sesso in pubblico con una bellissima trans

È vero, mi sono sempre piaciute le situazioni proibite e trasgressive, ma due settimane fa credo di aver superato ogni limite. Premetto che sono un bel ragazzo, dotato anche di carisma e simpatia, e non ho mai avuto problemi per fare sesso, anche sesso occasionale di una sera.
I miei amici mi chiamano lo “stallone”, proprio perché mi piace castigare ogni bella ragazza che incontro.
Non faccio le cose di nascosto ma ci provo in pubblico, davanti a tutti, proprio perché non penso di avere nulla di cui vergognarmi. Sono fatto così.
Scelgo la ragazza che più mi piace e vado a corteggiarla. Ogni corteggiamento è importante, anche se è solo per sesso, e per questo non amo andare di fretta, non amo dare l’impressione di quello che sbava dietro alla fica. Di solito funziona e a quel punto io e la ragazza ce ne andiamo a casa mia a fare sesso.
Un paio di volte mi è capitato di pomiciare per un po’ e poi andare via, quando stavamo entrambi scoppiando.
Ma quella volta, forse ho esagerato un po’ troppo….
Erano da poco passate le nove e mezza di sera e mi trovavo con i miei amici nella piazza del paese, seduti sulle panchine, a scherzare, ridere e bere birra.
A un certo punto, passa una bellissima ragazza, era vestita molto sexy, con dei jeans attillati e una maglietta leggera che le copriva a malapena le tette.
Aveva capelli neri lisci e lunghi che le arrivavano fin sotto le spalle, almeno una terza di tette, le labbra molto carnose, la vita sottile e un culo da paura.
Tutti noi cinque ci girammo contemporaneamente, restando con la bocca aperta, tanto quella ragazza era affascinante. Urlava sesso con ogni parte del suo corpo.
“Vai stallone vai, non te la fare scappare!” dissero i miei amici in coro, un po’ scherzando e un po’ facendo i seri.
“Va bene adesso vado. Ma non ci sperate troppo.”
Andai verso la ragazza con l’aria di quello sicuro di sè, sicuro di vincere, con le mani nelle tasche.
“Ciao! Sei davvero carina e ho pensato di venire a conoscerti. Come ti chiami?”
Il mio approccio di solito era molto diretto. Non mi piaceva inventare scuse.
“Io sono Pamela e tu?”
Dalla voce capii che Pamela non era una ragazza, ma era una trans e tutta la mia sicurezza andò a farsi benedire. Non sapevo che fare!
“Allora, non rispondi?”
“Scusa, ehm, io sono Dario. Quelli laggiù sono i miei amici. Tu sei una, una trans, giusto?”
“Si sono una trans. È un problema?”
“No.” In realtà lo era perché non mi era mai capitato di avere un’esperienza con una trans, anche se ne ero molto attirato. “Vuoi conoscere i miei amici?”
Era la prima volta che portavo una mia potenziale conquista a parlare anche con i miei amici. Avevo un po’ di imbarazzo e magari due chiacchiere tutti insieme mi avrebber aiutato a superarlo.
“Ciao ragazzi lei è Pamela…”
Loro si presentarono e cominciammo a chiacchierare. Più che altro fu lei che parlò e ci raccontò della sua vita…
Faceva la commessa in un grande supermercato ed era passata da quelle parti perché stava cercando casa. Si era rotta della vita di città e cercava un appartamento nel mio paese.
“Vuoi un po’ di birra?” le feci io “Bevi con noi!”
Tra birra e chiacchiere, il tempo passò e si fece quasi mezzanotte.
Pamela era simpatica, gentile e soprattutto molto più femminile di tante donne che avevo conosciuto.
Quando andai in macchina a prendere la giacca, perché cominciava a far freddino, me la trovai dietro di me.
“Ma lo sai che sei proprio affascinante, mi piacciono tanto quelli come te, con la faccia da bravo ragazzo, che poi sotto sotto…”
“E tu come lo sai? Magari sono davvero un bravo ragazzo…”
“Sono tre ore che mi stai guardando le tette. Quando ti decidi a farti avanti?”
Era la prima volta che mi veniva detta una cosa del genere.
Prima che ci allontanassimo, l’abbracciai, spingendola contro il fianco della macchina, e le tappai la bocca con un bacio.
Subito mi assaggiò con le labbra e con la lingua, premendo forte la sua bocca carnosa.
Un bacio che mi lasciò senza fiato, tanto che dopo non sapevo proprio cosa dire.
“È la prima volta che baci una trans?”
