zio Giovanni. Parte 1

Voglio raccontarvi come la mia vita matrimoniale ha avuto una svolta quando oramai erano 10 anni che eravamo sposati. Siamo una coppia di 40 anni ,il mio
nome è Claudio e lavoro in un officina metalmeccanica come coordinatore di produzione ,mentre mia moglie Maura invece è
casalinga e non abbiamo figli a causa della sua sterilità. Il cambiamento della nostra vita quotidiana ha inizio da quando
mio zio Giovanni, unico fratello di mia madre, tornato definitivamente dalla Germania, finalmente in pensione con i suoi
62 anni ,peraltro portati bene, comprò una villetta indipendente situata poco furi dal paese in cui io e mia moglie vivevamo.
Insistette molto per convincerci ad andare da lui, certo è che avremmo risparmiato i soldi dell’affitto, permettendoci
così ,dato che lavoro solo io, di toglierci qualche sfizio e cambiare anche la macchina, oramai sempre più spesso dal
meccanico. Prima di inoltrarmi
a raccontare la mia storia attuale ,volevo soffermarmi a spiegare quale fosse stato il rapporto intrigante che ebbi con lui
all’età di poco più di 11 anni, quando ancora non avevo nessuna conoscenza con il sesso. Zio Giovanni ,allora 40enne,prima
che si trasferisse in Germani per lavoro, veniva spesso a trovare la sorella( mia madre) .Lui era un tipo allegro e scherzoso
e molto spesso ci faceva ridere a crepapelle. Il mese di agosto di quell’anno, i miei genitori, come solitamente facevano
,affittarono una casa al mare e dato che mio zio poi si sarebbe trasferito per i motivi sopra descritti, l’aveva invitato
a passare le vacanze con noi. Quello fu il periodo i rapporti con mio zio cambiarono sensibilmente. Il fatto fu che una
sera, i miei genitori erano stati invitati d alcuni amici di mio padre ad una festa di compleanno, alla quale io non volli
andare e mio zio non ci entrava per niente. Così quella sera, dopo essere andato in pizzeria a prendere qualcosa per cena
e dopo averla consumata in casa, andammo fuori al giardino, seduti sul divanetto di giunco, io a guardare la tv e lui a
guardare una rivista di auto. Non passò molto tempo che mio zio, con tono sommesso mi disse:- ma tu te le fai le “pippette”?.
Io lo guardai incredulo e poi le risposi che ne avevo sentito parlare, ma non sapevo precisamente cosa fossero. Allora lui
mi disse che alla mia età si sarebbe dovuto iniziare a fare quella cosa ,che se volevo sarebbe stato disponibile a spiegarmelo
e che la cosa sarebbe dovuta rimanere un nostro segreto. Ero rimasto di stucco a quella richiesta, ma la curiosità di imparare
una cosa nuova mi fece accettare quella proposta. Poi mi chiese se avessi mai avuto il pisello duro, io annuii e che mi succedeva
tutte le mattine ,giustificando quella situazione perchè dovevo fare pipì e che subito dopo tornava come sempre. Ricordo
bene quando lui ad un certo punto mi prese la mano e la infilò dentro i pantaloni dicendomi che il pisello si indurisce
anche toccandolo in un certo “modo”, io stavo arrossendo, sapevo che stavo facendo una cosa che non avrei dovuto fare,
ma zio Giovanni era convincente e mi chiese di andare più giù, io obbedii e arrivai a toccare il suo pisello ,aprii la
mano per poterlo afferrare e sentii , anche se era molle, che era decisamente grande. Da li a poco lo sentii crescere e
la mia mano non riusciva più ad avvolgerlo, dimostrandomi che quello che aveva detto era vero, cioè che sarebbe cresciuto
anche se non per fare la pipì. Gli dissi :-zio ,ma è diventato così grosso!!. Mi rispose con:-te l’avevo detto! Adesso
ti spiego come si masturba. Detto questo lo fece uscire dai pantaloni e vidi la sua grandezza, prese nuovamente la mia mano
,fece in modo che glielo prendessi in mano e poi mi disse di massaggiarlo facendo su e giù. La mia curiosità mi portò
ad ubbidire ai suoi ordini e così iniziai a fargli quel massaggio, lui si abbandonò con la schiena sulla spalliera del
divanetto e mi incitava ad aumentare il ritmo. Così feci, mio zio cominciava ad emettere mugolii strani fino a che si irrigidì
e all’improvviso vidi uscire degli schizzi di liquido bianco dalla punta del suo pisello, schizzi che arrivarono fino al
suo collo e che mi fecero sobbalzare per quanto non me lo aspettassi. Ci fu qualche attimo di silenzio da entrambe le parti,
poi mio zio mi disse:- questa ragazzo mio e la famosa pippetta, praticamente quello che ogni ragazzino alla tua età inizia
a fare su se stesso pensando di usare il suo cazzetto su una femmina che le piace. Continuò dicendo che avrei avuto una
forte sensazione di piacere e che lo avrei fatto molte volte. Poi con aria di complicità mi raccomandò di mantenere quel
nostro segreto. Andati a letto, una volta ritrovatomi sdraiato non dormii e nella mente mi tornavano le immagini di quello
che avevo imparato e fatto con mio zio. Iniziai a toccarmi cercando di concentrarmi sulla mia mano e poco dopo notai che
anche il mio pisello stava aumentando di volume, fino a diventare duro come quando la mattina dovevo andare a fare pipì,
