tuareg. Parte 1

Un gruppo di giovani amici di Milano tra l’età di 25/30 anni patiti dell’Africa, un giorno si riuniscono per organizzare un tour Sahariano, era da molto
tempo che lo avevano in mente di trascorrere una vacanza
nel deserto Africano. Il loro sogno ora si sta realizzando, dopo anni di tanti sacrifici si erano
ben organizzati con
una agenzia del posto, e per quel tour Sahariano rifornivano anche jeep e guida. Il tour era organizzato per solo tre settimane
con
precise tappe in varie oasi attrezzate con tenda. Il fatidico giorno della partenza era ormai arrivato e quel gruppo
ben composto: da quattro coppie sposate,
due ragazze libere da ogni legami sessuali, e da sei ragazzi celibi, meno quattro
ragazze anche loro celibi che hanno subito declinato il viaggio per motivi
di lavoro, invece i restanti sedici membri
del gruppo, erano entusiastici di fare questa esperienza.
Il primo giorno del tour; partenza all’aeroporto di Linate
e senza alcun intoppo e in poche ore sono arrivati a Bamako in serata, uno dell’agenzia prevede
assistenza in aeroporto
e trasferimento in un hotel nei pressi dell’aeroporto. Il secondo giorno del tour; arrivo a Timbuctù e conoscono la loro
guida Moamed
Alì, alto quasi come loro un po’ magro con i capelli e occhi neri, vestiva come d’uso la tunica lunga bianca,
con un turbante bianco, lui conosceva molto
bene la zona Sahariana e aveva già accompagnato altri turisti in quei viaggi.
Il gruppo erano felice come bambini e si apprestarono a presentarsi alla loro
guida, che incantato fissa una delle due
ragazze con i suoi occhi neri, lanciando occhiate di fuoco. Scaricati subito i bagagli, sulle jeep si recarono
subito
verso Gao. E dopo la lunga traversata nei silenziosi spazzi sahariani é sempre un’emozione. All’arrivo a Gao, e fatti i
rifornimenti necessari e
pernottare in un hotel per l’ultima volta su comodi letti. Il terzo giorno del tour; partenza
in mattinata da Gao, verso il grande fiume Niger e ai limiti
del deserto i ritmi, gli odori ed i colori dell’Africa nera.
Crocicchi dei vicoli sabbiosi, e muri d’argilla, volti di bambini, vociare delle donne e ritmi
tribali di tamtam. Un ultimo
percorso lungo la sponda settentrionale del fiume Niger in un paesaggio geografico ed umano alla frontiera fra savane e deserto.

Il grande fiume con il suo ritmo lento, con la sua ricca flora e fauna, con il vociare dei pescatori e le colorate grandi
piroghe é il vero crocevia fra
mondo dei nomadi e mondo dei sedentari, fra accampamenti e villaggi d’argilla. Al quarto
giorno del tour; l’anatomia del gruppo ormai era assai chiara: con
il passare del tempo le due ragazze avevamo molto socializzato
con la guida, forse c’era qualcosa di più che semplice amicizia, mentre i restanti componenti
erano molto affiatati.
La serata prevedeva una sosta all’oasi, con prima cena di benvenuti e pernottamento in una tenda grande beduina, in un reale
campo
nomadi. Mentre all’esterno la tenda non era tanta appariscente, ma all’interno era completamente diversa: tappeti
riccamente intessuti coprivano il
pavimento, mentre lampade ad olio illuminavano l’ambiente, conferendo una luce ambrata
e calda a tutte le suppellettili presenti, compresi i divani, stuoie
colorate, ricche di cuscini, dove il gruppo si sono
sdraiati dopo essersi tolte le scarpe come usanza locale. Mentre in fondo alla tenda un gruppo di
suonatori iniziava a
modulare una musica molto caratteristica, alcuni beduini si avvicinavano invitandoli a cenare, il gruppo di amici erano sconvolti,
di
quell’accoglienza.
La cena fu galattica le portate si seguivano l’una all’altra con continuità antipasti del posto,
di terra con pietanze a loro sconosciuti, lasciarono presto
il posto a ricchi piatti di carne, il tutto contornato da
vino che sembrava nettare. La frutta sembrava appena colta così come le verdure fresche come non
aveva mai visto. Durante
la cena, la conversazione era molta animata tra loro e non esclusero la guida dai dialoghi poiché Alì parlava Inglese/Arabo
e poco
Italiano. Finito la cena le donne si accomiarono, lasciando i ragazzi nei loro discorsi da uomini, per andare a
riposare, visto che domani si viaggiava alle
prime luci dell’alba. Uscite le ragazze alcuni beduini ci avvicinavano con
dei narghilè, invitandoli a fumare. I dieci ragazzi non declinano l’invito,
accettano con entusiasmo di fare anche questa
esperienza, provando la sensazione che si prova fumando dei narghilè. E dopo due donne entrarono nella tenda e
si misero
davanti a loro, ricoperte solo da veli, iniziarono alcuni movimenti di danza. Per loro era una bella sorpresa? La musica
era molto ritmata e stava
salendo di intensità, anche gli stessi suonatori sembravano muovere i loro corpi seguendo le
note che essi stessi emettevano. Per cui si pregustavano la
musica e la danza, il caffé forte che ogni tanto dei solleciti
beduini fornivano loro, e con delle tante battute piccanti dei componenti del gruppo. Forse
l’ambiente o l’aria del posto,
non si sa come, ma quattro ragazzi si ritrovano in piedi ed iniziano a danzare insieme alle due odalische, sempre più presi