“Si è la prima volta. Ma è andata benissimo. Se ce ne fosse una seconda ti dispiacerebbe?”
Pamela scosse la testa e di nuovo si attaccò alla mia lingua, mi divorò….
Per mezz’ora abbiamo pomiciato appoggiati alla macchina, e io l’accarezzavo tutta, soffermandomi sul suo bel culo e sulle tette.
Quando stavamo stretti, sentivo il cazzo duro che premeva contro il mio, un cazzo che doveva essere non molto grosso ma era parecchio rigido, stava su e lo sentivo attraverso la stoffa della gonna.
“Vogliamo andare a casa mia?” le chiesi quando proprio non ce la facevo più e avevo tanta voglia di lei.
“E i tuoi amici?”
“Ma chi se ne frega dei miei amici. Andiamo a casa mia e ce ne stiamo un po’ da soli, ci tocchiamo, ci lecchiamo… facciamo quello che ci va insomma.”
“Vieni…”
Prima che potessi ribattere, mi trascinò alle panchine, dagli altri. Loro sicuramente avevano visto tutto…
“Che succede si è rotta la macchina?” disse uno di loro ridendo.
Ovviamente si stavano domandando come mai non fossi già a casa mia, a darmi da fare con la bellissima trans.
“No, la mia macchina funziona. Lei voleva stare un altro po’ con noi credo.”
“Ti sbagli. Io voglio stare con te. Ma se loro guardano, mi eccita di più.”
“Come??!”
Lei senza dire nulla cominciò a palparmi il cazzo ancora duro da sopra ai pantaloni e mi fece l’occhiolino.
“Io vado pazza per il sesso in pubblico. Sono molto porcellina ed esibizionista. Sapere che altri mi guardano mentre faccio sesso mi fa andare su di giri.”
I miei amici erano rimasti ammutoliti e ci guardavano, senza dire nulla.
“Io non ho mai fatto sesso in pubblico, sarò sincero. Non so se sia il caso, la piazza è ancora frequentata….”
Sebbene fosse un paese, ogni tanto a quell’ora passava ancora qualcuno: gente che portava il cane a spasso, coppiette, persone che passeggiavano.
In quel momento c’erano due persone a spasso con i loro animali, uno dei quali molto vicino.
A lei non importò molto dei miei dubbi: si avvicinò a me e mi baciò, leccandomi anche le labbra, con la sua lingua umida.
“Io ti voglio. Voglio scoprire il tuo cazzo e voglio succhiartelo, un pompino che non ti scorderai mai.”
Persi la testa: mi tirai fuori il cazzo duro e senza tante cerimonie glielo piazzai in bocca.
“Lo vuoi? Eccotelo il mio cazzo e ora succhialo per bene, fallo vedere a tutti quanto sei porcellina.”
Pamela cominciò a succhiarlo avidamente, come nessuna me l’aveva mai succhiato. Non era un piacere che faceva a me, le piaceva proprio prenderlo in bocca e adorava il suo sapore.
Mentre mi faceva il pompino, mi accarezzava anche le palle e l’asta, con la sua mano che aveva le unghie lunghe smaltate.
I miei amici guardavano e un paio di loro già avevano iniziato a farsi una sega.
Uno dei due che portava il cane a spasso, si accorse della scena e se ne andò scuotendo la testa.
Io scommetto però che una volta tornato a casa, si sarà chiuso in bagno a masturbarsi o meglio si sarà trombato la moglie pensando a noi.
“Sei proprio una porcellina. Mmmmh, Ti piace il cazzo in bocca eh?” le accarezzavo i lunghi capelli e lei mi guardava con i suoi occhi chiari.
Non la imbarazzava per niente guardarmi negli occhi mentre mi faceva il pompino.
Dopo pochi minuti un mio amico aveva già sborrato e si stava pulendo cazzo e mani, io c’ero quasi….
“Guarda che se fai così ti sborro in bocca, rallenta un po’….”
“Io voglio che sborri così dopo quando mi prendi il culo durerai di più…”
La bella trans porcellina iniziò a menarmi forte il membro, sempre più velocemente e intanto con la punta della lingua mi titillava la cappella gonfia all’inverosimile.
Venni dopo poco, godendo come un maiale, e le schizzai tutta la sborra in faccia e in bocca.
“Mmmmh, dai schizza, schizzami tutta, sporcami, mmmmh….”
Alla fine me lo pulì con la lingua, raccogliendo tutti i residui di sborra.
