sombrero con sorpresa

Pasqualino un bel ragazzo Napoletano sceglie accuratamente un tratto di spiaggia seminascosto dai cespugli e palme che lo separano dalla strada e dagli altri bagnanti e, si guarda intorno: sì, è un posto ideale, posa la sacca, ne estrae il grande asciugamano lo stende sulla sabbia, conficca a terra il palo che regge l’ombrellone, quindi si toglie i vestiti e li appende sulle stecche: la T-shirt, e shorts, si sfila i sandali e, con il solo costume rosso si stende su un asciugamano a prendere il sole con vari creme abbronzante. Il suo fisico non era molto prestante diciamo un falso magro, anche se ha 25 anni, alto 1,70, occhi neri ma furbetti, ma soprattutto un convinto eterosessuale dove la fica é la fica…. per poco diciamo.
Tutto intorno a lui la sabbia era piatta come un deserto, e voleva abbronzarsi e godere quel paesaggio sabbioso prima dell’appuntamento con la sua ragazza del paese al ristorante dove alloggiano, anche se non si accorse che lì vicino c’erano due sombreri a poca distanza tra loro: strano non ci fece caso e appena si piega a prendere il più vicino a se e nel sollevare il cappello, non poteva credere a quello che vedeva: gli appare davanti ai suoi occhi un grosso cazzo duro come un bastone che spuntava fuori dalla sabbia. Pasqualino bloccato davanti a quel grosso totem di carne dura circa trenta centimetri che oscillava di qua e di là per quei interminabili secondi. Rimase con la bocca aperta meravigliato, non sapeva cosa fare, finché un lieve sussurro gli proveniva da dietro: “Pssssst! Su bel culetto! Che aspetti, ciuccia un pò sta minchia dura!” Pasqualino si gira colto dallo stupore e intravede un volto nascosto sotto all’altro sombrero. Voleva fuggire, ma alla vista di quei occhi che lo scrutava lo stordiva da provocare un rallentamento del suo respiro, un misto di turbore da sbiancarsi il volto e dalla vergogna deglutisce a fatica la saliva.
Era bloccato, e non osava nemmeno immaginare cosa sarebbe successo se rimaneva ancora lì fermo. “Io.. scusa non volevo. Non pensavo ci fosse lei sotto la sabbia?” “Non parlare troppo ragazzo. Riempitela la bocca con sta bella minchia.. che non ti capiterà più un occasione del genere!” Non parla, era come impietrito. Il suo cazzo non so come gli si era indurito come il ferro dentro al costume e lì vicino c’era un altro cazzo ancora più duro e che razza di cazzo. Non poteva muovermi. Pasqualino guardava quel grosso cazzo, dove la pelle del prepuzio era del tutto tirato sotto la cappella enorme, che era turgido e rosso scuro. Una sleppa del genere lo aveva visto solo nei porno_film che lui e i suoi amici li vedevano di nascosto dai genitori. Ormai non poteva più fare almeno di osservare quel cazzo ballonzolante e perdeva sempre più il controllo di se stesso. Confuso alza le sopracciglia e si guarda in giro dove gli bagnanti incurante di loro facevano il bagno, anche se non era molto difficile capire quello che gli stava per succedere, e poi curioso riguarda verso quel cazzo piantato nella sabbia. Nel suo cervello si compativa in quando non era del posto e molto lontano da casa con la sua ragazza che era rimasta in albergo ancora a dormire, “occhio non vede… cuore non duole” dice a denti stretti e poi fatta questa conclusione si fece più coraggio e lo afferra. “Siiiii…! Che bello!!”, lo sente dire con molta soddisfazione, mentre Pasqualino lo guardava come se nulla fosse da menare con una lentezza straziante, lentamente tirandogli la pelle del prepuzio avanti e indietro. Per lui era la prima volta, non aveva mai toccato un cazzo ad un uomo ed sentire nella mano quel palo caldo con le vene in rilievo da farlo eccitare molto, ma timoroso cominciava con lena a maneggiarlo, anche se la cosa lo eccitava da matti in particolare modo a far godere uno sconosciuto, no un maschio e che maschio. La sua mano circondava completamente l’asta tesa e dura, sentiva lo sconosciuto che godeva e ansimava, allora Pasqualino, lentamente e con ritmo costante, continuava a masturbarlo per alcuni minuti, fino a quando non sente la minchia a fremere intensamente. Ormai non guardava più al sottile e cominciava ad accarezzare dedicando con molta attenzione anche i sacchi delle palle, che tastava golosamente. Senza alterare il ritmo della sega. Ma poi si accorse che continuando a quel sollazzo la cosa gli era sfuggita di mano tanto da sentirsi porco e porgere anche le labbra su quella cappella mostruosa, prima un pò timidamente, e poi diede un bacio quasi a sentirlo dentro le labbra, in quei secondi si sentiva morire dalla vergogna, poi si fece più intraprendente con altri baci che divennero ripetitivi con una maggior durata delle altre. La sua lingua dava dei lievi tocchi, poi con delle rapide leccate alla cappella ed infine si perse del tutto da prenderlo in bocca succhiando il cazzo con molta avidità. Così Pasqualino prese a succhiare la cappella e a leccare l’asta. In bocca non entrava più di tanto e quando sentiva quel pezzo di carne tra i denti lui continuava a succhiare avidamente.
