tuareg. Parte 2

La mano di lei unendo di nuovo le dita a cuneo lo infila nel suo culo che entrava e usciva con facilità nell’ano, segno che Moamed Alì era abituato ai grossi calibri, facendo eccitare sempre di più lei, che pistonava come una matta con il pugno chiuso dentro quel buco slabbrato. Alì accolse con gioia anche questa
intrusione spingendo indietro
il culo che si dilatava ancora di più allo stremo del godimento e quasi subito tutti e tre in contemporanea urlando e ululando.

Alì venne copiosamente come non mai, singhiozzando e dolorante tolse la mano da dietro e il cazzo dalla bocca della ragazza
e continuava a schizzare di
sborra. Allora Alì decise di rendere il favore, facendole sdraiare le due troie sul tappeto
scopandole furiosamente e sempre più eccitato tutte due
contemporaneamente. Vennero ancora insieme, abbandonandosi su
di loro esausto, le ragazze non reggono molto e lasciano Alì solo. Avevano molto sonno e
coricate sui cuscini ben presto
si addormentarono. In quel punto Moamed Alì si rese conto che loro erano stanche, infatti, vedendole distese sui cuscini
si
era fermato in silenzio a guardarle, affascinato dalle ragazze Italiane. Alì a un certo punto senti un forte bisogno
fisiologico di pisciare e nudo, usci
dalla tenda per godersi il fresco dell’aria del deserto. Era una notte misteriosa
spinto da una certa curiosità si era avvicinato al pozzo d’acqua, dove le
palme circonda l’oasi, e godendosi di quel
frescolino sulla pelle nuda si apposta fermo a una palma e prontamente un getto di orina calda rimbomba nella
sabbia.
Alì aveva la prostata piena di piscio sembra che il getto durasse all’infinito ma all’improvviso l’orina era sparita a piccoli
zampilli fino a
diventare gocce e dopo aver vuotato la vescica, diete una scrollatina al cazzo. Era molto stanco, si siede
su una pietra ed iniziò a guardarsi intorno. Dei
rumori e urla lo scosse e allarmato si alza non vede nessuno, e rassicurato
si avvia verso le luci e la musica che gli fa da guida in quella notte stellata.
Nella tenda la musica di colpo smise riportandoli
alla realtà, i ragazzi allibiti da tutto ciò e accorti la mancanza delle due odalische, sentirono un grido
agghiacciante,
impauriti si guardano intorno e videro i suonatori nudi con cazzi duri in mano e un loro amico collocato su dei cuscini dove
qualcuno
sosteneva un coltello contro la sua gola, era ben afferrato dai quattro, e uno di loro gli lo mise in bocca e
l’altro da dietro, con un cazzo enorme lo
sbatteva di santa ragione e chiedeva a due dei suoi che lo aprisse bene le chiappe
per fotterselo bene. Quando quello finì, un altro dei suonatori prese il
suo posto. I suoi amici erano inorriditi e la
cosa peggiore erano stati ingannati dalle due odalische, assorti e sbigottiti dallo spettacolo che loro vedono
quel che
passava il loro amico. Il gruppo dei ragazzi si sentivano storditi e sbalorditi, non avevano le forze di reagire da quella
atmosfera creatasi in
quel momento, dalla paura i loro cazzi si smosciano e lentamente quasi tutti retrocedevano indietro
per uscire da quella tenda, ma bloccati da altre figure
che come per incanto erano apparse nella tenda. Mentre erano offuscati
dalla paura, rimasero stupefatti e impietriti a trovarsi di fronte venti Tuareg nudi
con solo turbante blu addosso, il
loro volto erano coperti e i ragazzi erano impressionati dai loro occhi neri che s’intravedevano e si sentivano scrutati
e
poi lentamente quei uomini avanzavano e mostrandosi a loro certe sleppe di cazzo da far paura. Forse e la paura, o la
sorpresa di trovare dei uomini nudi e
minacciosi da farli pisciare sotto sul tappeto. Un urlo di battaglia scheggia dentro
la tenda, i ragazzi si trovano immersi da sciame di corpi nudi addosso,
era un fuggi e fuggi generale e in quel oasi di
pace cala il velo del terrore e urla da spavento, serpeggiando violenza inaudita fra loro. Urli di dolore,
le lacrime
si confondevano con la sabbia del deserto ma i Tuareg, imperterriti, sodomizzavano senza pietà. Sbraitavano contro le loro
prede con urli
animaleschi dove i ragazzi non capivano che cosa gli stavano succedendo, anche se senza tanti preamboli
gli Tuareg gli stavano inculando: i loro cazzi duri
riempivano quei buchi vergini, ed non riuscivano a sottrarsi da quella
sofferenza. Ma i Beduini proseguivano, senza mostrar pietà, divertiti ed infoiati
vennero dentro a quei buchi, riempiendoli
di tutto i loro succhi spermatici. Di tanto in tanto davano, anche, degli schiaffi sulle chiappe, infilando la
verga sempre
più a fondo. C’è chi viene preso nella tenda e fottuto subito, chi fugge dalla tenda vengono presi e fottuti li nella sabbia
del deserto, chi
sotto alle palme, chi nel pozzo, chi riesce a fare un varco sotto la tenda e viene bloccato e fottuto
nel culo e dall’altra parte fottuto in bocca, chi cerca
scampo verso le loro donne e vengono fottuti davanti a loro che
dormivano in un profondo sonno, poiché drogate come furono drogati anche loro con i narghilè.
Alì stava rientrando in
tenda dove la musica cessò completamente, sentiva le urla strazianti dei compagni di viaggio ed accelera il passo per dare
a loro un
soccorso e non si rese conto di essere nudo, ma all’improvviso due ombre gli tagliano la strada parandosi davanti.
Due uomini con la tunica lunga blu, con
un turbante blu che coprivano il loro volto lasciando intravedere solo gli occhi
scuri come carboni, la loro espressione era intensa, Alì li riconobbe in
loro i Tuareg nomadi del deserto, (detti spregevolmente
la merda di Allah essendo un popolo sodomita). Ormai non esistevano quasi più, erano pochi in quella
zona del deserto,
Moamed Alì si fece coraggio e si avvicina a questi due personaggi velati. Così ha fatto, uno dei due è scattato in avanti
mostrando una
scimitarra e lo costrinse ad inginocchiarsi di fronte all’altro Beduino, Alì era ancora in ginocchio quando
il Tuareg lo afferrò brutalmente la testa
spingendolo verso la sua tunica blu e cozzandoci la sua bocca, in quel attimo
Alì avvertiva un inconfondibile gonfiore, poi il Beduino ha iniziato a
sollevarsi la tunica davanti a lui che gli apparve
subito e dopo scomparire un grosso cazzo nella sua bocca.
Moamed Alì non si era reso ancora conto che lui stava ingoiando
un cazzo, essendo tenuto per la nuca da tutte e due da lui, quel cazzo era entrato in bocca,
approfittando dell’apertura
provocata dallo sgomento e obbligato a succhiare. Gli piace. Non capisce più nulla. Succhia avidamente ed iniziava ad eccitarlo,