Anche l’altro che stava portando a spasso il cane si accorse di noi ma a differenza del primo non andò via ma rimase a guardarci, a debita distanza.
Una coppia pure passò e scossero la testa. “Guarda che schifo. Che faccio chiamo la polizia?” fece lei a lui “Ma no lascia perdere sono ubriachi” disse il suo fidanzato.
In realtà solo i miei amici erano ubriachi, io e lei eravamo assolutamente sobri.
Lasciai il cazzo ormai moscio fuori dai pantaloni e mi sedetti sulla panchina, facendomi fare un po’ di spazio dai miei amici.
“Vieni in braccio che ora voglio gustarti un po’ io.”
Lei si sedette sopra di me, facendo aderire il suo culetto delizioso al mio membro.
La baciai sul collo, sul decollete, le tirai fuori le tette e le leccai avidamente, succhiando i capezzoli duri.
Accanto a noi continuava a passare qualcuno ogni tanto. C’era chi era disgustato da quella scena (o almeno fingeva di esserlo). Un signore ci apostrofò con parole non proprio carine: “La puttana te la potevi anche tenere in casa, porco. Che schifo!”
Altri facevano finta di nulla.
Altri ancora guardavano e c’era anche un anziano signore che cominciò a palparsi il cazzo da fuori ai pantaloni. Non aveva il coraggio di farsi una sega, ma evidentemente non riusciva a trattenersi.
In poco tempo, attorno a noi si formò una specie di cerchio, fatto dai miei amici, che adesso si stavano tutti masturbando (uno aveva anche sborrato, facendo finire un getto di sborra sui jeans di Pamela) e da qualche sconosciuto.
“Ma quanto le piace a questa porca quando le succhi le tette, guarda come sta mugolando.”
Il mio cazzo tornò duro e iniziai a strusciarmi sul suo culetto sodo.
“Abbassati i pantaloni…”
Lei si abbassò subito i jeans e vidi che aveva un perizoma nero, il mio cazzo grosso finì tra le sue morbide natiche.
Se non mi fossi fermato, avrei sborrato di nuovo senza nemmeno penetrarla…
“Stai scoppiando eh?” mi fece lei quando la scostai e la feci sedere su una gamba sola, senza venire a contatto con il cazzo ormai durissimo.
“È colpa tua che sei così arrapante, mi fai vedere il tuo bel culo? Alzati che te lo voglio accarezzare.”
Pamela si alzò e si tolse il perizoma. Anche lei era in erezione e i miei amici furono molto stupiti nel vederlo.
“Guarda che cazzo! È due volte il mio!” disse uno di loro.
Intanto io avevo il suo culo in faccia e iniziai a palparlo, ad annusarlo. Era profumato, si vedeva che aveva da poco fatto una doccia.
Poi molto delicatamente, inserii un dito tra le sue natiche e le titillai il buco del culo.
Era una cosa che a lei piaceva tantissimo, cominciò a mugolare, a gemere e mi prese la mano, portandosela sul suo cazzo.
Non era la prima volta che facevo una sega a un’altra persona: qualche anno prima io e i miei amici ci facevamo spesso delle seghe di gruppo e per godere di più uno prendeva il cazzo dell’altro e viceversa.
Stavolta però stavo facendo una sega a una trans, una trans molto femminile che mi stava eccitando più di molte donne con cui ero stato.
“Bravo così, mmmh, fai forte che voglio sborrare, siiii… ”
Ce l’aveva tutto scappellato ed era veramente grosso, mentre lo segavo affondai letteralmente la faccia nel suo culo e cominciai a leccarla.
Le leccai le natiche poi le feci aprire le cosce e la feci chinare un po’, in modo che il culo fosse ben allargato, e passai a titillarle il buco del culo con la punta della lingua.
“Siii porco, mi piace quando mi lecchi l’ano, continua, continua! Oooooh sto per godere, vai leccami, leccami più veloce, si cosìììì daiiii, godo! vengooo! sborrooooo!”
Pamela la trans sborrò copiosamente, facendomi sporcare le mani e schizzando dappertutto.
Dopo la sborrata, mi prese la mano sporca e la leccò tutta, pulendola dal suo caldo nettare.
“Mi hai fatto godere come una troia…”
“Tu sei una troia. Ti stai scopando uno sconosciuto davanti a una decina di altri sconosciuti che si stanno masturbando. Adesso se vuoi andiamo fino in fondo…”
Avevo una voglia matta di aprirle il culo con il mio cazzo enorme e per farglielo capire la feci sedere di nuovo sopra di me, strusciando la cappella gonfia sul suo ano.