dal quel ritmo anche loro ancheggiano le chiappe e fanno cerchio intorno alle due donne. Dentro la tenda faceva molto
caldo, e sotto ai loro occhi le due
odalische hanno iniziato a spogliarsi lentamente, via un pezzo, poi un altro, e presto
sono rimaste solo con i tanga che divideva due belle chiappe
brunastre, per niente preoccupate di essere l’uniche donne
in mezzo a quattro giovani arrapati anche loro in mutante e con sguardi avidi, e più anche gli
altri compagni di viaggio,
che si confondevano nei tappeti, ed osservati con interesse dai suonatori e la loro guida. La serata trascorse tranquilla
per il
gruppo di amici che stavano divertendosi da matti in quello spogliarello di massa, la musica gli stavano prendendogli
sempre di più la mano, al centro della
tenda tutti e dieci arrapati in mutande volteggiavano e si contorcevano, potevano
ballare per ore e ore, non sentivano nessuna fatica. Le mani dei ragazzi
iniziavano a scorrere sul corpo delle odalische,
e con le dita giocherellavano con i loro capezzoli, desiderando disperatamente di poterle leccarle
avidamente, ma le due
donne con mani repentine elimina ad uno a uno le loro mutande, a questo punto i cazzi duri dei ragazzi svettano all’aria.
La musica nel
frattempo continuava incessante e solo allora i ragazzi si sono resi conto che erano rimasti completamente
nudi e che l’ultimo baluardo, le mutande, erano
state abilmente rimosse dalle due odalische, e senza tante smancerie presero
i loro cazzi dove li misero uno di fronte all’altro formando delle coppie. I
dieci ragazzi ignari di tutto questo continuavano
tra loto a ballare con la musica sempre più incessante e le sensazioni che provavo erano sempre più forte,
vergogna
e piacere erano un tutto uno, in un parossismo di follia che alla fine faceva perdere il senso della realtà, lasciandoli
nella più totale
incoscienza. Il piacere era intenso, le loro cappelle dure distrattamente cominciavano a strofinare
fra loro, anche se abilmente manovrato dalle due femmine,
per cui chiudevano gli occhi in senso di approvazione del piacere
che riceveva grazie ai loro corpi. A questo punto obbedienti e accondiscendenti si
strofinavo le cappelle dagli ordini
impartiti dalle due. Dopo questo sbandamento e ripensamento iniziale non si ebbe più il tempo di pensare, in quanto
l’atmosfera
erotica nello scorrere del tempo cresceva vertiginosamente dove gli eventi aumentava intensamente con lo scorrere del tempo.
Abilmente le
Odalische cominciarono a massaggiare quei cazzi duri molto lentamente, mentre avvicinavano i loro volti e
cominciavano a baciarli alternativamente. Il gioco
si faceva sempre più interessante, e nessuno dei ragazzi si accorse
che erano abbondantemente eccitati e strafatti, non rimossero la testa, lasciando che le
bocche una di fronte all’altra
si sfiorasse fra loro.
Nel crescendo dell’eccitazione, e incurante della situazione continuavano a giocare con la punta
della loro lingua non sapendo di sfiorare la lingua del suo
compagno. I ragazzi inconsciamente amoreggiavano fra loro
senza rendersene conto si baciavamo, anzi erano abbracciati stretti che ruotavano sui fianchi uno
di fronte all’altro,
con la lingua dentro la loro bocca totalmente presi dal quel gioco erotico e dalla parte che stavano impersonando. Mentre
loro
continuavano a ballare e gli altri distratti a guardarli, Moamed Alì non visto si ritira verso l’antro delle tende
che separa la zona notte, percorrendo in
quel labirinto di tende fin quando si ferma davanti ad una tenda illuminata.
In quel posto stabilito incontra le due ragazze del gruppo che lo aspettavano
completamente nude e vedendolo si buttano
loro addosso infilandosi sotto la sua tunica, e da sotto avevano iniziato ad armeggiare con il suo cazzo, e
infilandoseli
in bocca con abilita inaspettata, Alì si lascia fare e inarcava la schiena sotto gli stimoli di quelle due bocche calde,
intanto sentiva due
mani stringergli le chiappe e una bocca che non smetteva di leccarli l’asta e l’altra bocca gli leccava
i coglioni e ancora più in basso verso l’ano. lui
godeva di quelle due bocche che gli succhiava l’anima. La guida teneva
stretta una testa davanti a se e mentre allarga le gambe per permettere all’altra di
leccare meglio il buco del culo,
e con colpi sempre più decisi affondava il cazzo in quella gola. La ragazza continuava a ingoiare e succhiare con frenesia

quel cazzo turgido di Alì e mentre l’altra indisturbata continuava a leccare e succhiare le crespe dell’ano, e poi lentamente inizia a infilare un dito in culo, la ragazza si accorse che la guida, spingeva indietro il culo in un modo esagerato mentre il dito entrava senza difficoltà, che ben presto diventarono due, e poi tre, forse facilitate dall’abbondante saliva da lei emessa, la ragazza in quel momento di libidine e lussuria di più alto, e sollecitata da lui a
continuare con gran gioia gemeva e ululava in preda da violenti orgasmi ripetitivi, Alì inarca la schiena in avanti per facilitargli
la penetrazione.

————FINE PARTE 1 continua