Contemporaneamente si stava segando il suo cazzo dentro al costume, in quanto quel cazzone gli cominciava a piacere da morire tanto da eccitarlo tantissimo fino a prenderlo completamente tutto in bocca sempre più velocemente, mentre lo sconosciuto cominciava ad emettere quasi dei grugniti! Le sue succhiate avide erano diventate lunghe e profonde dove la lingua avvolgeva quella cappella. La bocca di Pasqualino annaspava in quel vortice pervertito scordando di essere etero, anzi non si ricordava nemmeno cosé la fica tanto che con la testa imprimeva il ritmo del pompino. Era stupendo. Stava facendo godere un uomo. Mentre pompava accarezzava le palle, e si sentiva così troia che cominciava a leccargli per tutta la lunghezza del cazzo fino a succhiare la grossa cappella ed ingoiarla tutta da fargli sentire il calore della sua gola profonda e le sue tonsille. Ma la cosa che colpì a Pasqualino era il classico su e giù dove quel tipo di sottomissione lo eccitava da morire. Non si riconosceva più, sembrava impazzito da quella minchia grossa. “Dai frocio. Più veloce con la bocca!!”, fu l’ordine mentre la sua bocca famelica con passo sostenuto cercava di farlo venire. “Siiiiii!!!, vengo frocetto. Così, così, cosììììì!!!, aaaaaaaH!!! Vengo porcoddio!!! Cazzoooooooooo!!!”, striduli di godimento e respiri affannosi e smorzati. Il cazzo entrava in bocca con vigore, quel asta lucida e dura entrava e usciva dalla bocca come una trivella petrolifera. Ad un certo punto i movimenti della sua testa si fecero incredibilmente poderosi e veloci, anche dai grugniti dello sconosciuto che stava sborrando. L’eiaculazione arrivò immediatamente, in un precipitoso succedersi di potenti schizzi di sperma denso e caldo che riempirono completamente la cavità orale della sua bocca. Pasqualino non si tira indietro, anzi tracanna quei fiotti densi e caldi di sborra che invade copiosamente la gola, uno, due, tre, cinque, dieci spruzzi continui da riempire la sua ingorda bocca. Avrebbe voluto tenere in bocca tutta la sborra ed ingoiarla solo dopo, ma l’ultimo schizzo era abbondante di quella eiaculazione che gli impedì e dovette deglutire ben prima. Pasqualino dal troppo godimento sfila il cazzo dal costume rosso, alza il sombrero e sborra copiosamente sullo sconosciuto da colpirlo direttamente in faccia, uno, due, cinque, dieci spruzzi più potenti da fargli una bella maschera di sperma. Oramai stanco e grondante di sborra stava disteso sulla sabbia e in quella posizione gli penzolava sotto il naso quel cazzone da toro del tutto spompato. Non passa che tre minuti chiuse il cazzo nel suo costume e ricopre con il sombrero quello dello sconosciuto per avviarsi verso il suo ombrellone, ma una voce lo blocca: era lo sconosciuto che lo richiama e volle che lui gli facesse vedere le sue belle chiappette. Pasqualino da brava troietta che era non si fece pregare si mise in ginocchio con il culetto rivolto verso di lui fino ad arrivare quasi all’altezza del suo naso, in un attimo si abbassa il costume presentando le sue chiappette bianche davanti alla sua faccia sporca di sperma. Lo sconosciuto aveva la portata del suo culo e alla vista di quel bel culetto deliziosamente senza peli, che gli fece perdere la testa.