“Hai capito subito cos’è che mi piace eh?”
“Fattelo mettere in culo. Ho voglia di incularti. Ti prometto che ti farò godere di nuovo…”
“Leccami ancora un po’ però. È troppo grosso e ho paura che mi fai male.”
“Non ti preoccupare, ti lubrifico per bene prima di incularti…”
Le aprii le natiche con due mani e sputai sul buchino, poi mi insalivai un dito e glielo misi dentro.
Dopo un po’ la penetrai anche con l’altro dito e sputai ancora.
“Ti piace troia?” “Certo che mi piace, mmmmh, continua…”
Misi un terzo dito e capii che era pronta per il mio cazzo. Il suo ano adesso era dilatato e lubrificato, non le avrei fatto male.
“Come vuoi essere inculata? Vuoi sederti sopra di me o vuoi metterti a pecora?”
“A pecora, mi sembra più trasgressivo no?”
“Guarda dopo quello che stiamo facendo ora dubito che ci siano tante cose più trasgressive.”
I miei amici continuavano a guardarci e facevano quasi il tifo per noi.
“Inculala! Mettiglielo tutto in culo! Sfondale il culo! Dai porca fatti inculare dallo stallone non te ne pentirai!”
Uno di loro aveva sborrato già due volte e adesso si stava facendo la seconda sega. Non è che me ne accorgessi perché mi guardavo tanto intorno, il fatto è che tanti schizzi di sborra finirono su Pamela che non era per niente disgustata ma anzi pareva gradire.
“Mettiti a 90 gradi adesso. Così, brava troia, apri bene le cosce, inarca la schiena, di più. Ecco così.”
Il suo culo ora era all’altezza giusta e le puntai la cappella sul buco del culo. Dopo avergliela strusciata un po’ lì e averle sparso il mio liquido lubrificante sull’ano, glielo spinsi dentro.
“Aaaaaaah!” gridò la porcellina, sia perché le faceva un po’ male, ma soprattutto perché le piaceva.
“Ora ti inculo tutta ti faccio godere come una cagna in calore…”
“Si porco inculami con il tuo cazzo enorme fammi godere di nuovo, mmmmmh…”
Io le pompavo il cazzo dentro, senza fermarmi, senza tregua, e intanto le palpavo le tette, strizzando i capezzoli duri tra due dita.
Lei era strettissima e quando entravo dentro mi scappellavo completamente, provavo fremiti di piacere sempre più forti e ogni volta avevo paura di esplodere.
A un certo punto pensai di rallentare anche perché non volevo fare una brutta figura e sborrare dopo pochi minuti.
“Che fai, non ti fermare! Scopami dai, inculami tutta…!”
“Sono troppo eccitato ho paura di sborrare…”
“Ti prego continua anche io sto per godere di nuovooo!”
Chiusi gli occhi e mi lasciai andare completamente! Ogni volta che entravo nel suo culo, fino alle palle, mi pareva di aprirglielo in due, ma ero incoraggiato dai suoi gridolini e i suoi gemiti di piacere.
“Sto per sborrare, sto per sborrareee! Godo! Godoooo!”
“Ohh siii sborrami nel culo!”
Quando era il momento, glielo spinsi tutto dentro e mi svuotai le palle, facendole arrivare tanti schizzi di sborra calda nell’intestino.
Tirandolo fuori, mentre era ancora duro e paonazzo, vidi che un po’ di sborra le uscì anche fuori, dal buco del culo dilatato.
Lei non era ancora venuta e allora glielo presi in mano di nuovo e lo menai, mentre le leccavo ancora le tette e i capezzoli.
“Si porco leccami le tette succhiami i capezzoli è una cosa che mi fa impazzireee!”
Dopo nemmeno un minuto mi sporcò di nuovo la mano di sborra.
Quella è stata la prima e ultima volta, almeno finora, che ho fatto sesso in pubblico, e soprattutto che l’ho fatto con una bellissima trans come Pamela.
Dopo la scopata, lasciati i miei amici sulle panchine, la accompagnai a casa sua, in città e ci scambiammo i numeri di telefono.
“Chiamami presto stallone!”
Il mio nomignolo, che a volte mi pareva così antipatico detto dai miei amici, mi fece sentire parecchio lusingato detto da lei.
Purtroppo il numero che mi aveva dato era inesistente e quindi non potei rintracciarla, però sogno spesso di incontrarla di nuovo e di assaggiare, in tutti i sensi, il suo magnifico culo sodo e caldo.

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