa un indurimento del mio cazzo e un rigonfiarsi della cappella. Insomma mi piace un sacco quella cosa e in poco tempo vengo schizzando tutto il mio sburro nella sua bocca.
– Ti è piaciuto? – mi chiede leccandosi le labbra e sfilando il dito dal mio culetto.
– Beh …. Si … però….
– Ti ho fatto male?
– no, non è questo ma….
– Cosa c’è allora?
– È che…mi stavi…inculando con il dito?! Se si sapesse in giro…hai sentito gli altri in cortile che pensano di chi lo fa!!!
– Ma dai non preoccuparti, anch’io lo faccio. L’ho fatto tante volte….e mi piace!!
E ti posso assicurare che anche quelli che dicono ste cose lo hanno fatto e lo fanno ancora tra di loro. Il tuo amico C. per esempio lo fa con suo fratello, M. lo fa con suo fratello U. e così via.
Si vergognano solo a dirlo in giro e del resto neanche io lo vado a dire. Ma mi piace farlo e continuo a farlo.
– Davvero!!! – rispondo facendo finta di non sapere niente di C. e di suo fratello (anche se di questa cosa non me ne aveva parlato davvero!). mi tranquillizzi molto, è sempre stato una specie di fissazione per me. ma dimmi lo hai fatto davvero con G. (fratello di C.)?
– Certo che l’ho fatto con lui, ma anche con altri.
– Non fa male?
– Un po’ all’inizio, ma se si fa bene poi diventa piacevole e basta.
Mi sembrava di sentire le parole di Linda!
– Vuoi provarci con me ? – gli chiedo.
– Solo se tu lo vorrai. Ma ora torniamo a letto. Tra poco si alzeranno tutti. Abbiamo tutta la settimana per noi (erano anche cominciate le vacanze di natale).