tuareg. Parte 3

Tutto questo sembra farlo godere infinitamente! Anzi non demorde, aumenta sempre più il ritmo; Sentiva il suo buco del culo bello largo adesso, infatti quando nel sali e scendi Alì arrivava a prenderlo tutto in culo, lui si fotteva da solo, sentiva, un cazzo
caldo e pulsante nel suo retto che gli dilatava il buco.
Ad
un certo punto l’altro lo blocca, attirandolo verso di sé con le braccia e gli dice di stare fermo. Tuareg infila un dito
nel buco del culo di Alì già
pieno del primo cazzo, poi infila un secondo dito e comincia ad allargare il buco per fare
spazio anche al suo cazzo, Alì si ferma a capito le intenzioni del
Tuareg. “Ma che vuoi fare!?”, grida Ali. “Noooooo!?
Non insieme, no, noooooooo!” Ma il secondo Tuareg non sembra ascoltarlo si abbassa sui i due e infila il
cazzo nel culo
già occupato dall’altro e forzando un pò riuscì ad infilare il glande, ed alla fine lo incula pure lui. Alì si trova
così ben piantato da
un grosso palo nodoso e un secondo palo che gli trapanava il buco del culo, il Beduino lo dilatava
a morte entrandogli dentro. Una volta che tutti e due i
cazzi furono dentro, Alì si sente pieno, e il primo Tuareg afferra
il suo compagno per le chiappe da incitarlo ancora di più a sfondare quel culo tirandolo
verso di se. Il dolore è insopportabile
all’inizio, ma in breve Alì comincia a provare sensazioni che mai avrebbe immaginato prima, vorrebbe che quei due non
smettessero
mai di incularlo. Il contatto dei due cazzi dentro la budella stimolava entrambi i Tuareg, che sentivano i loro cazzi ingrossarsi
sempre più,
fino a quando Alì divarica le chiappe per riceverlo sempre di più a fondo, e il suo buco è completamente
dilatato da quei due cazzoni poderosi che lo fottono
senza pietà. Dopo un po’ gli vennero dentro nel culo con dei urli
liberatori. I due Beduini sfilarono i loro cazzoni posizionandoli sulle sue labbra per
farsi leccare gli ultimi schizzi
di sborra che uscivano dai loro cazzi frementi, e Alì ricevette una grossa quantità di sperma al buco del culo, e con

ingordigia imbocca le due cappelle per non perderne neanche una goccia. Anche lui, dopo venne copiosamente urlando che
stava venendo e schizzò sulla sabbia
del deserto. I due Tuareg si alzarono soddisfatti e lasciarono li disteso Alì con
le chiappe al vento, e appena se ne stavano andato entrambi iniziano a
commentare l’accaduto: “Quel frocione aveva un
culo veramente spanato!”, disse il primo Beduino. “Già, una vera troia, si vede che era abituato a prendere
cazzi!”,
disse il secondo Beduino. “Non dirlo a me, io che sono stato il primo a montarlo ho trovato pochissima resistenza!”, concluse
il primo Beduino.
“Adesso direi che ce ne possiamo anche andare, non vedo l’ora di farmi un paio di culi bianchi!?”, detto
ciò si buttano nella mischia. In quel oasi,
serpeggia odio e violenza che un gruppo di amici stanno subendo dai quei
predoni del deserto. I Tuareg erano assatanati di sesso, era diventata un’orgia
megalattica in quel piccolo spazio e si
vedeva tanti corpi nudi in tutte le direzioni e posizioni immaginabili, quei cazzuti trombavano alla follia e senza
mai
lasciare un buco vuoto. Gli urli di pietà venivano piano, piano smorti con dei lamenti di goduria. Almeno una decina di
volte gli Tuareg, uno dopo
l’altro, vennero in quei culi, allargandoli le chiappe in un modo senza uguali. Poi, quando
questi tutto parve finire, assaporavano altri culi da soddisfare
ed uno per uno riempivano altri buchi, stavolta, però,
fare i bucchini a tutti loro, chi leccandogli solamente l’asta, a chi succhiando anche i coglioni
duri. Passò così
un’altra ora, e quando sembrarono soddisfatti, i Tuareg uno alla volta vennero dentro ai loro buchi e adagiandosi sulle
schiene dei ragazzi
terrorizzati e sfiniti dove i loro buchi s’allargano sproporzionalmente e senza estrarre i cazzi
dalle budella, restarono per qualche minuto esausti ed
immobili sopra di loro, accennando ancora qualche colpetto nei
culi e bocche.
La notte passo velocemente e il cielo si stava schiarendo, i Tuareg si sollevano da quei corpi straziati
lentamente, estraggono i loro cazzi gocciolanti
ed ormai mosci, ma ancora di dimensioni ragguardevoli e dopo esserseli
coperti con le tuniche in tutta fretta. In quel oasi furono istanti lunghissimi,
pieno di un silenzio surreale in cui
i corpi dei ragazzi imbrattati di succo di sperma erano sparsi in tutto il campo, nudi, mentre dai loro culi sgorgava
ancora
caldo lo sperma dei Tuareg che gli scendevano giù lungo le gambe. I Beduini non dissero niente neanche una parola, anzi
le uniche parole che
preferirono furono strilli di guerra, quando salirono nei loro dromedari, ed andarono via. Il gruppo
dei ragazzi alzandosi in piedi per andare in tenda si
accorsero di non reggersi nemmeno sulle gambe. Gli avevano letteralmente
distrutto l’ano, ma anche saziati dal troppo cazzo. Il mattino seguente i dieci
amici compreso Alì cercano di scancellare
le tracce della violenza subita dai Tuareg, e non far capire alle loro compagne di viaggio quello che era successo.
La
fortuna volle che la droga che stata somministrata dai servitori si svegliassero verso le dieci, e dando tempo anche loro
di riposare. Dopo un fugace
ristoro la comitiva dei ragazzi lasciarono l’Oasi pronti per un’altra giornata nel deserto,
nessuno di loro a mai fatto menzione di ciò che era successo
nella serata precedente, anche se le donne non capirono
perché non c’erano i beduini a servirli, ma l’intraprendenza di Alì la risolse con una scusa banale
che gli credettero.

Quel tour Sahariano, scosse molto le menti a quei dieci ragazzi di Milano, partiti dall’aeroporto di Linate eteri, e ritornati
in patria gays, anzi ancora
oggi organizzano delle orge insieme ad extracomunitari della zona Sahariano, nella speranza
di poter provare ancora le stesse sensazioni di quella notte
magica e misteriosa.