forse il profumo intenso che emanava il Beduino, forse la situazione, fatto sta che il suo cazzo iniziò ad ergersi lentamente.
Al suo fianco anche l’altro
Beduino Intanto, si alza la tunica blu mostrando con orgoglio il suo cazzo grosso e senza
disturbarli con il suo cazzo ormai duro si avvicina alla bocca di
Alì, come spinto da una forza sconosciuta e contento
di avere anche quella nerchia a disposizione lo afferra per mano e mentre continuava a leccare inizia
a segarlo. Alì,
era inginocchiò davanti a quei due obelischi di carne pulsante, gli venne voglia di succhiarli. La voglia era tanta. Ma
tanta da cominciare
a spompinare prima l’uno e poi l’altro, passando da un cazzo all’altro senza mai fermarsi fino a lambirli
sapientemente con tocchi da troia. “Cosa sto
facendo?”, pensava. “Sono inginocchiata davanti a due sconosciuti a succhiarli
il cazzo, e mi piace da matti, sto diventando una checca!!!” Il Tuareg geloso
dell’altro lo spinge e blocca Alì tenendolo
afferrato alla testa e continuava infilare il cazzo dentro la sua bocca come se fosse una fica, spingendolo fino
in fondo.
Alì, si masturbava il cazzo, gemendo e infilandosi sempre più a fondo il grosso cazzo del Beduino. L’altro Tuareg staccato
bruscamente dal suo
compagno fece alzare il culo di Alì piegandolo a novanta gradi, si era piazzato dietro a lui e ficca
il suo cazzo nel culo di Alì che gli strappa dei urletti
di piacere. Alì con molta foga continuava a succhiare quel cazzo
duro senza mai smettere, anche se il Biduino la cosa lo manda in bestia, in quanto quel buco
del culo era del tutto tafanato
da altri cazzi grossi. Ma non si diede per vinto, e ficca di brutto il suo cazzo enorme e duro che entra dentro lentamente
in
quel budello che si apriva del tutto dilatando con molta facilità sempre più a fondo, adattandosi al suo calibro.
Il Tuareg, si rese conto che quel culo era
sfondato al massimo e lo ingiurio in male modo dandogli del culorotto e succhiacazzo,
anche se continua imperterrito a stantuffarlo nel culo che ormai era
bello e rotto che riusciva pure infilarci le palle.
Incazzato il Beduino dice all’altro di sdraiarsi giù a terra con il cazzo dritto e ordina ad Alì di
sedersi a cavalcioni
sulla punta del cazzo. Alì non se lo fece ripetere due volte, e con estremo piacere si mette esattamente sulla grossa cappella
bagnata
del primo Tuareg, che lui lesto lo afferra per le chiappe allargandolo tutto pronto ad accoglierlo, mentre il
suo buco del culo si dilatava facilmente!, Alì
Esita un attimo nel proseguire nell’abbassamento, ma si sente afferrato
ai fianchi e attirato giù. Il cazzo del Tuareg gli penetra tutto dentro di colpo e al
primo momento Alì, comincia a muovere
i fianchi e roteare il culo in modo da adagiarsi meglio e per riceverlo più profondamente. Ad ogni colpo è come se
qualcuno gli infilasse un palo rovente nel culo!

————FINE PARTE 2 continua