continuai così, sentii un certo piacere e aumentai il ritmo, più aumentavo con la velocità, più mi piaceva, fino al
punto che sentii contemporaneamente una forte scossa di piacere e quasi dolore, mi vennero delle contrazioni e mi irrigidii,
dal pisello però non uscì niente, avrei chiesto spiegazioni allo zio, ma la cosa in fondo mi era piaciuta. Il mattino seguente,
quando mi rincontrai con lui, gli feci capire, senza farmi sentire da mamma, che volevo chiedergli qualcosa, così con indifferenza
uno alla volta andammo in giardino. Zio Giovanni mi chiese subito se era successo qualcosa, si vedeva dal viso che aveva
capito cosa avevo fatto poi nella mia stanza e così gli chiesi subito perché non era uscito niente. Mi tranquillizzò
perché, disse che le prime volte, specialmente alla mia età era normale e che comunque poi sarebbe uscito, poi mi fece
l’occhietto dicendomi sottovoce che quello che gli avevo fatto la sera prima, anche se inesperto, gli era piaciuto e appena
si creasse un’altra occasione avrebbe voluto ripeterlo. Sembrerà strano, ma dopo quella sera di occasioni simili capitarono
quasi tutti i giorni, ma lo zio ne utilizzò la metà e lui ,anche che su se stesso, mi insegno diversi modi di masturbazione
e tutte le volte con schizzata finale. Arrivò così la fine del mese e dovemmo lasciare la casa al mare per tornare al
nostro paese più nell’ entroterra, mio zio ,che viveva ancora con i miei nonni e doveva partire per la Germania quel fine
settimana, ma prima di partire chiese a mia madre se potevo andare con lui, chissà quali pensieri balenavano nella mia testa,
ma quando arrivammo davanti ad un negozio di biciclette, cominciai a capire che non era per quello che pensavo. Mi disse
di seguirlo e così entrati nel negozio, indicandomi le biciclette mi chiese di scegliere quale mi piaceva perché me l’avrebbe
regalata. Erano tutte belle e non mi sembrava vero, poi scelsi quella che mi piaceva, lo zio la pagò e uscimmo dal negozio
e con noi la bicicletta, la caricò in macchina ,una volta saliti lo ringraziai abbracciandolo e poi lui mi disse che quel
regalo era, primo perché era mio zio e mi voleva bene ,chissà quando mi avrebbe rivisto, poi perché era stato bene con
me e di averlo fatto contento molte volte con le mie mani ,sempre più esperte. Quella stessa settimana partì e lo rividi
negli anni solo occasionalmente, quando tornava in Italia per le feste. Tornando al racconto della situazione attuale, ci
pensò mio zio, già il primo giorno che ci trasferimmo, in un momento in cui ci siamo trovati da soli ,a ricordarmi quell’estate.
Passarono alcuni giorni, ormai ci eravamo adattati alla nuova casa, quando una sera ,Maura andò a letto io e mio zio seduti
davanti alla tv, i nostri occhi si incrociarono e ci rendemmo conto che una situazione simile, in passato, l’avevamo già
vissuta. Zio prese coraggio e mi disse: – se facessimo un ripasso? Tua moglie dorme e non si accorgerebbe di niente. Non
ci volevo credere, ma era proprio così, mio zio 62enne mi stava proponendo di fargli una sega e io dentro di me non me la
sentivo di negargliela, dopotutto era stato solo fino a poco tempo fa, poi ci ha concesso di vivere nella sua casa senza
pretendere nulla. Così gli dissi di si, ma prima andai a rassicurarmi che Maura dormisse veramente. Quando tornai vidi
mio zio ancora seduto sul divano, ma con i pantaloni e le mutande tirate giù, il suo cazzo ancora moscio attendeva la mia
mano, così mi inginocchia davanti a lui e iniziai a ripassare la lezione. Ero pronto a farlo nuovamente contento, ma la
cosa piaceva anche a me, così iniziai con la mano ad accarezzargli le palle, salendo e afferrando il suo cazzo, che già
stava prendendo vigore ,non si mise molto a mostrare tutta la sua grandezza ( e durezza),era proprio come lo ricordavo e,
aimè era decisamente più grande del mio e per questo lo invidiavo. Zio Giovanni mi guardò, si vedeva che le stava piacendo
quello che faceva la mia mano e così continuai stringendolo forte e con l’altra mano le accarezzavo la cappella già bella
gonfia .Con tutti gli allenamenti che avevo fatto su me stesso, ero diventato bravo a masturbare e dopo alcuni minuti ,mio
zio munito di fazzoletto di carta, scaricò la sua abbondante sborra su di esso, che per quanto pieno si sfaldò quasi subito.
Il suo, fino a quel momento era, oltre al mio, era il solo cazzo che avevo toccato, ed ero felice che la cosa si era ripetuta.
Quella sera finì così, mio zio mi ringraziò vivamente per la mia disponibilità e andammo a dormire. Feci fatica ad addormentarmi
quella sera ,i miei pensieri andarono sempre lì e la mia mente iniziò ad elaborare situazioni ancora più intriganti.
Infatti nella mia testa frullava l’idea che con lo zio avrei potuto realizzare il desiderio che sia a me che a Maura ,balenava spesso nella mente, quando facendo all’amore, immaginando che nel nostro letto ci fosse un ospite gradito.

————FINE PARTE 1 continua