Pasqualino si sentiva troia in calore tanto da allargare bene le chiappe con le mani e gli sbatte le chiappe aperte sul viso, mentre lui golosamente inizia a leccare quel bel buchetto vergine così invitante passando la lingua sopra quelle delicatissime pieghette e grinzoline, e poi infilare la lingua dentro al buco del culo. Pasqualino cominciava a gradire moltissimo quella leccata di culo ed inizia ancora a menarsi il cazzo godendo come una troia: “Mmmmh!!, siii!!, dai porcone, leccami il buco del culo, dai così che mi fa impazzire, su forza non fermarti porco, dacci dentro con la lingua grandissimo figlio di puttana!!” Arrapato da quelle parole, prese a leccargli il culo con una foga ancora più forsennato che porta Pasqualino al massimo dell’eccitazione da scoprire il sombrero dove era il cazzo. La nerchia palpitava sotto al sombrero, ancora sporca di sborra e pronto a schizzare altra sborra di lì a poco. La pelle del prepuzio non era retratta a scoprire l’intera cappella, ma ne spuntava solo una parte. Gli prese il cazzo in mano e tira indietro la pelle fino a scoprire completamente la cappella e quindi del tutto arrapato se lo mise di nuovo in quella fornace di bocca. Non aveva neanche fatto in tempo a dare il terzo giro di lingua sulla cappella che sente il cazzo inturgidirsi al massimo, serra bene le labbra intorno al cazzo da fargli emettere un gemito di piacere. “Non resisto più, troia, ho le palle che mi scoppiano e devo scaricarle di nuovo. Dai frocio ora prendilo inculo, ti prego ho voglia del tuo bel culetto!!!” Gemette in tono quasi supplichevole. “Dai troia, che aspetti. Voglio sborrarti in culo!!!” Pasqualino continua a pompare sempre più velocemente! Poi appena capisce che sta per venire tolse il cazzo dalla sua bocca, si lubrifica il buchetto vergine con il suo sperma ancora attaccato sulla faccia dello sconosciuto, abbassa il costume rosso oltre le chiappe senza toglierle e poi si siede sopra al cazzone e, sempre ad occhi chiusi, cerca di infilare quella grossa minchia nel suo buchetto del culo! Prima la cappella, poi, centimetro dopo centimetro tutta la lunga asta dura! Urletti flebile di dolore, finalmente è tutto dentro di se! Le sue urla sempre più insistenti vengono smorzate dai suoi morsi alle labbra per non urlare dal dolore e non farsi sentire dai bagnanti, anche se il dolore era tremendamente forte da fargli torcere la bocca, ma non interrompe la fottuta, anzi va su e giù per facilitare il compito al cazzo! Ad ogni colpo la cappella fece breccia nel suo spacco di culo,
Pasqualino si sentiva letteralmente squartato da stringere ancora di più i denti, oramai era partito e voleva quel grosso cazzo tutto nel profondo culo. Distintamente sentiva lo sfintere dilatarsi e rompersi, ma non gli importava più del dolore che gli sedava, ormai ce l’aveva del tutto rotto e anche incollato sopra al piolo di carne umana da continuare a pompare come un ossesso su quel cazzo grosso e duro all’inverosimile, che andava su e giù per le sue budella, sentiva una bestia salire nello stomaco, ora al dolore si era sostituito un piacere unico, godeva come mai aveva goduto con una fica, e faceva felice allo stesso tempo lo sconosciuto che pompava a tutta andazzo. Tutto questo sembra di farlo godere infinitamente! Aumenta sempre più il ritmo; poi, finalmente, sente una scarica di sperma riempire le budella tanto da sborrare anche lui sulla sabbia. Il suo godimento era infinito, godeva ad occhi chiusi, farfugliava di non so cosa, grondava di sudore e sborra, mentre si accasciava sulla sabbia e mezzo attonito teneva ancora quel cazzo piantato nel culo tanto di accorgersi che il tempo passava. Pasqualino si affretta a togliere il cazzo dal culo e andare a leccare tutto ciò che rimaneva sul cazzo! Lecca e succhia con estrema avidità come una troia navigata tanto da suscitare in lui una sonora risata!, senza rendersi conto guarda l’orologio e si accorge che sono già le 12 e che deve andare a mangiare con la sua fidanzata al ristorante! Scappa, raccogliendo tutte le sue cose, e dando un ultimo bacetto al cazzo che sta sotto al sombrero ancora duro! Lo sconosciuto guarda quelle belle chiappette avvolte dal costume rosso che correvano senza alcun fastidio al buco, già abituata alla sodomia, non ebbe il problema a correre. Mentre la giornata corre e nessuno si era lamentato di quel ritardo, Pasqualino era soddisfatto 2 volte: 1) – di aver assaggiato un bel cazzo in culo. 2) – che la sua ragazza non fece caso al ritardo. Lui é contento di averlo preso nel culo, lei pure, che vogliamo dalla vita un luca…………o.