sverginata dall’amica di Pamela

Sentii il campanello suonare e mi destai dal sonno profondo mentre Pamela, a fatica e sbuffando si sedeva sul letto nuda. I capelli lisci e neri scendevano sulle spalle fino ad arrivare al culo, si stirò e alzandosi lentamente disse: “Arrivo.”
“Posso farmi una doccia – le chiesi poggiando i gomiti sul materasso alzandomi – così poi faccio colazione e vado.”
“Ok – mi rispose infilandosi le mutandine – vado ad aprire sarà certamente Alessia.”
Mi sentivo bene, la sera prima avevo incontrato Pamela all’aperitivo e dopo un po’ eravamo finiti a casa sua. Un vortice di passione mi aveva preso, avevo preso Pamela avevo iniziato a spogliarla baciandola; dopo una prima resistenza, aveva ceduto. Mi ero calato i pantaloni e gli avevo messo il mio cazzo in bocca facendoglielo succhiare. Pamela non era certo una bellissima ragazza, era alta e con un bel seno, ma un pò soprapeso e con le gambe non proprio filiformi.
“Vieni – le dissi sdraiandomi sul letto con le spalle – e iniziammo un bel sessantanove.”
Sentivo Pamela che apprezzava e arditamente iniziò a leccarmi i testicoli e poi il buco del culo. Era una sensazione nuova e la lasciai fare. Di contro io gli leccavo la fica, iniziando a penetrare il suo culo con un dito. Ci alzammo finimmo di spogliarci feci mettere Pamela a novanta gradi e infilai il mio cazzo dentro al sua fica iniziando a pompare. Vedevo il suo culone tremare sotto la mia spinta e preso dalla foga gli bisbigliai. “Te lo metto nel culo”. Non fece cenno, gli aprii le chiappe e iniziai a spingere la mia cappella. Pamela non era vergine, il mio pene però a fatica si fece spazio tra le pareti dello sfintere. Pamela cercò quasi di liberarsi, ma gli ero sopra e prima che potesse dire qualcosa le mie palle toccarono il suo sedere. Per un secondo rimase a bocca aperta; poi disse: “Esci mi stai facendo male”. Ormai ero dentro e volevo godermi l’inculata, iniziai a muovere il cazzo prima piano cercando di tranquillizzarla, poi sempre più forte, e mentre Pamela quasi piangeva uscì schizzandola sui glutei e sulla schiena. Gli crollai addosso e poi gl scivolai a fianco sorridendo. “Sei uno stronzo” furono le sue parole e ci addormentammo.
Sotto la doccia sentivo chiacchierare Pamela con la nuova arrivata Alessia, una sua “amica” che avevo conosciuto anch’io in passato e che avevo avuto modo di scambiare due parole. Non si era sempre chiamata così, in passato il suo vero nome era stato Alessio, un amico di Pamela fin dai tempi della scuola media. Da giovane Alessio era stato sempre effeminato, poi la decisione di diventare donna, mantenendo però i suoi attributi. Insomma Alessia era un bel trans, alto, bel culo, seno sodo; e anche simpatico.
Uscì dalla doccia, con un asciugamano in vita avviandomi in camera, ad attendermi Pamela e Alessia, che parlavano. Io e Pamela eravamo amici di vecchia data, mi sedetti sul letto salutando Alessia, che sorridendo disse: “Stanotte avete fatto gli zozzoni.”
“Ci siamo divertiti” dissi. “Parla per te – rispose acida Pamela – io non mi sono divertita tanto mi fa male sempre il didietro.”
“Cosa è successo?” fece con sorpresa Alessia. “Il qui presente mi ha….sodomizzato, un po’ brutalmente.” “Dai che ti è piaciuto – feci sorridendo – forse ero preso dall’eccitazione.”
“Fammi un po’ vedere – fece Alessia facendo girare Pamela – togliti le mutandine.”
Pamela così fece e Alessia con mia sorpresa iniziò a leccargli il buchetto. “Ti da sollievo?”
“Si continua – fece lei – mi sembra che il dolore si attenui.”
Guardavo tra il divertito e lo stupito, poi tolsi l’asciugamano e mi avvicinai dicendo: “Posso giocare anch’io”. “Accomodati fece Alessia. Presi la testa di Pamela e spinsi la bocca sul mio uccello. La mia amica cominciò a succhiarmi il cazzo con delicatezza, mentre Alessia continuava il suo operato. Ci spostammo poi sul letto, io mi sdraiai, Pamela si chino con la fica su di me mentre Alessia, mi prese il cazzo sbattendolo sul viso della stessa Pamela. La situazione mi piaceva, tanto che non feci opposizione quando Alessia iniziò a leccarmi il buco del culo. Muoveva la lingua sul mio orifizio, mentre con le mani mi allargava il più possibile le chiappe.
Ero in balia, tanto che quando mi fecero porre a novanta gradi ubbidì senza fiatare. Ero a pecora con il culo in bella vista, Alessia prese dalla sua borsa un liquido trasparente e iniziò a versarselo prima sulle mani e poi sul mio culo; con le mani mi accarezzava stuzzicandomi il buchetto e inserendo sempre di più il dito medio “Mi sembri pronto”.
“Per cosa?” risposti. “Per questo – mi rispose indicandomi Pamela un fallo di gomma legato in vita – Pamela a te l’onore di sverginarlo.”
Pamela prese il fallo e iniziò a farmelo scivolare nelle viscere. Era la prima volta che venivo inculato, il fallo spinto con delicatezza da Pamela entrava dentro di me, scivola senza troppa opposizione grazie al lubrificante che Alessia aveva utilizzato precedentemente. Nonostante tutto sentivo un leggero bruciore, guardavo Pamela nello specchio che si mordeva il labbro, mentre Alessia seguiva l’operazione da esperta. La mia amica inizio a scoparmi il culo, sentivo i muscoli cedere sempre di più sotto le spinte. “Ti piace essere inculato?” mi sussurrò all’orecchio Pamela.
Alessia si pose davanti a me mi prese la testa facendomi leccare il suo cazzo. Iniziai a succhiare, ma la mia concentrazione era sul mio culo che iniziava a farmi male. Il cazzo di Alessia diventava sempre più duro, tanto che prendendomi per la testa mi disse: “Vieni ti faccio leccare qualcos’altro – e mi portò le labbra su suo culo – voglio sentire come muovi quella lingua.”
Non riuscivo a liberarmi, quello strano intreccio mi rapiva i sensi. Pamela, si fermò e fece uscire il fallo dal mio culo, mentre Alessia, alzandosi si pose dietro di me. Sentivo il sedere richiudersi e parte del lubrificante scendere tra i miei testicoli. “Vediamo come se la cava con cazzo vero.”
Mi sculacciò quasi a rassicurarmi, poi prese il suo cazzo poggiadomelo sul mio buco, e iniziò a spingere: i muscoli del mio culo erano ormai abituati e la cappella dopo una prima difficoltà entrò. Sentì la rosetta allargarsi per far posto al cazzo di Alessia; che scorreva tra i glutei finchè non sentì suoi testicoli poggiarsi su di me. Alessia prima in ginocchio si alzò ponendo le gambe accanto i miei fianchi, mise le mani sulla mia schiena per mantenersi in equilibrio e iniziò a scoparmi.
Sentivo sbattere i testicoli e il rumore che fa la pelle sudata, finchè esausto non ressi il peso e caddi sul letto. Senti uscire il cazzo di Alessia da dentro di me, ma non contenta mi fece mettere con al schiena sul letto li allargò le gambe, mi toccò il buco con due dita quasi a verificare che tutto fosse a posto e mi penetrò nuovamente. Potevo vedere il mio pene muoversi sotto le spinte di Alessia eccitatissima che entrava e uscita da me, sorreggendomi con le mani le gambe. “Prendigli il cazzo – disse a Pamela – e segalo.”
Pamela rapita dal vedere la scena obbedì. Il primo a godere fui io, il primo sperma uscì, schizzandomi il ventre, il resto colò sul pube e sulla mano di Pamela. Subito dopo vidi Alessia grugnire e rimanere quasi senza respiro mentre sentivo inondarmi dentro.
Uscì da me accarezzandomi, mentre il suo sperma colava dal mio orifizio.